Un mese in india del sud e lo tsunami

Un sogno, finalmente realizzato. Arrivo a Bombay in piena notte. Pensavo di essere abituata agli odori dell’Asia, alla miseria; ma in realtà non avevo visto niente. Il viaggio in taxi fino al quartiere di Colabaà e’ stato duro: gente che ...

  • di patpat133
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un sogno, finalmente realizzato.

Arrivo a Bombay in piena notte. Pensavo di essere abituata agli odori dell’Asia, alla miseria; ma in realtà non avevo visto niente.

Il viaggio in taxi fino al quartiere di Colabaà e’ stato duro: gente che dormiva ovunque sui marciapiedi, le tendopoli, le vacche, i cani..., la puzza...

Dopo il primo giorno, però tutto è diventato più facile: bastava guardare e parlare con la gente, la loro dignità, la loro gentilezza, la loro curiosità per la tua vita, per il tuo paese.

Due giorni passati a Bombay, città dalle mille contraddizioni e poi un treno in cuccetta fino a Goa. Decidiamo di restare due giorni a Panjiim e di affittare uno scooter per visitare le spiagge del nord, apparentemente pieni di hippy e famose per i rave party. Non ho visto niente di tutto cio’. Le spiagge erano meravigliose, la vegetazione lussuriante. Visitiamo Old goa. Ne vale veramente la pena.

L’influenza portoghese è forte, non solo per la lingua, ma anche nel cibo, nella religione. Prendiamo un bus per Madgaon e andiamo a visitare le spiagge del sud, Paleolem, Patnem, Benalium. Paradisiache, troppo turistiche, ovviamente, ma per due giorni di riposo e di buone cene a base di pesce, è una scelta ottima.

Treno di notte, un altro lungo viaggio di 14 ore verso Ernakulam. Traghetto per Cochin, ed eccoci finalmente nel kerala. Questo stato mi è rimasto nel cuore. I paesaggi, la gente, il cibo, le spezie, la natura.

Rimaniamo tre giorni a cochin: favoloso il centro storico, e molto bello vedere i pescatori tornare al tramonto con la pesca della giornata. Si puo’ comprare il pesce al mercato e farselo cucinare nel ristorante di tua scelta. Al tandoori o nella foglia di banana.

Si parte per Munnar, a quasi due mila metri d’altitudine un villaggio famoso per le sue piantagioni di tè e di caffè. Le colline sembrano finte, ricoperte di foglie di te; salendo verso munnar le palme e gli alberi di cocco scompaiono e appaiono queste immense colline di tè. E’ un paesaggio che ti sorprende a cui non ti attenderesti.

Mangio il byriani piu’ buono di tutto il viaggio. La sera fa freddo, menomale che ho portato il sacco a pelo.

Scendiamo direttamente a Allepey.

Bisogna avere pazienza, i viaggi in bus sono interminabili. Ma c’è sempre qualcuno con cui parlare, che ti fa domande che ti spiega dove scendere. Gli indiani sono veramente adorabili.

Le backwaters 24 ore su una houseboat. Non esistono parole adatte per descrivere la bellezza dle paesaggio, dei villaggi, il tramonto e l’alba accanto ad una risiera. Il senso di pace, il tempo che scorre lento, lontano dal caos e dai rumori e dallo smog. Un piccolo angolo di paradiso.

Altro buso di 4 ore per arrivare a Varkala.

Si ammetto è un posto super turistico, una spiaggia piena di occidentali, ma vale la pena di fermarsi qualche giorno solo per la scogliera rossa che si infuoca al tramonto, le spiaggette piu’ lontane vicine al villaggio di pescatori i massaggi ayurvedici e i ristorantini di pesce fresco Tre giorni dopo eccoci in partenza per Madurai: non c’è piu’ posto in treno, ci aspetta un viaggio di 11 ore in bus. Veramente dura.

Maduari, “città tempio”. Rumorosa sporca, ma affascinante. Il tempio ti toglie il fiato. Le torri che attraversano la città. Resterei a guardare per ore gli indiani che pregano che lanciano il burro sulle statue delle loro divinità,.;;; Ci Passiamo anche il giorno di Natale e cerchiamo di impregnarci dell’atmosfera di questa città e del suo tempio.

Treno di Notte per Pondicherry. Si arriva a Villapuram alle 4 del mattino. Un bus di un ora e finalmente eccoci nella vecchia colonia francese, con le sue grandi ville coloniali, la partie blanche et celle noire. E’ il 26 mattina. Ci dicono di andare a vedere sul lungomare, il mare si sta ritirando. Andiamo: effettivamente c’è una spiaggia lunghissima, che come constatero’ nei giorni successivi, normalmente non esisite. Gli indiani sono tutti su questo lembo di spiaggia, raccolgono le conchiglie, giocano a cricket, ignari di quello che sta per accdere

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