Rajasthan inconsueto: appunti disordinati

Nove anni fa eravamo già stati in India: non era scattato il feeling che molti sentono e non ne avevamo parlato più. Quest’anno invece il pensiero dell’India è tornato prepotente e ci siamo sentiti pronti a ritornare. Noi siamo turisti ...

  • di Giuseppe Sani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Nove anni fa eravamo già stati in India: non era scattato il feeling che molti sentono e non ne avevamo parlato più. Quest’anno invece il pensiero dell’India è tornato prepotente e ci siamo sentiti pronti a ritornare. Noi siamo turisti over 50, fai da te nel senso più completo del termine: scegliamo in anticipo dove vogliamo andare e prenotiamo direttamente gli alberghi bypassando ogni agenzia. È, questo, un modo di viaggiare che ci soddisfa pienamente, perché dipendiamo solo da noi stessi e abbiamo possibilità di cambiare se qualcosa non ci piace. Non è un metodo facilissimo, soprattutto perché preferiamo partire avendo già un programma definito (anche se abbastanza libero) ed abbiamo il difetto di non saper rinunciare ad alberghi di un certo comfort.

Dobbiamo pertanto sapere già dall’Italia dove andremo e dove pernotteremo. Per altri paesi asiatici, dove ci rechiamo da diversi anni, ormai è quasi un’operazione banale, per l’India è stato necessario svolgere un po’ di ricerche e anche contattare alcune agenzie locali. Forse non avevamo scelto bene, ma ci venivano proposti quasi gli stessi prezzi che potevamo pagare direttamente agli hotel ed eravamo invitati a saldare il tutto al nostro arrivo a Delhi, così abbiamo rinunciato al loro “aiuto”.

Abbiamo comprato via internet i voli Alitalia Nizza-Milano-Delhi a/r.

Unica concessione, abbiamo acquistato, dal corrispondente italiano, il volo Delhi-Jodhpur con Jet Airways.

Siamo partiti con qualche timore, perché non avevamo prenotato tutto il soggiorno, ma soltanto i primi 15 giorni e partivamo in un periodo di grandi feste (Diwali e fiera di Puskar) e di grande affluenza turistica.

Sembrava che tutto il mondo si fosse dato appuntamento in Rajasthan nel nostro stesso momento. Arrivati ad Udaipur (ultima tappa prenotata dall’Italia) per evitare fastidi siamo andati dall’agenzia che avevamo usato anni fa e per suo tramite abbiamo completato le prenotazioni.

In questo caso, con una sola eccezione, il prezzo proposto ha comportato un 30% circa di risparmio su quello che avremmo pagato noi direttamente al check out. A dispetto delle paure iniziali tutto o quasi è filato liscio e stavolta l’India ci ha catturato.

Dove siamo stati Abbiamo fatto un giro piuttosto classico, con partenza da Delhi, volo per Jodhpur, auto (Toyota Quallis) per Jaisalmer via Manwar, ritorno a Jodhpur, poi Rohet, Mt. Abu e Udaipur. Da Udaipur cambio d’auto (Tata Indigo) per Bassi, Bundi e Jaipur. Infine ultima auto per spostarsi da Jaipur a Delhi con sosta ad Agra.

La spesa.

In tutto, abbiamo speso circa 4600 euro in due. Questa cifra comprende quello che effettivamente abbiamo pagato in questo viaggio (spesa da e per l’aeroporto di Nizza, voli intercontinentali, volo interno, 24 pernottamenti, colazioni, spuntini e cene, bevande, mance, noleggio di 3 auto con rispettivi autisti, ingressi, taxi, extra vari, otorisciò, acquisti, e quant’altro).

Autista e clacson.

L’autista è di fondamentale importanza: perciò bisogna verificare che parli un po’ d’inglese, ma soprattutto che conosca bene i luoghi dove si vuole andare; in questo caso tutte le porte saranno aperte e tutto filerà molto liscio. Altrimenti vi succederà come a noi, con l’ultimo, di perdere un po’ di tempo alla ricerca della strada giusta.

La richiesta di informazioni stradali è uno spasso perché bisogna contattare una media di 4/5 persone diverse per arrivare all’indicazione valida. E mi sto riferendo a conversazioni in indi, tra indiani, non in inglese. Capita inoltre che due persone fermate a distanza di pochi metri indichino 2 direzioni completamente opposte. L’avevamo letto, ma credevamo succedesse solo con gli stranieri! Molto spettacolare è il gesticolare con le mani e anche con il capo delle persone al volante, a volte dei passeggeri. Ci sono gesti per dire: passa prima tu; va bene; no, non va; grazie; prego; aspetta un po’; la strada è libera puoi superare ecc.; ci sono ovviamente anche gesti per mandarsi a quel paese, ma non ci sono stati “tradotti”. Lo abbiamo solo intuito

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