Magica India

Ho sempre saputo che sarei ritornata in India, e quest'anno: Tamil Nadu e Kerala. Magica India: con i suoi profumi e odori, con i suoi colori, con il sorriso della gente...meravigliosa India.

  • di Francesca Puccini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: tre
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Sei anni fa India del Nord, oggi India del Sud: la magia di questo paese è sempre la stessa.

Siamo partite da Roma il 12 febbraio ed abbiamo fatto uno stop a Dubai, ribattezzata la Città dei Lego. Un giro sul battelo per ammirare gli svettanti e diversi grattacieli merita farla.

Ma per me il viaggio è iniziato quando abbiamo atterrato a Chennai o Madras. Mi ero dimenticata i clacson impazziti, gli odori pungenti...ma anche il sorriso meraviglioso di questa gente.

Chennai è caotica e stancante, ma un giro in quella viuzza del mercato dei fiori giustifica tutto o quasi tutto: la gente ti assale...per metterti un fiore nei capelli e i colori dei sari delle donne ti riempiono gli occhi.

Scappiamo con un taxi a Mamallapuram e ce la caviamo con un tamponamento senza conseguenze gravi. Guidano come pazzi in India.

Mamallapuram ci piace: I siti archeologici sono belli ma quello che ci colpisce è anche l’atmosfera di questa cittadina: tante botteghe di scalpellini e tante storie di viaggiatori. Presso un’agenzia ingaggiamo il taxi che ci scorazzerà nei prossimi 7 giorni e inizia il tour.

Tiruvannamalai è una città sacra e, anche se inizialmente ci è sembrata una sfortuna perché non trovavamo da dormire, siamo capitate proprio in occasione del plenilunio: migliaia di pellegrini compiono un giro intorno al monte Arunachala, (14 km) dove secondo la leggenda apparve Shiva come una colonna di fuoco. Si vedono sacedoti, sadhu (uomini spirituali) e intere famiglie, che cantando e pregando fanno questo percorso.

Il giorno dopo partiamo per Pondicherry. Caos, clacson e urla come in tutte le città del Tamil, ma lungo la passeggiata del lungomare ci si rilassa. Gli indiani passano le ore del tramonto lì, ed è piacevole anche per Noi passeggiare ed osservare questa gente. Inoltre una parte della città è ancora caratterizzata dall’epoca coloniale ed è piacevole passeggiare e fare shopping (potevamo comprare qualche anellino e pashina in più!!!) Qui ci fermiamo un giorno in più del previsto: inutile fare programmi in India. Una di Noi non si sente in forma per viaggiare e gli spostamenti richiedono energia. Visitiamo anche Auroville, la città dell’Aurora.

Tappa successiva è Thanjavur o Tanjore: visitiamo il Brihadishawara Temple e rimaniamo affascinate oltre che dall’architettura, dall’atmosfera che regna dentro questi luoghi. I templi in India non sono solo luoghi di culto, ma finestre di vita, da quella dei mendicanti a quella dei mercanti e poi dei brahmini, fino ad arrivare a quella delle divinità, zone sacre alle quali noi non possiamo accedere.

Madurai è una metropoli commerciale troppo caotica e sporca. Montagne di spazzatura e topi che scorazzano per le strade. Caratteristico il mercato dei sarti, dove commissioniamo dei copripiumoni che ci fanno in tre ore.

Lo spostamento per Kovalam è lungo e faticoso. Qui salutiamo il nostro autista al quale ci siamo proprio affezionate. Kovalam è una località sul mare, un mare che sembra sempre in tempesta. Troviamo un albergo a tre minuti dalla spiaggia e a cinque dalla lunga e vivace passeggiata piena di ristoranti e negozietti. La sera mangiamo granchi arrosto e anche una discreta pizza e dopo contrattiamo per i nostri acquisti. Ci fermiamo più del previsto, perché ora la stanchezza si fa sentire. Mare, shopping e massaggi.

Quante ore di viaggio per Alleppey? Meglio non pensarci e rilassarsi nel verde di questa Venezia d’Oriente. La cittadina non è un granchè e la sera sempre più a letto presto,, ma la gita lungo i canali è meravigliosa. Scivoliamo nel silenzio dei canali ed osserviamo scene di vita quotidiana e sembra proprio di essere in un altro mondo: per questa gente non esistono tante comodità ma forse neanche tanti problemi escluso quello di mangiare e crescere figli.

Ultima tappa: sempre con un taxi raggiungiamo Kochi. Sono gli ultimi giorni perciò ci viziamo un pochino. Ultimi acquisti frenati solo dal peso delle valigie (e ci sarebbe stato da comprare..!!!) e la sera siamo cotte di stanchezza.

Il volo di ritorno è alle quattro di notte: saremo distrutte, ma tanto felici.

Lo pensai sei anni fa e lo ripeto oggi: l’India ti entra nel cuore e ti rimane dentro. Tante sono le cose brutte che vedi, e certamente non trovi comodità e relax e spensieratezza, ma dove è così evidente la miseria umana risalta invece il valore e la ricchezza della vita.

Come ha detto un grande uomo e scrittore che ha amato e ha vissuto in India (Tiziano Terzani) “Se Dio è morto in occidente, in India ha ancora mille indirizzi…e l’India è sempre lì a raccontarti qualcosa , a darti un senso di essere tu parte di una grande storia dinanzi alla quale non si riesce mai ad essere indifferenti…”

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