Viaggio nel sud dell'India

Due donne (con autista) alla scoperta di Bangalore, Cochin, Cape Comorin e Pondicherry

  • di giovanna51
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Si parte! Sveglia all’alba, o forse prima, insomma alle 4,30 già in macchina verso l’aeroporto di VR-Villafranca dove ci imbarchiamo su Air-Dolomiti senza problemi. Scalo a Francoforte con diverse ore di anticipo sul volo seguente e quindi girovaghiamo per l’aeroporto; trovate delle magnifiche chaise-longue dove possiamo riposare un po’. Aereo della Lufthansa per Bengaluru un Boeing a due piani. Viaggio di 8 ore e mezza senza problemi, il film è piuttosto deludente ed il cibo è indiano, stiamo già entrando nell’atmosfera dell’India.

15/10/2011

Arrivate in orario e quindi, dato che siamo partite dopo mezzogiorno ora di Francoforte, aggiungendo 3,30 ore di fuso orario, siamo già al 15 ottobre. Lunghe code per far timbrare il visto d’ingresso, poi ad un ufficio cambi per avere qualche rupia (cambiati 100 euro a 62,5) ed infine in coda per il taxi. Molto organizzati per evitare che si prendano taxi abusivi o che l’importo sia eccessivo; l’unico problema è che nessuno sembra conoscere il piccolo albergo Golden Residency prenotato con Expedia. L’Hotel, poi, non risponde al telefono e quindi con un tassista ci avventuriamo con indicazioni un po’ approssimative. Dopo un lungo girovagare e varie fermate per chiedere informazioni, alla fine arriviamo all’hotel: completamente sbarrato con un “portiere di notte!?!” che dorme sull’asfalto e che ci apre una porticina laterale. Scopriamo perché non rispondevano al telefono: dormivano tutti per terra o per le scale; d’altra parte sono le 3 di notte. La stanza è passabile ma mancano gli asciugamani che ci facciamo consegnare il mattino, la decantata “colazione a buffet” si rivela essere un vassoio in camera con una tazza di caffé ed un dolcetto disgustoso. Alle 10 in punto scendiamo e c’è Mani ad attenderci: pettinato, pulito e sorridente con la sua Ambassador bianca e ci offre due scialli di benvenuto. Concordiamo un giro per Bengaluru prima di intraprendere il viaggio: visitiamo il giardino e orto botanico e il Tempio del Toro (Bull Temple), vi sono molti fedeli che fanno abluzioni e portano come offerte fiori e noci di cocco. Bengaluru è caotica! Quindi iniziamo il viaggio verso Mysore. A Mysore cerchiamo a lungo l’albergo Sk Residence che era citato in alcune relazioni. Mani vorrebbe portarci in qualche altro ma noi insistiamo, vogliamo un po’ imporci per paura forse di venire abbindolate. L’albergo si presenta bene all’esterno ma è piuttosto scadente all’interno, ci costa 1000 rupie a notte senza colazione. Mani ci fa capire che ha dei problemi perché quel tipo di albergo così economico non ha un posto riservato agli autisti. Allora gli diciamo che avremo trovato un accordo. In realtà ci rendiamo conto che, anche se gli avevamo esplicitamente chiesto nelle mail se i suoi pasti e pernottamenti erano inclusi o no, lui aveva evitato di risponderci. Andiamo insieme a veder il Palazzo del Governatore dall’esterno, perché è tardi ed è chiuso. Troviamo un po’ di folla perché alle 19 verrà illuminato da migliaia di lampadine in quanto è l’ultimo giorno del festival Dasara in onore della Dea Chamundeshwari. Ci avvicina Julian, un guidatore di tuk-tuk che ci offre di accompagnarci per 50 rupie dall’altro lato del giardino del palazzo dove si può entrare per fotografare. Alle 19 …..magia! uno splendore di luci! Fatte varie foto poi Julian ci riporta al punto di partenza da cui a piedi raggiungiamo il Park Lane Restaurant. Pranzo non eccezionale, luogo frequentato da turisti e piuttosto caro. Quindi a letto

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