Rajasthan e Maldive

Da Agra a New Delhi, trascorrendo gli ultimi giorni delle vacanze al mare

  • di massimo paturzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Eccoci a Fiumicino, domenica 17 febbraio inizia questa nuova avventura, con un volo Emirates siamo prima diretti a Dubai per un breve scalo e dopo due ora siamo diretti a New Delhi. Lunedì 18 alle 10:00 dopo ever espletato le pratiche burocratiche, usciamo dall’aereoporto e già incontriamo il nostro autista che ci accompagnerà in questo viaggio, in una delle regioni più tradizionaliste e chiuse dell’India, e noi crediamo ancora una delle poche al mondo. Ci sistemiamo in una comoda auto ford e facciamo conoscenza con Raj Kumara dell’agenzia Karni Singh di Jaipur, ci dirigiamo dall’aereoporto di New Delhi, nello stato dell’india settentrionale dell’Uttar Pradesh, precisamente ad Agra, dove visiteremo, approssimativamente al tramonto una delle sette meraviglie al mondo, precisamente il Taj Mahal. Comunque per arrivare a destinazione ci vorranno all’incirca tre ore, ma siamo subito curiosi di vedere tutto quello che ci circonda, mucche in libertà che si cibano per strada, gregge di pecore che l’attraversano,centinaia di rishò che occupano anche loro la strada, mercati, macchine che senza un senso logico e ordine si incrociano tra loro e bloccano il traffico, quindi verso le 17 e 30 il nostro valoroso Raja ci accompagna all’ingresso del Taj Mahal e anche se molto stanchi ci apprestiamo a varcare i cancelli di uno dei più bei monumenti di tutta l’India, il Taj Mahal. L’ingresso è di circa 10 euro e comprende il permesso di usare la camera fotografica e della videocamera (che può essere usata fino all’ingresso della porta meridionale, molto visibile, in arenaria rossa). Il Taj Mahal presenta una volta entrati dei giardini ornamentali, disposti secondo il modello classico moghul del “charbagh”, segue un’aera quadrangolare suddivisa in corsi d’acqua e un basamento ornamentale in marmo posto al centro. Quando le fontane non sono in funzione, l’mmagine del Taj riflette nell’acqua. Il Taj Mahal vero e proprio poggia su una piattaforma in marmo rialzata e la parte posteriore che poggia sul fiume lo fa sembrare se avesse come sfondo il cielo. Verso ovest si trova la moschea in arenaria rossa, importante luogo di aggregazione della comunità musulmana.Ci soffermiamo ad ammirare tutte le sue sfaccettature e restiamo la fino alla sua chiusura, intorno alle 18 e 30. Dopodichè ci rechiamo esausti in hotel.

