Kashmir.... Sul tetto del mondo!

Piccola premessa: non si tratta di un diario di viaggio. Inizialmente avevo intenzione di annotare le cose più interessanti, le informazioni più utili, la bellezza dei luoghi durante il mio soggiorno. Ma ero troppo intenta a vivere il presente di ...

  • di Marzia Colitti 1
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  • Viaggiatori: da solo
 

Piccola premessa: non si tratta di un diario di viaggio. Inizialmente avevo intenzione di annotare le cose più interessanti, le informazioni più utili, la bellezza dei luoghi durante il mio soggiorno. Ma ero troppo intenta a vivere il presente di attimo in attimo. Quindi questo che sto per proporvi è il resoconto più o meno dettagliato di un dei più bei viaggi che io abbia mai fatto.

Il 7 settembre parto per l'India, per la terza volta. Treregioni differenti: la primavolta andai nel Maharashtra, la seconda nel Tamil Nadu e a Delhi, questa volta tocca al nord, solo il nord. Tre motivi differenti: il primo spirituale, il secondo artistico, il terzo sentimentale. Roma,destinazione Delhi. Il volo aereo nonostante le 5 ore di attesa all'aereoporto di Amman in Giordania fila liscio, senza ritardi. Il primo volo è più breve e più comodo perché l'aereo è semivuoto. Il secondo aereo è più grande e pieno: molti indiani che vivono all'estero. Sono seduta vicino ad un italianissimo e vegetarianissimo "Hare Krishna" con cui discorro piacevolmente di caste hindu, religioni e che mi consiglia di diventare vegetariana, mentre un simpatico Punjabi che lavora in Italia vuole convincermi a visitare il Punjab. "Ma io vado più a nord" gli dico "nel Kashmir, e forse anche una settimana nel Rajasthan".

Arrivo a Delhi in orario: 8 settembre ore 9,30 del mattino. E' soleggiata, calda, umida. Mubarak mi aspetta all'aereoporto indossando una camicia di seta chiara, regalo di suo fratello Gulzar. "Ma con questa umidità non ti sentivi più a tuo agio con una t-shirt di cotone?" gli chiedo...L'aveva messa per me :-). E devo dire che risaltava bene la sua pelle scura sul bianco avorio della camicia. Viaggiamo in auto verso casa, solito traffico, solito smog. Già avevo avuto modo di constatare, durante il mio precedente soggiorno a Delhi, che Roma in confronto éè una città pulita e silente. Ma in India non solo non ci sono cassonetti, a parte i pochi contenitori per la spazzatura nelle aree più centrali e turistiche come Connoaught Place, in India non esiste lo smaltimento dei rifiuti! E sec'è non è sufficiente. Ecco perché la gente butta tutto per terra! Ma almeno le autorità locali lo sanno che la plastica non è biodegradabile? "E' colpa del governo" mi disse Mubarak la volta scorsa.

A casa c'è la cognata di Mubarak con il piccolo Wahid, il bimbo di due mesi, e un giovane ospite californiano con una brutta infezione agli occhi. Colpadi una specie di collirio (ayurvedico, forse) scaduto, comprato a Rishikesh. Nel pomeriggio io e Mubarak definiamo l'itinerario: ho 19 giorni a disposizione. Decidiamo di trascorrere una decina di giorni nel Kashmir e una settimana nel Rajasthan. Ho intenzione di fare un giro che comprenda in ordine cronologico Jaisalmer, Jodhpur, Udaipur e Jaipur. No, no...Rischia di diventare un tour de force e io ho bisogno di riposarmi dopo un'estate trascorsaquasi interamente in ufficio. Rinuncio alRajasthan? Ma no, una visita a Jaipuread Ajmer si può fare. Gulzar, che è un agente di viaggi, acquista i biglietti del bus per Shrinagar e prenota albergo e trasporto (in auto)per Jaipur. I due giorni successivi mi servono per riprendermi da un po' di stanchezza del viaggioe dallo "sfasamento"dovuto al cambiamento di fuso orario.

