India: l'esperienza che lascia il segno

Due settimane attraverso il Rajasthan. "Emozioni contrastanti, un viaggio a tratti duro, ma ci tornerei"

  • di ziadenny 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Fermo immagine: il cielo è ancora buio, sono immersa nelle putride acque del Gange fino alle ginocchia, in un fetido vicoletto di Varanasi, davanti ad un'enorme catasta di legna.

COME È POTUTO ACCADERE TUTTO CIO'?!?!?

Rewind.

Ritorniamo dove tutto è cominciato.

NAWALGARH – MANDAWA

Il tempo di atterrare, avere un primo forte impatto col caldo ed il caos di Delhi, riposare pochissime ore in hotel (che poi non si è riposato affatto) e siamo già sulla strada per Mandawa, prima tappa del tour. Appena due parole di saluto col nostro autista e poi il silenzio. Non riusciamo nemmeno a commentare ciò che vediamo dai finestrini. Camion, pedoni, auto, moto, mucche, trattori contromano, dromedari. Sporcizia e rifiuti ovunque. Ah dimenticavo, siamo in autostrada. Tutti suonano, tutti si sfiorano, unica regola... nessuna regola.

Benvenuti in India!

Sarà che i tempi di percorrenza in India sono lunghissimi (per fare 200 Km. servono in media dalle 4 alle 5 ore), sarà l'effetto del jet lag, ma non riusciamo a restare svegli. Continuamente ci addormentiamo e risvegliamo. Mukesh, il nostro driver che per ora non conosciamo ma avremo modo di apprezzare nei prossimi giorni, probabilmente capisce che siamo sconvolti e ci propone una pausa caffè in quello che con tanta ma tanta buona volontà si potrebbe definire un autogrill. Normalmente non mi sarei nemmeno avvicinata ad un posto come questo. Per mesi ci siamo ripetuti come un mantra: non si mangia niente che non sia in ristoranti ultra puliti, ci si disinfetta sempre le mani, ci si mette i calzini quando si visitano i templi, ci si lava i denti solo con acqua in bottiglia (regola quest'ultima già infranta stanotte senza accorgercene) e davanti all'aspetto della tazzina e del tavolino abbiamo un attimo di esitazione. Un attimo solo però e poi via, caffè e biscottini. Se deve essere India che India sia!

Anche l'arrivo a Nawalgarh è sconvolgente: caldo infernale, fogne a cielo aperto,branchi di cani randagi e rognosi, puzza, sporcizia e un caos tale che si perde pure l'autista. Insomma l'incontro con l'India è stato finora uno scontro. Non ci aspettavamo così tanto.... così tanto.....tutto! Anche se frastornati riusciamo comunque a fare un giro tra le haveli (antiche case decorate di ricchi mercanti) alcune in buono stato altre lasciate al degrado più totale. Giriamo anche per il mercato iniziando i primi timidi approcci con la gente del luogo ed il loro modo di vivere. Arrivati a Mandawa, dopo una pausa in hotel, facciamo un giro per la città. Mandawa è più tranquilla e la visita risulta estremamente semplice, le haveli però ci sembrano meno belle. Tra Haveli, mercato e castello si è fatta sera, siamo fisicamente e psicologicamente distrutti. Una cena al buffet dell'hotel e poi un lungo e meritato riposo.

DESHNOK – BIKANER

Di nuovo in auto per ore nel dormiveglia diretti a Bikaner. Il panorama cambia, attraversiamo vaste zone agricole, ma la sostanza rimane la stessa: sporcizia, caos, case fatiscenti, clacson. E poi ci sono i colori degli abiti femminili a distogliere lo sguardo e a lasciarci incantati.

A metà strada sosta a Deshnok per visitare il Karni Mata Temple o Tempio dei Topi. Il tempio non è niente di che ma la particolarità sta nel fatto che è popolato dai topi che qui vengono adorati. Quindi ci infiliamo due paia di calzini a testa ed entriamo. Caldo rovente, topini che sfrecciano ovunque ed un odore che non si può descrivere. Scopro di avere uno stomaco d'acciaio perché riesco mettere in secondo piano tutto ciò e a concentrarmi sui fedeli in preghiera e le donne che si scattano foto divertite.

A Bikaner visitiamo il Junagarh Fort,( l'unico forte non costruito su di un rilievo ma a livello della città), la città vecchia e i templi Jain. La visita del forte è piacevole e all'uscita viviamo la nostra prima esperienza da vip. Un signore ci chiede timidamente se può fare una foto con noi

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