Viaggio di nozze

29 giugno 2004 In larghi giri questa bestia d'acciaio si è alzata. Ogni cerchio che disegna nell'aria mentre tutto diventa sempre più piccolo, mi allontana dalla terra, dalla gente, dalle auto, e dalle case che diventano minuscole come briciole. Mi ...

  • di Nigel Mansell
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

29 giugno 2004 In larghi giri questa bestia d'acciaio si è alzata. Ogni cerchio che disegna nell'aria mentre tutto diventa sempre più piccolo, mi allontana dalla terra, dalla gente, dalle auto, e dalle case che diventano minuscole come briciole. Mi distacco velocemente da tutto, dalle piccole angosce del quotidiano, da quelle minuscole miserie che come tanti sassi nelle tasche mi impediscono di volare rendendomi pesante, incollandomi a terra. Mi allontano dal mio mondo, che ormai nel cammin di mezza vita realizzo che è veramente una selva oscura. Ho camminato, ho corso, ho girato a vuoto, ho ripercorso forse per timore dell'ignoto molte volte gli stessi sentieri, che forse mi hanno cacciato in questa selva, ma non era ciò che mi aspettavo. Nonostante abbia gridato, mi sia dibattuto scalciando e lanciando pugni nel vuoto, mi accorgo che non riesco a cambiarla questa vita, non era ciò che volevo ma sembra che sia quello che il mondo mi ha riservato, è il mio posto libero in un posteggio affollatissimo, e io ho paura di lasciarlo per paura di rimanere senza. Quand'ero più giovane pensavo che la vita fosse come una gara a tappe, non bisognava assolutamente rimanere indietro, per ogni età c'era un traguardo, la scuola, la comunione e la cresima, il servizio militare il diploma e la patente, il lavoro e la carriera, fidanzamento e matrimonio, la casa e poi i figli... e ora forse mi sono seccato, e seduto a lato della strada guardo gli altri correre verso traguardi effimeri, come tanti criceti che corrono dentro le loro ruote. Insieme Anna vorrei che cambiasse. Vorrei che il nostro matrimonio, era domenica, due giorni fa, ci aiuti a liberarci di questi panni, che ne sono convinto, non sono gli unici possibili.

Il nostro è un volo di linea della compagnia tailandese, la sala d'attesa della nostra gate era affollata di asiatici. Ci si abitua a tutte queste facce così diverse e per me inusuali, ai loro caratteri somatici orientali che senza dubbio valorizzano molto più le donne, al punto che specchiandomi nella toilette dell'aeroporto mi aspettavo di trovarvi una persona con gli occhi a mandorla.

30 giugno 2004 Trasciniamo i piedi negli affollati corridoi dell'aeroporto di Bangkok dove siamo costretti per via dello scalo. Cerchiamo di ingannare l'attesa, tra tobleroni e marlboro, creme di dior e profumi di chanel, schermi al plasma della sony e orologi ck. Se non fosse per gli occhi a mandorla della gente potremmo non esserci mai mossi dalla Malpensa. E' comunque esaltante sentirsi così lontano da casa, non mi è mai successo.

Il viaggio fin qui è stato interminabile, e io sono troppo lungo per quei sedili che andrebbero meglio per un autobus piuttosto che per un volo intercontinentale. Fortunatamente un individuo molto particolare che non ho potuto non osservare e studiare, mi ha aiutato a far scorrere il tempo più velocemente. Forse avendo problemi di vista nonostante la correzione degli occhiali, il mio vicino da cui mi separava solo il corridoio, fin prima della partenza ha iniziato a leggere in modo vorace qualsiasi cosa trovava intorno a lui, avvicinandola talmente agli occhi da sfiorargli il naso; poi con movimenti veloci quanto repentini spostava il capo per riuscire a leggere, in quando avendo i fogli così vicino il suo campo visivo era molto limitato. Viaggiava da solo, si atteggiava con il fare di un grande viaggiatore, indossando un giubbetto di jeans che non slacciò mai per tutto il viaggio tenendone il colletto sollevato come se fosse l'impermeabile di Bogart. Tra le varie stranezze dell'interessante personaggio che ha ingollato tutto quando gli veniva offerto dal personale viaggiante, compreso gin e brandy, è stata molto divertente assistere alla sua preparazione per la notte. Improvvisamente ha estratto un kit da viaggiatore, si è avventato sul sostegno per il collo e con scrupolosa dedizione l'ha gonfiato con la bocca. Completato il gonfiaggio e posizionata quella sorta di metà ciambella dietro il collo, ha indossato una mascherina in tinta con la ciambella, della stessa foggia di quella di un improbabile arlecchino, che al contrario di quella della nota maschera era priva di aperture per gli occhi. Poi a tentoni, perché ormai privo della vista, ha afferrato la coperta che la compagnia aerea ci aveva fornito e coprendosi fino al naso ne ha fatto una sorta di sudario. Ho passato la notte con la riproduzione moderna di una mummia egiziana al mio fianco

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