L'India annidata dentro

Sono tornata da otto mesi in Europa, parte passati a Roma, parte a Londra, ciononostante ho ancora l’India dentro. Ci sono stata quasi cinque mesi. Arrivata a Delhi sarei voluta scappare, ma non potevo: avevo fatto il diavolo a quattro ...

  • di Marta Di pierro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Questi sono stralci delle “mele” che ho mandato agli amici durante il viaggio.

Finalmente in quel di Delhi. Mi piace? Ad essere sincera non lo so ... Ancora. Per ora non vedo l'ora di andarmene da qui, immagino che in un paesino potrei trovare la giusta dimensione, per poi riprovarci e star a vedere come và. Stamattina quando sono arrivata il primo impatto e' stato buono (grazie, da dentro un'auto!) comunque per ora mah ...Vi farò sapere più in là. A naso, se mi conosco un po', ci vorrà tempo e un po’ di cocciutaggine ma mi piacerà. Paharganj - mi hanno presa per stanchezza fisica ... Non ho dormito prima di partire (nervosa? ovvio) e in aereo idem. E adesso, levati da in mezzo alla strada, salta qualche frazione di secondo prima che sputino … Il problema maggiore è stato la percezione degli spazi, si fa fatica a seguire una traiettoria, sembra di essere in una provetta di atomi impazziti e questuanti … e poi tutti che ti scrutano, ti bucano con lo sguardo, a fondo … In più, per sport, mi son messa a dar retta a tutti quelli che mi vogliono accompagnare da qualche parte ... Pazza per lo shopping? Assolutamente no, ma sai come si dice: “conosci il tuo nemico”. Alla fine, sconfitta, mi son rintanata in camera. Poco dopo l’insetto non identificato, le macchie rosse sul muro, le lenzuola grigie e la camera senza finestre mi hanno fatto desistere. Dunque, non a mio agio fuori, non a mio agio dentro. Mi ha salvato uno stadio del cricket: l’unico spiazzo verde, libero, con persone che eseguivano movimenti di cui prevedevo l’epilogo. E uccelli, tanti uccelli che volavano. Ciliegina: crisi di panico … io cinque mesi qui da sola non ci resisto! Al villaggio dove sono funziona così: sveglia presto, quando albeggia, chai (tè con latte di bufalo e zucchero) se mi va bene arraffo anche due biscotti salati genere Ritz per intenderci e poi doccia ... Beh, prima della doccia invero c’è la caccia ai secchi e la missione acqua calda, ovvero far bollire l’acqua sul camino e controllare che non se la prenda qualcun altro mentre per sicurezza abbraccio i secchi. Tutti danno la caccia ai secchi. Poi fino alle 11:30 in tutta tranquillità leggo, studio, giro ... Pranzo nei famosi “thali”, i piatti “tecnici” di metallo indiani (vassoi con vari scompartimenti) con pietanze buone e a volontà … ma sempre le stesse: patate, lenticchie, ciapati, riso, cavolfiori, spinaci, radicchio, carote e qualche volta lo stomachevole zucchero puro di canna. Dopo pranzo fino alle 4 circa (chai break) mi guardo intorno o me ne vado sul tetto (perché dovete sapere che nel villaggio non ci sono piazze, i luoghi di incontro sono il pozzo e i tetti) ... Insomma senza farla lunga una vita molto rilassata. Cena, uguale al pranzo solo che fa più freddo e due su tre non c’è luce. Nel dopocena una mezz’ora di passeggiata su e giù per la terrazza, non più lunga di 50 metri. Nottata con il ratto da compagnia, che scartoffia tra le carte di Pushpa, poi si prova i suoi vestiti … poi io mi sveglio, afferro la torcia e accendo l’occhio di bue della ribalta su di lui … e lui che in fondo è un timidone scappa da sotto la porta. Per il resto a volte mi rompo un po', la mancanza di un compagno di viaggio ogni tanto la sento, e sento anche quella di un buon libro che alle volte mi salverebbe dalla eccessiva tranquillità o dall’eccessivo interesse altrui per me. In compenso stamattina mi son svegliata benissimo, sembrava un documentario: l'aria brumosa, una palla rossa bassa bassa, il chai bollente e sul tetto la sagoma delle scimmie in controluce! Di nuovo a Delhi, solo un paio di giorni, prima di ritornarmene al paesello, giusto per comprare dei libri ... Quasi quasi già mi manca la vita cazzeggiona di lì. Vi dico solo che per fare 185 km c'ho messo 8 ore: un record! Non oso immaginare se dovessi farmi quella strada stando male ... Ieri sono stata al Red Fort, bellino, ma sarà che io mi aspettavo le mille e una notte non mi ha detto gran che, anche perché appena ci si muove dai sentieri subito si iniziano a vedere cumuli di sporcizia ... Comunque la cosa più bella e' stato arrivarci – capitolo primo: il traffico. Per arrivarci sono stata una mezzora su un rickshaw (rischiando un cancro ai polmoni, va detto) e delle cose che mi sono passate davanti non potete averne idea. Prima di tutto i carretti con la roba sopra, mi chiedo come facciano a legarci tanta di quella roba sopra, un affronto alla fisica credetemi! E poi cammelli, mucche, scimmie (ma mi assicurano che ogni tanto si vedono anche gli elefanti) macchinone, autobus scassati, gente a piedi (in mezzo alla strada) cani... Ecco, i cani. Questi veramente mi piacciono da morire, sono sempre composti, sia che stiano dormendo in mezzo alla carreggiata o su un'isola pedonale sia che aspettino, seduti composti ovviamente, un qualcosa da mangiare. Il bello e' che sono tantissimi, ma non fanno branco, addirittura i due che vivono intorno al progetto sono vegetariani ... Le cose a Delhi con Federico (il prof) sono andate benone, chiacchierata nella zona "in" sul villaggio dove sto, poi giringiro nell'università' ... E non e' proprio un bello spettacolo credetemi. Finale con cena in un ristorante che, mi diceva, e' molto buono. Io con la solita stella benevola che mi accompagna una volta che vado in un ristorante sicuro ( e in tal caso avrei mangiato due mondi ) non sto male? Quindi mi tocca riso (bianco), Yogurt (bianco) e ciapati (che e' giallino in verità ma passatemela...) insomma della serie monocromo minimal chic che fa tanto ospedale privato. Intanto fuori sulla strada c'era una bambina con la bilancia per far pesare le persone, aspettava e intanto studiava inglese. La cosa triste e che se non me l'avessero fatta notare probabilmente non l'avrei vista. Di nuovo al “villaggetto”: la e' sempre uguale, ho iniziato a conoscere un po' di professori del college e a chiacchierare in un bel misto inglese-gesti-hindi ... Ho iniziato a leggere il Mahabharata e mi gironzolano tutti intorno interessati, credo che lo lascerò nella biblioteca cosi chi vuole se lo va a leggere. Ok, niente altruismo in tutto ciò, i libri non si abbandonano, è solo che ho già uno zaino enorme e un mattone di quel genere non è il caso di farlo viaggiare. I ruderi (Babuji e Jyoti, ovvero direttore \ fondatore del progetto e consorte) sono partiti e l'aria e' diventata molto – molto - più rilassata, il che ha dato il via al gossip ... Ma vi aggiorno appena ci capisco qualcosa

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