Siamo al martedì 19 febbraio è ci apprestiamo a visitare la “fortezza di Agra”, non di secondaria importanza al Taj Mahal. Il nostro autista ci lascia all’ingresso meridionale del forte, “L’Amar Singh Gate”, e da qui dopo aver ammirato le prime mura, ci avviamo per un sentiero che ci porta alla Motj Masijd (moschea perla). Poco prima della moschea, si trovano la Diwan-i-Am (sala udienze pubbliche), compreso il trono di Shah Jahan. Di seguito passiamo, dopo aver superato una rampa di scale e un grande cortile, nella Nagina Masjid (moschea gemma), per le dame di corte. Sotto si trova il Bazar delle signore, dove le dame si recavano per fare i loro acquisti. Seguendo in ordine cronologico il forte si passa alla, Diwan-i-Khas, (sala di udienze private), e affacciato sul fiume e sul Taj Mahal, visitiamo il Takhti-i-Jehangir, una poderosa lastra di roccia nera con iscrizione attorno all’estremità. Infine, ammiriamo il Shish mahal (Palazzo degli specchi), e proseguendo nel margine orientale il Musamman Burj e il Khas Mahal, torre ottagonale in marmo bianco, dove si riesce a scorgere la sagoma in lontananza del Taj Mahal. Di fianco c’è l’Anguri Bagh, giardino portato recentemente al suo splendore. Dopo due ore raggiungiamo Raj, e ci apprestiamo successivamente a raggiungere Fatehpur Sikri, per visitarlo.Già da questi primi spostamenti ci rendiamo conto di dover fare molti km, ma il tutto è superato dagli scenari e dalla autenticità dei posti. Arrivati a Fathepur Sikri e dopo aver lasciato la macchina in parcheggio il nostro autista ci da le ultime dritte e ci lascia alla visita, anche oggi abbiamo preferito muoverci senza guida, in assoluta libertà. Entriamo non per l’ingresso principale, dove si trova la moschea Jama Masjid, e attraversiamo prima il chiostro dell’astrologo, per raggiungere il cortile del Pachisi, la Diwan-i-Am (sala udienze pubbliche), e il laghetto ornamentale. Ci spostiamo nel Panch Mahal, padiglione costruito da cinque piani. E per finire visitiamo è il palazzo più grande, il Palazzo di Jodh Bai, dimora della moglie indu di Akbar. E' formato da colonne indiane tradizionali, cupole islamiche e tegole persiane dalle sfumature azzurre e turchesi. Dopo aver visitato la prima parte del complesso di Fahtepur Sikri, attraversiamo un parcheggio per dirigerci alla grande moschea di Jama Masjid, l’ngresso attraversa la grande porta della vittoria Buland Darwaza, alta 54 mt. All’interno del cortile spicca la splendida tomba di Shaikh Salim Chishti, in marmo bianco. Proprio come Akbar, le donne senza figli fanno visita alla tomba e legano un filo agli “jali”, sperando nella nascita di un erede. Restiamo all’incirca un ora, perché dopo ci appresteremo a fare una piccola deviazione lungo il percorso per visitare il pozzo di Abhaneri, e per poi successivamente dopo 150 km. su strada sterrata raggiungeremo Sawai Madhopur per fare due safari nel Ranthambore National Park. Il giorno 20 febbraio la sveglia è molto mattiniera, sono le cinque e ci apprestiamo a fare il primo dei due safari in programma, dopo una colazione veloce, arrivano le nostre guide, saliamo sulla gip di 5 posti , e da queste parti alle 6 del mattino fa molto freddo, ma lo spettacolo dell’alba nel parco non ha eguali, man mano che il sole nasce assistiamo ad uno spettacolo di luci dietro l’altro. Dopo aver pagato il permesso per la videocamera, iniziamo il nostro safari. Davanti sa noi ci sono molti fuoristrada ed ognuno prende un sentiero diverso. Uno degli obbiettivi di questo safari e avere la fortuna di vedere la tigre. Si deve essere molto fortunati perché nei 1334 kmq. Di parco, e stimato che si muovono in assoluta libertà circa 32 tigri, di cui 5 aggiunti in questi ultimi anni dal Sariska Tiger reserve, dal project tiger che si occupa della salvaguardia delle tigri dal 1979. Il percorso della riserva e pieno di saliscendi, e inizialmente ci capita di vedere in lontananza il “Forte di Ranthambore” e “chhatri”, ricoperti di rampicanti. Attraversiamo le prime aree e ci imbattiamo con la prima fauna, rappresentata da piccoli bambi, pavoni e rapaci in libertà appoggiati placidamente su alberi.Continuiamo a percorrere il sentiero n.5 (in tutto il parco ne sono 9) e ci fermiamo vicino ad un laghetto dove c’è un coccodrillo, un uccello e arriva anche un cervo. Terminiamo il percorso e la nostra guida chiede ad altri fuoristrada se hanno avvistato tigri, ma c’è il sentore che in questo safari mattutino non si avrà il piacere di fare questo incontro. Ritorniamo indietro e ci soffermiamo a notare di nuovo pavoni, un lontra, ancora cervi e un gruppo di simpatiche scimmie, e splendidi uccelli colorati, che fanno il bagno in piccoli laghetti formatisi lungo il percorso. Terminato il primo safari, sono le 10 e 30 e facciamo ritorno al nostro hotel, un po’ delusi ma fiduciosi che nel tour pomeridiamo faremo sicuramente l’incontro con la tigre. Ci rilassiamo un po’ sulla piscina e verso le 14 e 30 ci facciamo trovare pronti nella hall dell’hotel dalla guida che ci accompagnerà al parco. Dopo aver raccolto altri 5 turisti, il nostro autista e la guida ci dicono che oggi faremo un percorso diverso, il sentiero n.1 del parco, e con molta probabilità faremo l’ncontro atteso.La fauna che incontriamo inizialmente e la stessa del mattino, cervi, bambi,ma qualcosa attira la nostra attenzione, si , impronte fresche di una tigre appena passata. Allora fermiamo il fuoristrada in prossimità e vediamo in lontananza anche un ipotetico pasto del felino, un cervo aggirarsi nei paraggi. Ba forse se abbiamo fortuna anche lei si aggirerà nei paraggi... dopo 20 minuti ripartiamo senza aver visto nulla e terminiamo il percorso. Al rientro ormai verso le 17 e 40 ci apprestiamo all’uscita dal parco, un po’ delusi di non aver fatto l’incontro. Ma all’improvviso ci incrociamo con un altro fuoristrada, le due guide si parlano e la nostra si fionda, verso un punto dove sono arrivati altri turisti. Alziamo il nostro sguardo e sbigottiti ci appare una sagoma di una gigantesca tigre, bellissima, c’è molto caos, ma riusciamo a scattare lo stesso qualche foto e fare pure il video, anche perché, come una star si mette a debita distanza in posa… All’ultimo minuto riusciamo a vederla, è un evento molto raro, anche perché loro amano uscire di più nei periodi che vanno da maggio a novembre, nei periodi dei monsoni e quando il parco e chiuso, per abbeverarsi e farsi un bagno nei laghetti. Dopo 30 minuti, contenti, ci avviamo al nostro hotel, ceniamo e andiamo esausti a letto.Il giorno dopo, il 21 febbraio ci apprestiamo a prendere il treno per trasferirci a Jaipur, siamo pronti per fare questa esperienza su un treno in india… entriamo nella stazione e ci accomodiamo nella sala di attesa, dopo un po’ arriva il nostro autista che ci consegna il biglietto e saliamo nello scomparto di prima classe. Facciamo subito conoscenza con la coppia che dividiamo lo scomparto, vengono dal sud dell’india e sono diretti a Jaipur per commercio. Dopo tre ore arriviamo in stazione e il referente della nostra agenzia ci accompagna in hotel. Dopo un ora di riposo e pranzo, Raj che è appena arrivato in auto da Sawai Madhopur ci viene a prendere e siamo diretti nel pomeriggio prima al Galta Temples, detto Monkeys Temple, tempio delle scimmie. Successivamente saremo diretti per il tramonto al Nahargarh Fort. Ci dirigiamo verso il Galta Temple, e lungo la strada il simpatico e attento Raj ci fa notare delle costruzioni tipiche di Jaipur e lungo il tragitto notiamo addobbi da usare, ad un facoltoso matrimonio

