Schegge di vita in India

Per Luca e Aga massaggi ayurvedici e cerimonie di purificazione

  • di LucAga
    pubblicato il
 

SYRENKA

Ad Udaipur, città non troppo chiassosa e frenetica ma, nello stesso tempo, in grado di offrire molte occasioni di svago, siamo riusciti a guardare la nostra prima partita del Mondiale in Sud Africa, insieme ad un gruppo di backpakers conosciuti per caso nelle strade della cittadina. A metà tempo ne ho approfittato per fare un giro nel locale ed una cosa in particolare ha subito catturato la mia attenzione: su un muro c’era il disegno di una sirena. Era la prima volta in India che ne vedevo una riproduzione, mentre è consuetudine trovare disegni di carattere religioso pressoché ovunque ed ognuno cela sempre una storia molto particolare ed avvincente. Ho pensato, quindi, di chiedere al proprietario del locale che significato avesse la sirena nella loro cultura. La storia che mi ha raccontato Hussein è veramente interessante, anche se esula completamente dalla tradizione indiana: 10 anni fa, quando era ancora studente a Londra, presso una facoltà di letteratura inglese, ha conosciuto una ragazza polacca di nome Kasia. Il feeling tra di loro era assolutamente unico, era una relazione tra due anime gemelle ed entrambe si esprimevano attraverso l’arte, poesia e pittura in particolare. La vita ha separato le loro strade: lui ha aperto un alberghetto con ristorante qui in India, mentre lei lavora come avvocato a Londra e, ormai, non si sentono da anni. Hussein è ancora profondamente innamorato di Kasia, pensa a lei ogni giorno e trova in questo amore l’ispirazione per tutte le sue opere d’arte. Abbiamo chiacchierato a lungo e mi ha fatto leggere alcune bellissime poesie scritte per lei e mostrato diversi disegni. Per questa ragione ha dipinto sul muro del suo ristorante la sirena, simbolo di Varsavia, città natale di Kasia, il cui viso ritrae le fattezze della ragazza, vestita con il sari, abito tradizionale indiano; intelligente connubio di entrambe le culture, sintesi di una bellissima e sofferta storia d’amore.

KARMA E SANGUE FREDDO

Puskar, piccola città in Rajastan, è una città santa dove tutte le attività degli abitanti sono in qualche modo correlate alla religione. Vi sono circa 2000 brahma, membri della casta più nobile dell’India, che svolgono l’attività di santoni e celebrano le cerimonie di purificazione del karma nei vari ghat. La cerimonia è molto carina, se non fosse che praticamente obbligano anche i turisti a prenderne parte, ovviamente dietro compensi altissimi i quali, in teoria, dovrebbero andare a sostegno dei poveri ma finiscono nelle tasche dei santoni. Mentre gli indiani donano circa 10 rs ciascuno, ai turisti è richiesto di donarne 200/300 rs e alcuni, particolarmente sprovveduti o intimoriti dalle p esanti insistenze dei brahma, hanno sborsato anche 3000 rs. Volendo prendere parte al rituale, ma senza per forza farci fregare, ci siamo presentati al ghat con solamente 50 rs. Non abbiamo nemmeno dovuto perdere un secondo per trovare un santone disponibile a celebrare il rituale; appena usciti dall’albergo una decina di brahma si sono fiondati su di noi per condurci al lago e purificare il nostro zozzissimo karma! Una volta arrivati al lago il santone è entrato in acqua, ci ha fatto inginocchiare sulla riva ed ha iniziato la cerimonia. Dopo aver ripetuto con lui alcune frasi in hindu, abbiamo deposto sull’acqua dei fiori sacri. Stessa procedura con una polverina rossa, del riso ed una noce di cocco. In questo modo ci stavamo liberando del karma negativo e mostrando rispetto verso gli dei. Il rituale offre anche protezione per la famiglia e per gli amici; ci ha chiesto di nominare tutti gli amici ma, essendo la cosa un po’ lunga, ci ha poi detto di limitarci a due nomi a testa... mi dispiace tanto per gli altri!! Per chiudere la cerimonia, il santone ci ha lavato le mani e ha bagnato le nostre teste (gli indiani a questo punto si immergono completamente nel lago… cosa assolutamente da non fare dato che l’acqua, anche se sacra, è sporchissima!!!) marchiandoci poi con il tipico segno sulla fronte. E’ stata una esperienza molto interessante ma, se avrete mai l’occasione di farlo, ricordatevi di non portare con voi piu di 50 rs

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Commenti
  1. soler90
    , 5/8/2010 09:15
    Da scompisciarsi dal ridere la parte del massaggio ayurvedico, davvero!!!! :-)
    Continuate così!!!!

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