Viaggio in India: il Kerala

La natura 'liquida' del Backwaters, tra gli aromi del tè... e alla scoperta delle origini del cristianesimo

  • di gildam21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Siamo in viaggio verso Thekkady, cittadina turistica alle porte del "Periyar Wildlife Sanctuary" (www.periyartigerreserve.org ), il parco naturale più importante del India meridionale, famoso per essere il rifugio degli ultimi esemplari di tigre asiatica.

Avanziamo sulle prime colline dei Ghati occidentali, dove alle palme si sostituiscono pian piano alle conifere e l'aria è più fresca e sottile. Superata la frontiera con il Tamil Nadu, entriamo nello stato del Kerala, uno dei più prosperosi dell'Unione Indiana, l'unico al mondo ad essere governato, con risultati positivi, da un regime comunista liberamente eletto dalla popolazione, la cui lingua (una delle 25 ufficiali del subcontinente) è il Malayalam. Iniziamo a vedere le prime chiesine bianche con il loro campanile, visione per noi familiare ma poco consueta in India: il Kerala infatti è lo stato indiano con la più alta concentrazione di fedeli di religione cristiana.

Giunti a Thekkady (circa 900 mt. di altitudine), piccolo centro che vive in funzione della sua vicinanza al parco naturale, veniamo accolti allo Spice Village, un bel resort completamente immerso in un odoroso giardino di spezie. Ci sistemano in un piccolo cottage con il tetto di paglia apparentemente un pò naif, ma all'interno ben arredato e confortevole, e ci viene offerta la possibiltà di seguire gratuitamente lezioni sulle piante officinali e sul loro utilizzo.

Nel pomeriggio trascorriamo due ore in battello sul lago all'interno del Perijar, alle cui rive vengono ad abbeverarsi gli animali selvatici. Non abbiamo avuto la fortuna di vedere la famosa tigre asiatica, ma di animali ne abbiamo visti parecchi, in particolare diversi branchi di elefanti con i loro piccoli (circa un migliaio in tutta l'area) e poi daini, bufali, cinghiali, scimmie, manguste e parecchie varietà di uccelli acquatici. La gita è molto bella, anche se non ci si può accostare alle rive perchè il rumore del motore potrebbe mettere in fuga gli animali, inoltre, è obbligatorio l'uso di un giubbotto salvagente piuttosto ingombrante che crea qualche problema con foto e riprese. Avendo più tempo a disposizione è possibile fare trekking e, volendo, soggiornare anche all'interno del parco.

Alla sera, dopo aver assistito all'esibizione di due danzatrici, "sacre", ceniamo al buffet (tanta e buona roba da mangiare) dello Spice Village situato all'aperto, vicino alla piscina, quindi facciamo due passi fino a Thekkady, abbordati in modo insistente dai proprietari di innumerevoli negozi di souvenir che costeggiano la strada. Raggiunto il centro, molto misero e semibuio, animato solo da alcuni ristoranti di strada, scorgiamo vicino alla chiesa cattolica, una statua piuttosto primitiva che riproduce, ingrandendola più volte, la famosa " Pietà" di Michelangelo.

immersi nella natura

Il giorno successivo siamo di nuovo in macchina e, scendendo dai Gathi, ci inoltriamo fra le piantagioni di thè: arbusti bassi e fitti ricoperti da cuscini di foglie, che visti a distanza danno l'idea di un unico tappeto verdissimo. Osserviamo anche il lavoro delle raccoglitrici, che staccano velocemente le foglie una ad una, riponendole in una gerla. Terminato il paesaggio collinare, ritroviamo la vegetazione tropicale e ci appaiono i primi canali con le house-boats: chiatte che un tempo trasportavano riso e che ora vengono utilizzate come alberghi galleggianti per i turisti in crociera. Il nostro hotel il "Coconut Lagoon" a Kumarakon, è raggiungibile solo 'via acqua', quindi saliamo su uno di questi barconi, salutando l'autista che rivedremo ad Alleppey. Le back-waters (acque interne) sono un'intricata rete di canali, alcuni naturali e altri creati dall'uomo, che collegano fiumi e lagune tipiche del paesaggio di questa zona che si estende fino al mare Arabico.

Lungo le rive si susseguono villaggi grandi e piccoli, palmeti e verdissime risaie. La gente si sposta usando canoe con le estremità ricurve, che possono essere a volte talmente capienti da trasportare tutti gli invitati di un matrimonio. Oltre a queste alcuni natanti (simili ai vaporetti di Venezia) svolgono il servizio pubblico, accostandosi a fermate realizzate sulle zattere. Nelle back-waters gli abitanti vivono a stretto contatto con l'acqua: il bucato, il lavaggio delle stovoglie e l'igiene personale, tutto si svolge nei canali!

Osservando la natura lussureggiante lungo i corsi d'acqua, sui quali proliferano stuoie di piante galleggianti, simili ai giacinti d'acqua, arriviamo al "Coconut Lagoon" che sembra una piccola Venezia tropicale. L'area del resort sorge su alcune isole collegate da piccoli ponti e di fronte al complesso si estende un lago di cui non vediamo le sponde.

Alla reception ci viene offerta, come benvenuto, l'acqua di cocco servita nei cocchi stessi, apprendiamo inoltre che le eventuali mance potranno essere versate in un apposito box e successivamente distribuite dalla direzione al personale in parti uguali. Anche qui alloggiamo in un bungalow in legno di teak, spazioso e ricco di ogni confort; una particolarità: i servizi igienici si trovano in un piccolo giardino parzialmente coperto annesso alla camera

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Commenti
  1. gildam21
    , 20/10/2011 15:20
    Cara Claudia,
    come scrivo nel diario, non ho avuto il tempo di sperimentare l'ayurveda, ma ti segnalo che in Kerala ed anche in Tamil Nadu, ogni hotel di un certo livello ha il suo centro ayurvedico, dove è possibile sottoporsi a massaggi ed a trattamenti vari ed eventualmente avere indicazioni utili su scuole/centri. Nel suo libro "Un altro giro di giostra" Tiziano Terzani racconta la sua esperienza personale in Kerala sia in un ospedale specializzato in medicina ayurvedica che presso due medici che provvedevano direttamente alla preparazione dei prodotti curativi. Nel testo sono citati i nomi ed i luoghi e forse con una ricerca su internet è possibile rintracciarene qualcuno.
    Spero che le mie indicazioni possano esserti utili.
    Un abbraccio.
  2. solais
    , 17/10/2011 12:22
    Salve a tutti,
    desidero recarmi in india per studiare il massaggio ayurvedico, ho intrapreso questo studio qui in Italia ma sinceramente l'idea di ampliare la mia conoscenza di tale disciplina nella patria dell'ayurveda mi alletta molto.
    Qualcuno sa darmi consigli in merito a scuole/centri in Kerala dove si pratica l'ayurveda?
    Vi ringrazio anticipatamente.
    ciao a tutti
    Claudia

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