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Commenti
  1. bertol
    , 13/5/2013 14:49
    Ho fatto una decina di viaggi in India nell'arco di trent'anni e voglio consigliare a chi non sopporta i ritmi forzati dei tour organizzati ma anche non se la sente di fare un totale faidate di ricorrere ai drivers. Negli ultimi viaggi, avanzando l'età, mi preparo il viaggio ed i luoghi da visitare (ed eventualmente gli hotel) e poi telefono o mando email a due straordinari drivers, saltando tutte le intermediazioni. Con circa 50 euro al giorno (auto + benzina ed autostrada +guidatore e suo vitto e alloggio) posso viaggiare dove e quando voglio. Sono due guidatori professionali e responsabili,di grande disponibilità, parlano un semplice inglese, e conoscono a memoria il Rajastan, il Gujarat, l'Himala Pradesh ed il Punjap, oltrechè le città più importanti del nord come Agra e Varanasi. Uno si chiama Vivek, simpaticissimo, un bramino ovunque ben accolto anche nei villaggi più sperduti (il suo email è: vivek_hathila@yahoo.co.in ) ; l'altro si chiama Vipin . Li consiglio vivamente, vi vengono a prendere in aereoporto o hotel e vi riportano all'aereoporto alla fine del viaggio. E il costo si ripaga con i soli loro suggerimenti su dove dormire e dove mangiare.

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