Destinazione Indocina

Da Saigon ad Angkor, passando per Doha e Kuala Lumpur

  • di Oli79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Ormai siamo diventati segugi alla perenne ricerca di offerte aeree. A giugno abbiamo acquistato il volo della Qatar Airways per Kuala Lumpur con partenza il 20 Dicembre e rientro il 6 Gennaio (praticamente tutte le vacanze di Natale) a un prezzo accettabile anche se non proprio di saldo. Abbiamo “riempito” questi giorni dando sfogo a fantasie e sogni, costruendo così il nostro super regalo di Natale: un viaggio che ci ha fatto sostare a Doha, ci ha portato a Kuala Lumpur sotto le mitiche Petronas Twin Towers, a Ho Chi Minh City (la vecchia Saigon, tanto per intenderci), nel Delta del Mekong e infine a Phnom Penh e nell’enigmatico sito di Angkor, l’antica capitale khmer. In diciotto giorni abbiamo toccato quattro Paesi, siamo venuti a contatto con quattro culture differenti e abbiamo vissuto grandi emozioni.

Sabato 20 Dicembre 2014 / Domenica 21 Dicembre – Milano/Doha

Arriviamo alla partenza con più affanno del solito per via del lavoro e per un trasloco non ancora sedimentato. Quasi senza rendercene conto ci troviamo alle 12 sullo shuttle (si ferma proprio sotto la casa nuova ed è supercomodo) che ci porterà a Malpensa. Il terminal 1 si è fatto il trucco per Expo 2015: si è dotato di negozi superlusso e si è allineato agli standard degli aeroporti più glamour… peccato che i voli e i passeggeri siano veramente pochi! Speriamo che nei prossimi mesi la situazione migliori e che l’Italia, grazie anche all’Esposizione Universale, torni a prendersi il posto che si merita nel turismo internazionale. Abbiamo fatto il check-in on line, ma ci aspetta una coda non indifferente per consegnare le valigie (ormai questo sistema è molto usato e in più ci sono numerosi viaggiatori medio-orientali con vagonate di bagagli).

Si parte per Doha alle 15.20 in perfetto orario. Il volo è tranquillo e la Qatar Airways ci coccola con film di ultima uscita, snack e bevande di ogni tipo e una cena niente male. Atterriamo alle 22.30 ora locale (il fuso orario è di +2 ore rispetto all’Italia), dopo poco più di 5 ore di viaggio, e passiamo all’ufficio immigrazione, dove ci fotografano e ci fanno pagare, rigorosamente con la carta di credito, i 100 QR (Rial del Qatar) necessari per il visto turistico. Non dobbiamo aspettare i bagagli perché li troveremo (lo speriamo vivamente!) dopodomani a Kuala Lumpur e così usciamo dall’aeroporto alla ricerca dello shuttle del Moevenpick Tower & Suites Doha che ci porterà in albergo per il meritato riposo (il transfert è compreso nel prezzo dell’hotel).

L’albergo è situato nella down town, in una zona ricca di grattacieli (alcuni, pur essendo nuovi, risultano vecchiotti come stile, altri sono degni di nota per le linee slanciate e avveniristiche). La camera (una deluxe per tre persone) è spaziosa, ben arredata e dotata di ogni comfort. Al mattino ce la prendiamo con comodo, facciamo il check-out, lasciando trolley e giacche a vento in albergo, e ci dirigiamo a piedi verso il centro commerciale City Center Mall. Qui cambiamo un po’ di soldi in moneta locale (ci impieghiamo più di mezz’ora a causa della lentezza degli operatori) e, finalmente, verso le 11 riusciamo a fare colazione (non era compresa nel prezzo della camera) in uno Starbucks (ormai una certezza in ogni parte del mondo, come se il cappuccino lo avessero inventato gli americani…). Prendiamo al volo un taxi con tassametro e ci facciamo accompagnare al Museo d’Arte Islamica, un edificio progettato da Pei (lo stesso della Piramide del Louvre) e costruito sull’acqua. Esternamente la struttura è massiccia e ricorda nel colore la sabbia del deserto, l’interno, invece, è leggero, trasparente per via dei vetri utilizzati e protende verso l’alto come una chiesa gotica (l’accesso al museo è gratuito). Gli spazi espositivi, con percorsi obbligati, sono molto scenografici, meno (a nostro avviso) gli oggetti esposti, un miscuglio proveniente da varie zone dell’Asia Minore. Sorge spontanea la domanda perché non vendere a questi Paesi, ricchi di soldi ma non di un passato, le tante opere d’arte che giacciono nell’incuria totale nelle cantine di molti musei italiani. Terminata la visita raggiungiamo a piedi il Souq Waqif, ricostruito in perfetto stile arabo: ci sono moltissimi negozi ma, inspiegabilmente, la maggior parte è chiusa. Il 18 Dicembre è stata celebrata la festa nazionale e forse si tratta di un mega ponte cui i negozianti hanno aderito. In uno dei pochi chioschi aperti troviamo l’ennesima pallina per il nostro albero di Natale superetnico e non ci lasciamo scappare questa decorazione (un po’ kitsch) con tanto di cammello! Diamo anche un’occhiata al vicino Gold Souq, ma anche qui è tutto chiuso…

La giornata è splendida con sole caldo e brezza marina (siamo lontanissimi dal grigio inverno milanese) e, passo dopo passo, percorriamo i quasi sette chilometri di Al Corniche Street, il lungo mare di Doha, fino al nostro albergo. Lungo la Corniche sono ancorati i “dhow”, le barche tradizionali utilizzate dai pescatori di perle (prima della scoperta dei giacimenti di petrolio questa era la sola attività del Qatar), ma il tempo per un giro nella baia non c’è. Poco dopo le quattro il sole inizia a calare, l’aria diventa fresca e rende ancora più nitido lo skyline di questa città in divenire

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