10 settembre: partenza per Shrinagar alle 14 circa, km: quasi 830, prezzo: 800 rupie (16 euro) durata del viaggio: 22/24 ore (gasp!) se tutto va bene. Previsione scontata: non chiuderò occhio, o quasi, durante tutto il tragitto. Mubarak invece(sicuramente più abituato di me a viaggi lunghi e scomodi) si fa delle belle dormite. Percorrendo la strada verso nord sembra che la periferia di Delhi non finisca mai. Quando lasciamo Delhi siamonello stato di Haryana, piccoloe pianeggiante. Un piccolo autocarro trasporta almeno una decina di signore abbigliate con il tipico completo casacca-pantaloni-scialle rettangolare (SHALWAR-KAMIZE-DUPATTA) delle donne del nord. Il mio sguardo si ferma per qualche istante su una di quelle donne: un bel viso sorridente dalla carnagione piuttosto chiara e un maquillage marcato...Andranno ad un matrimonio? E' il suo matrimonio?...Al tramonto siamo nel Punjab. Piùgrande, verdeggiante, con tante risaie. E i negozi nelle città hanno le insegne luminose (somigliano un po' più ai nostri) e ci sono molti più uomini col turbante, i sik,per i quali Mubarak non nutre particolare simpatia. Il Punjab è lo stato indiano con il reddito pro-capite più elevato. Ci fermiamo per cenare. Non so che località sia, sono un po' assonnata, ricordo che al ristorante, "pure-vegetarian", ho mangiato riso bianco, del curry di piselli con formaggio fresco (mattar-panir) e un altro curry di verdure miste, ambedue assai piccanti. Ho solo il tempo di togliermi le lenti a contatto prima di riprendere il viaggio. E' notte. Forse mezzanotte. Ci fermiamo di botto. Cos'è stato? In seguito Mubarak mi dirà che l'autista aveva investito e ucciso una mucca, e si rattristò per il resto del viaggio. "Ma è hindu?" gli chiedo. "No, no...È musulmano...Ho visto hindu fare a pezzi una mucca morta per cibarsene..." mi dice lui. Io ribatto: "saranno stati dei poveracci, forse erano dei paria, dei fuoricasta..."

11 settembre: è mattina presto. Abbiamo già attraversato lo stato di Himachal Pradesh durante le ore notturne. Infatti adesso siamo nel Jammu, la regione meridionale dello stato di "Jammu e Kashmir". Il cielo è terso e azzurro, niente smog, niente umidità, lasciataormaia centinaia di chilometri più a sud. Stiamo salendo...Vedo le prime alture della catena himalayana. Una breve sosta per sciacquarsi il viso e prendere il "chai" (tè al latte servito sempre bollente). Una fanciulla vestita di bianco, dai neri e lunghi capelli, con i libri in mano, sta ferma sul lato opposto della strada non più dritta (ormai siamo in montagna) aspettando l'autobus che la porterà a scuola. Altri ragazzi e bambini in uniforme scolastica.Soldati, molti soldati. Tutte le stradeprincipali, specialmente quelle vicino il confine con ilPakistan, sono pattugliate dai soldati dell'esercito indiano. Prima di entrare nella regione del Kashmir dobbiamo fermarci ad un posto di controllo per compilare un modulo: un documento che attesta la nostra presenza in Kashmir come turisti. Da quello che ho capito ha una doppia funzione: è un modo per verificare quanti turisti, stranieri o indiani, visitano il Kashmir come turisti. Da quello che ho capito ha una doppia funzione: è un modo per verificare quanti turisti, stranieri o indiani, visitano ilKashmir e un modo per proteggere il confine da eventuali infiltrazioni terroristiche. Mubarak scherzando: "beh...Sai, potrebberovenire terroristi dall'Italia". Io invece penso , perniente divertita dalla suabattuta, che i terroristi potrebbero venire dal Pakistan o da qualche altro paese islamico. Lo penso e glielo dico. Matanto già lo sa. La strada adesso costeggia il fiume Jehlum e oltre ai soldati ci sono innumerevoli scimmie che ci guardano lungo il bordo della strada. Sono incuriosite? Forse sperano in qualche buon bocconcino da noi viaggiatori? Oppure sono le discendenti dell'eroico esercito di scimmie del re Sugriva, capeggiate dal generale Hanumana, mitologica divinità-scimmia del Ramayana? Non lo chiedo a Mubarak che probabilmente ne sa meno di me...E poi sta dormendo. Ci fermiamo per il pranzo, stavolta a base di carne: l'immancabile riso bianco e curry di pollo per me, polpette di agnello per Mubarak. Ne assaggio una...Quasi quasi sono meglio del mio pollo. Poi scopro che le "mutton's balls" sono uno dei suoi piatti preferiti

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