L'India annidata dentro

Sono tornata da otto mesi in Europa, parte passati a Roma, parte a Londra, ciononostante ho ancora l’India dentro. Ci sono stata quasi cinque mesi. Arrivata a Delhi sarei voluta scappare, ma non potevo: avevo fatto il diavolo a quattro ...

  • di Marta Di pierro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sono tornata da otto mesi in Europa, parte passati a Roma, parte a Londra, ciononostante ho ancora l’India dentro. Ci sono stata quasi cinque mesi. Arrivata a Delhi sarei voluta scappare, ma non potevo: avevo fatto il diavolo a quattro per fare le ricerche per la tesi in un villaggio rurale in India quindi ero costretta a passare lì almeno un mese. Per i restanti, avevo progettato un bel viaggio e … beh, poi lo è stato. Sono partita da sola, una ragazza di 24 anni al suo primo viaggio fuori dall’Europa e scrivo per dire proprio questo … non date retta, si può fare! Un po’ d’attenzione, tanta tolleranza e spirito d’adattamento … scorte di sapone, vaccinazioni e via! Ho viaggiato per lo più in treni (terza classe), autobus di linea (sulle tratte turistiche ce ne sono anche tanti privati che sono molto meglio, ma venendo dal villaggio ero abituata a quelli di linea sgangherati … in più non facendomi problemi sul tipo di autobus potevo semplicemente svegliarmi la mattina, andare alla stazione e prendere il primo che andasse dove volevo), dormito in guest house o pensioni. All’inizio ero molto attenta a dove e cosa mangiavo, piano piano si inizia a capirci qualcosa e alla fine mi son ritrovata a mangiare stuzzichini per strada, cibo offertomi da una famiglia in treno, frutta comprata alle bancarelle … insomma di tutto. Fortuna, credo, ma non ho mai avuto un problema. La gente per strada a volte ti vuole spennare perché di te vede solo il portafogli, ma spesso, molto più spesso ti vuole conoscere, è genuinamente invadente: vuole sapere come ti chiami, da dove vieni, se sei sposato, cosa mangi, cosa scrivi … In una traversata in treno una famiglia mi ha voluto adottare, e come mia madre, la signora mi diceva “perché non ti pettini?”… Ho incontrato tanta bella gente e con alcuni sono ancora in contatto e non vedo l’ora di riabbracciarli. Due righe per ridere: “what’s your good name?” sta per “come ti chiami?”, “which country do you belong?” per “da dove vieni?” come anche “Which country is suffering for your leaving?” ... E una marea di altre buffe espressioni inglesi.

In India si trova praticamente tutto ciò che è necessario, inutile partire con scorte di shampoo, rullini, vestiti … Se da una parte infatti ci sono 900 milioni di persone al limite della fame ce ne sono pur sempre oltre 100 milioni che fanno la nostra stessa vita (con macchina, tv, pub, Levis e Adidas) sempre che non vivano nel vero e proprio lusso. Tanto per farsi un’idea, l’Italia ha circa 60 milioni di abitanti. Media della spesa giornaliera … mmm … circa 600 rupie (all’epoca 12 euro), più o meno 1000 a Mumbay e Delhi, il pernottamento li costa. Le camere, a parte la prima che avevo prenotato dall’Italia (cell-like la definirebbe la Lonely Placet) erano tutte più che decenti, con bagno in camera, a volte alla turca a volte normale, ma raramente l’acqua calda. Di media sulle 150 – 200 rupie (dalle 80 rupie di Jailsamer alle 800 di Bombay).Pranzi e cene sulle 150 rupie al ristorante, 15 alle bancarelle. Un litro di acqua in bottiglia 10 – 15 rupie. Frutta al kilo, dalle 5 rupie delle banane alle 20 dei mango. Birra, dove la vendono, dai 40 (kingfisher) alle 120. Internet, un’ora dalle 15 alle 40. Trasporti, il tragitto più lungo in treno mi è costato 300 rupie. Contrattate su tutto tanto il primo prezzo è dalle 2 alle 4 volte tanto quello ragionevole, quello per cui lui guadagna e tu fai un buon acquisto. E girate tanti posti per farvi un’idea (quasi tutti hanno le stesse cose) chiacchierate con tutti e … per carità, prendetela come un gioco! Come guida, la Lonely Placet io l’ho trovata buona. Se non fate a botte con l’inglese consiglio questo forum www.Indiamike.Com . Questo invece, www.Ivcs.Org è il sito dell’associazione grazie alla quale sono potuta stare ad Amarpurkashi, il mio “villaggetto”. All’epoca ne sono scappata, adesso come adesso, ci starei volentieri un altro po’. Questa invece la mia e-mail arestress@yahoo.Com se può servire. Io sono stata dal Novembre ad Aprile e questo è il mio itinerario: Delhi – Moradabad – Amarpurkashi – Agra – Matura – Khajuraho – Varanasi – Haridwar – Rishikesh – Mussoorie – Nainital – Amarpurkashi – Delhi – Bikaner – Deserto del Thar – Jailsalmer – Jodhpur – Pushkar – Jaipur – Bundi – Udaipur – Ahmedabad – Diu – Goa (di base Benaulim, poi girata tutta la costa da Anjuna fino a Palolem, - circa un centinaio di km di strada ok - nell’entroterra Margao, Chandor, Ponda e il Molem National Park) – Bombay

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