I templi dell’India orientale, Calcutta e le popolazioni tribali dell’Orissa

Un viaggio nel tempo, dalle testimonianze di Madre Teresa e del periodo coloniale inglese a Calcutta, ai grandiosi templi di Bhubaneswar e Puri, e Konark, prima dell’emozionante incontro con le antiche tribù dell’Orissa, visitando villaggi sperduti e vivacissimi mercati

  • di Uzbe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 15
    Spesa: Oltre 3000 euro

Al mattino nuovo blitz al tempio di Jagannath, attorno al quale ruota un sacco di gente e un vivace mercato con bancarelle che espongono oggetti votivi, dipinti e statue delle divinità. Lungo il corso di un fiume è allestita una lavanderia artigianale con gente che lava di tutto nelle sue acque, stendendo poi centinaia di indumenti ad asciugare sulla riva. Uno spettacolo. Ci aspetta il bel villaggio di Raghurajpur conosciuto per i dipinti ‘patachitra’, una forma d’arte che risale al V secolo a.C., e per i disegni su foglia di palma. Improvvisiamo un pic-nic sulle barche mentre visitiamo la laguna salmastra del lago Chilka con numerose specie di uccelli. A Gopalpur, località balneare, il Mayfair Palm Beach ci accoglie con l’omaggio di una collana di conchiglie. Bella la struttura, self-service soddisfacente e sperimento la doccia con secchiello.

Partenza di buon’ora per assistere alle cremazioni, esperienza che lascia il segno per quello che si vede, gli odori, l’atmosfera. Lungo la spiaggia molte barche arenate e pescatori che sistemano le reti dopo la pesca. Inizia il viaggio verso l’interno dell’Orissa, nella zona abitata dalle tribù indigene, che costituiscono il 21% della popolazione, ben 62 gruppi tribali, che hanno mantenuto vivi i loro costumi, tradizioni e cultura nonostante i continui tentativi d’inserimento nella società. Servono permessi speciali e l’accompagnamento di una guida locale, che metterà un sacco di limitazioni alle nostre velleità di movimenti autonomi. Sostiamo al villaggio di Taptapani, noto per le sue sorgenti calde sulfuree, con il tempio Nilakantheshwar e il parco dei cervi, e in altri villaggi tribali dell’etnia Saura, abili nella lavorazione dei metalli, visitando anche qualche abitazione. I villaggi sono molto modesti con un’unica via centrale e case laterali che si animano improvvisamente al nostro passaggio con tanti bambini, alcuni impauriti, altri festanti, che ci osservano incuriositi. Notiamo anche qualche donna con monili ai piedi che sono dipinti. La strada per arrivare a Rayagada, capoluogo dell’area tribale, è lunga e molto sconnessa. L’hotel Sai International si rivelerà migliore delle poco lusinghiere attese, con bagno funzionante, cena soddisfacente e persino wifi.

Per strada vediamo delle piantagioni di cotone e tabacco, prima di arrivare a Dukum, nei pressi di Bisamkatak e affrontare l’esperienza del primo mercato settimanale della tribù Desia Kondha, dove confluiscono diverse etnie che vivono isolate nella foresta e il mercato rappresenta uno dei rari momenti di socializzazione, oltre che occasione di scambio di merci e prodotti agricoli. Fa molto caldo, oltre 36°. Il mercato, prevalentemente agricolo, non molto esteso, è frequentato da diverse etnie e con circospezione si possono scattare delle foto, trovando disponibilità e sorpresa, più che contrarietà. Incredibile la quantità di frutta e verdura, tutta molto rigogliosa, con alcune qualità a noi sconosciute. Al ritorno sostiamo in un paio di villaggi della tribù Dokra, con tanti simpatici e colorati siparietti, in uno dei quali sono esposti degli oggetti di artigianato locale. Nugoli di bambini si fanno il bagno alle fontane. Interessante la visita all’Hostel Girls Japakhal Sevashram, nel quale le ragazze delle tribù dei dintorni vengono ospitate a spese dello stato per favorirne la loro alfabetizzazione ed inserimento nella società. In un piccolo villaggio nei pressi dell’ostello assistiamo ad un viavai di donne e ragazze che scendono al fiume per lavare le stoviglie che portano in equilibrio sulla testa. In città ci fermiamo per acquisti da dispensare nei prossimi giorni nei villaggi

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