Massimo e Florence in India e Nepal

MASSIMO E FLORENCE IN INDIA E NEPAL (drmassigreco@libero.it) Dopo una lunga preparazione durante i mesi invernali, con numerosi preventivi ricevuti per mail da agenzie locali indiane, decidiamo di partire con un viaggio organizzato. Scegliamo di partire con il leader dei ...

  • di drmassigreco
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  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dopo una lunga preparazione durante i mesi invernali, con numerosi preventivi ricevuti per mail da agenzie locali indiane, decidiamo di partire con un viaggio organizzato. Scegliamo di partire con il leader dei viaggi in India: I Viaggi dell’Elefante. Scelta notevole per un convinto organizzatore di viaggi in fai da te come me. A posteriori questa scelta si è rilevata giusta, sia per le condizioni igieniche che per la scarsa affidabilità dei mezzi di trasporto locali. Sicuramente, chi ha tanto tempo a disposizione può farlo e accettare ritardi inconcepibili per chi ha un limitato periodo di ferie. I preventivi delle agenzie indiane non mi hanno convinto e la loro affidabilità nei vari pareri riscontrati nel web non è assoluta. A fare pendere l’ago della bilancia è stata infine l’offerta dell’Agenzia Variant Viaggi di Catania diretta dal bravo Mario Carcò, che è riuscito a venirmi incontro veramente bene.

07/08/10 New Delihi Arrivo a Delihi con volo della Lufthanza in perfetto orario come da precisione teutonica. Siamo abbastanza stanchi e sprofondiamo nel letto del nostro bellissimo hotel il Taj Palace. Prima sorpresa, per entrare passiamo al sotto il metal detector e l’autobus viene controllato con gli specchi inferiormente. Il fuso orario non è eccessivo quindi riposiamo profondamente.

08/08/10 New Delihi Iniziamo la nostra avventura in India. Il caldo, associato a un fortissimo tasso di umidità, è soffocante e si suda copiosamente. L’autista del pulman è un sik con il caratteristico turbante blu. E’ prevista la visita al Forte Rosso che purtroppo è chiuso per dieci giorni a causa della Festa Nazionale. Ci accontentiamo di vedere dall’esterno le sue possenti mura in arenaria rossa. Come pure dall’esterno vediamo l’enorme Palazzo Presidenziale e l’Indian Gate, monumento di commemorazione dei caduti della I guerra mondiale. Adiamo quindi alla Moschea del Venerdì. Si entra come d’abitudine senza scarpe. E’ tutta in arenaria rossa con cupole in marmo bianco. Il cortile è enorme e il pavimento bollente ci si brucia i piedi. E’ tutta stile Moghul non ci sono parti coperte, ma un’ampia tettoia con tre nicchie di preghiera rivolte alla Mecca. All’uscita siamo assediati da una folla di venditori e mendicanti. La seconda età è il Tempio Sik. Per raggiungerlo attraversiamo il Quartiere Arabo in cui c’è il mercato. Quello che che mi impressiona profondamente sono le condizioni in cui è venduta la carne. Con il caldo afoso che c’è i tagli di carne sono a terra su dei teli di plastica e letteralmente coperti di mosche. Anche dall’autobus filtra un cattivo odore fortissimo. Mai viste tante mosche, che una nube nera che permea tutto il mercato, uomini cose ne sono letteralmente ricoperti. Arriviamo al tempio, come al solito si entra scalzi e a testa coperta. Esso è in marmo bianco con annessa la grande vasca per le abluzioni. I fedeli sono in preghiera attorno al libro sacro. Vediamo anche una folla riunita davanti alla sala dove si mangia. Nei tempio Sikh chiunque infatti può mangiare dalle dieci del mattino alle dieci di sera. Dopo il pranzo in albergo ci rechiamo al Parco Archeologico di Qutab Minar. E’ costituito dalle rovine di una enorme moschea dei tempi Moghul. Resta in piedi l’enorme portale d’accesso e un colonnato caratteristico costruito con colonne frutto del saccheggio di templi Indù. Alle colonne, poiché nell’Islam non si può rappresentare la figura umana, sono state asportate parzialmente le figure umane. Poi l’enorme minareto che è chiamato Torre della Vittoria. Anche qui all’uscita siamo assaltati dai soliti venditori. Mentre all’interno due esili donne in sari lavorano come manovali trasportando sulla testa grosse ceste cariche di pietre. Ultima tappa della giornata è il Mausoleo di Humayun. Tutto in arenaria rossa e marmo bianco assomiglia molto al Taj Mahal. Infatti gli artisti ne hanno preso spunto poiché la sua costruzione è anteriore a quella del Taj Mahal. Accanto all’edificio principale c’e il Padiglione per la sepoltura del Barbiere dell’imperatore. Poco più distante c’è il Mausoleo del Generale dell’Esercito dell’Imperatore. L’albergo è abbastanza distante dal centro e poiché è Domenica ed è tutto chiuso rientriamo. Intanto il gruppo si è cominciato ad affiatare. La compagnia è stata piacevolissima e ha contribuito senza dubbio a rendere più godibile il viaggio. Siamo in tutto diciassette compresa Bianca, la nostra accompagnatrice. Oltre a me e Florence ci sono: Pier Carlo e Clemi, Paolo il nostro fotografo ufficiale e la sua simpaticissima moglie Matilda, la coppia dei golfisti torinesi Pierangelo e Livia, i romani Giuseppe ed Alessandra, da Lodi Guido ed Cristina con il loro arzillo papà Antonio (che ha sopportato in maniera egregia le fatiche del viaggio), Paolo e Alberta in testa a tutti per gli acquisti e infine da Genova Antonio e Mirna. C’è stato un buon feeling e devo dire che mi sono trovato veramente bene con tutti

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