First time in India?

Questo viaggio è stato un regalo bellissimo del mio fidanzato Roberto, che, il giorno della mia Laurea mi ha detto: “scegli la meta del nostro prossimo viaggio”… niente avrebbe potuto farmi più felice. Volendo essere piuttosto imprevedibili abbiamo deciso di ...

  • di KatyaM.R.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo viaggio è stato un regalo bellissimo del mio fidanzato Roberto, che, il giorno della mia Laurea mi ha detto: “scegli la meta del nostro prossimo viaggio”... niente avrebbe potuto farmi più felice.

Volendo essere piuttosto imprevedibili abbiamo deciso di far precedere la vacanza in India da un fine settimana a Mosca (-27° C) prolungando lo scalo dell’Aereoflot di ben due giorni. Impresa ardua è stata riuscire a far entrare solo in uno zaino capi estivi e ultra-invernali.

Siamo partiti con il minimo indispensabile e in totale libertà; prenotando da Internet solo un ostello a Delhi per il primo giorno nella zona di Pahar Ganji, che, agli occhi di un turista inesperto di India può essere realmente inquietante. L’albergo era nascosto in una via secondaria strettissima quasi invisibile dalla strada principale, nella quale si estende un mercato-labirinto affollato e rumorosissimo.

Appena arrivati abbiamo dovuto subire le pressanti attenzioni di un sedicente agente di viaggi che si prodigava tanto per facilitarci la vita e fingeva di conoscere le nostre reali necessità. In realtà, ci proponeva l’affitto di una macchina con autista a nostra disposizione, ad un prezzo piuttosto elevato...Per il momento l’abbiamo lasciato parlare. Il nostro primo assaggio di India è stata la capitale, che ci ha praticamente storditi con la sua confusione terribile, un traffico caotico e livelli di inquinamento allarmanti. Malgrado la pressione dei “temibili” guidatori di taxi- risciò, decidiamo di gettarci (anche se con qualche esitazione) nella realtà differente di Delhi che appare infinita dall’alto del minareto della Moschea del Venerdì, da dove si gode un panorama mozzafiato della zona vecchia e del Red Fort.

Consiglio a tutti di assistere ad una delle celebrazioni indù nel bellissimo Visvanath Temple, uno spettacolo che ci ha lasciati senza parole, una festa di canti e di colori... e soprattutto... niente folle di turisti e un’atmosfera intima e profonda.

La nostra aria stordita ci rendeva facili prede di procacciatori d’affari e anche se alla domanda “First time India?” abbiamo sempre cercato di rispondere “No” ci si leggeva in faccia che non ci aspettavamo una simile confusione e che indubbiamente incontravamo alcune difficoltà, una fra tutte l’incapacità di poterci muovere autonomamente con il treno... che va prenotato diversi giorni prima la partenza, e avendo a disposizione solo due settimane di viaggio l’unica soluzione possibile per vedere qualcosa di una nazione così estesa e popolata restava la macchina a noleggio.

Siamo quindi tornati dal poco simpatico agente di viaggi, l’abbiamo costretto ad ascoltare il nostro programma ( e soprattutto il nostro prezzo) e dopo ore di contrattazione siamo riusciti finalmente a raggiungere un accordo, facendo scendere notevolmente la tariffa che ci aveva chiesto all’inizio.

Il secondo giorno, così, il nostro autista Mukash ci ha portato ad Agra ed è stato così gentile da fermarsi spesso per farci visitare alcuni tempi incontrati lungo il tragitto. Il Taj Mahal è un luogo bellissimo e da solo vale un viaggio in India, l’incanto di quel posto riesce a contrastare la presenza continua di seccatori in cerca di mance e di clienti...Niente può rovinare l’atmosfera magica che si respira. Il mattino seguente, comunque, non vediamo l’ora di andarcene da Agra, una città piuttosto irritante a causa delle pressioni dei commercianti del luogo ansiosi di trarre profitto dalla tua visita ad uno dei monumenti più famosi del mondo... bisogna tenere gli occhi ben aperti! Da questo punto in poi del viaggio le cose non fanno che migliorare, iniziamo ad ambientarci e impariamo a conoscere una realtà differente, più rilassante e umana. Ci fermiamo in zone rurali e visitiamo la cittadina di Orccha, restando sorpresi dall’ospitalità della gente con cui è facile creare un dialogo e sorridere, una dimensione positiva e lontana dai giochi d’interesse di Agra e Delhi. Da Orccha sono sufficienti tre ore di macchina attraverso strade rurali per raggiungere Kajuraho, dove si trovano i templi resi celebri dalle sculture erotiche e la riserva naturale delle cascate...Che, lontano dal periodo dei monsoni appaiono come un esteso canyon di granito dai colori sfumati

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