Viaggio in India

Rajasthan, Agra, Delhi

  • di Stefano Campoli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

1° giorno: martedì 14 febbraio 2012

Aeroporto di Fiumicino: sei meno dieci di una fredda serata invernale. Arrivo trafelato, Claudia è già in fila al check-in da dove mi ha già telefonato più volte:”Ma quando arrivi?”. Riusciamo a non imbarcare il bagaglio. Sono quasi le 21 quando decolliamo: l’aereo è per metà vuoto; ceniamo ottimamente. Il volo procede senza problemi e dura quasi 5 ore.

2° giorno: mercoledì 15 febbraio 2012

Atterriamo a Dubai alle 4.30 del mattino (+3 ore rispetto a Roma). Passati i controlli in aeroporto, decidiamo di riposarci visto che è troppo presto per uscire.

Troviamo delle comodissime poltrone dove riposare: verso le 9 andiamo a fare una misera colazione a Starbucks che ci costa un mezzo patrimonio.

Terminata la colazione ci preoccupiamo di chiedere informazioni per uscire dall’aeroporto. I poliziotti ci dicono che ormai siamo fuori tempo massimo: mancano meno di 6 ore alla nostra partenza. Ci mettiamo l’animo in pace e inganniamo l’attesa leggendo, ascoltando musica e visitando uno per uno tutti i negozi del terminal 3.

Alle 2 e 40 finalmente ci imbarchiamo, destinazione New Delhi. Atterriamo nell’aeroporto Indira Ghandi dopo 3 ore di volo.

Cambiamo i primi 100 euro (ci danno in cambio solo 6.000 rupie) e andiamo all’uscita dove ci attende il nostro driver Mahesh. Mahesh è un ragazzone di Jaipur, con una faccia simpatica e un bel paio di baffi. Ci racconta, in un inglese condito da qualche parola d’italiano, che lavora da un anno con Karni, il nostro corrispondente. Andiamo al parcheggio dove troviamo l’auto, una bella e spaziosa Ford.

Per arrivare all’hotel, il Florence Inn, seguiamo la metropolitana soprelevata fino al quartiere di Karol Bagh: l’hotel si trova dietro la fermata della metro.

Sono quasi le 10 di notte: rinunciamo ad uscire per le strade piene di negozi e a cenare perché siamo troppo stanchi.

Fuori dall’Hotel, un carretto addobbato con fiori e trainato da due cavalli bianchi attende la sposa: Mahesh ci spiega che questo è il periodo dei matrimoni.

3° giorno: giovedì 16 febbraio 2012

Alle 7.30 siamo già facendo colazione: a Claudia piace particolarmente una pietanza piccante a base di piselli e patate. Dopo un’ora partiamo diretti all’autostrada per Jaipur in direzione sud-ovest; ripassiamo davanti all’aeroporto.

Il traffico è intenso: Mahesh non riesce a superare i 70 Km/h.

Attraversiamo lo stato di Haryana. Il paesaggio è squallido: la campagna sta lasciando il posto ad una squallida periferia con palazzoni che nascono dal nulla.

Lasciamo l’autostrada e iniziamo a percorrere una strada ad una sola corsia che attraversa piccoli villaggi e i loro mercati. La povertà che vediamo in questi villaggi non è straziante quanto quella osservata uscendo dalla Capitale.

Intorno ai villaggi solo campagna; sulla strada camion, api Piaggio, risciò, autobus, camioncini stracarichi di passeggeri ammassati l’uno sull’altro, carretti trainati da cammelli, qualche trattore.

All’orizzonte ogni tanto si intravede qualche ciminiera delle fornaci dove si producono mattoni.

Facciamo una pausa di mezz’ora in un ristorante, siamo ormai quasi entrati nel Rajastan. Alle 14 arriviamo alla periferia nord di Jhunjhunu: qui sorge il tempio Rani Sati.

Davanti all’ingresso del tempio sostano tanti tuc-tuc, tutti coloratissimi; tutt’ intorno, tante bancarelle dove comprare fiori e dolci da offrire alle divinità del tempio. Entriamo nel primo cortile del complesso religioso: qui si trovano le celle destinate ad ospitare i pellegrini. Al centro del secondo cortile, circondato da altre celle, un tempio di epoca recente

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