Una ventina di giorni tra Tamil Nadu e Kerala

È stata proprio una bella esperienza, forse perché, contro ogni previsione, non abbiamo mai avuto pioggia, forse perché per noi era la prima volta in India, forse perché gli indiani sono gente cordiale, serena, piena di vitalità, forse perché siamo ...

  • di famiglia Rigosi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

È stata proprio una bella esperienza, forse perché, contro ogni previsione, non abbiamo mai avuto pioggia, forse perché per noi era la prima volta in India, forse perché gli indiani sono gente cordiale, serena, piena di vitalità, forse perché siamo stati stimolati da una profusione unica di colori, aromi, sapori e suoni.

Di solito iniziamo a programmare “Il Viaggio” con largo anticipo, leggiamo un po’ di libri, ci informiamo con chi c’è già stato, analizziamo le possibili opzioni per l’alloggio, ci facciamo un’idea di dove potremo andare a mangiare e come potremo muoverci nel paese... ma questo anno abbiamo avuto un sacco di impegni sul lavoro e nella vita familiare e la preparazione è andata avanti in maniera molto frammentata.

Noi eravamo in sei (tre adulti e tre ragazzi) e così ci è stato proposto un pulmino Tempo Traveler con aria condizionata; era un po’ sovradimensionato per noi avendo 15 sedili, ma questo ci ha permesso di viaggiare veramente comodi, ognuno vicino al finestrino per vedere fuori. E poi bisogna tener conto che i trasferimenti in macchina sono una parte importante del viaggio in India perché, viaggiando ad una velocità media di 40 km/ora, si è continuamente immersi nella vita quotidiana indiana e noi potevamo stare al finestrino ed ammirare questo mondo così diverso: il modo di vestire, i mezzi utilizzati per spostarsi e per trasportare le cose, i colori, le mucche che pascolano lungo la strada, il modo di guidare e di usare il clakson, le file di bambini in divisa che andavano a scuola, la processione sacra lungo la strada, eccetera.

Anche l’autista è stato “un mito”, con il nome del dio con il volto di elefante: Ganesh, figlio primogenito di Shiva e Parvati. Ganesh significa “colui che rimuove gli ostacoli”: è stato proprio così e tutto è filato via liscio.

La scelta degli alberghi dove fermarci è stata veramente felice: dalle insuperabili casette del Coconut Lagoon di Kumarakom (nei cui bagni si può provare l’esperienza primordiale di fare i propri bisogni all’aria aperta...), all’albergo di Cochin, il Ballard Bungalow, ricavato da un’antica abitazione coloniale. Un po’ resta la sensazione e l’imbarazzo di essere dei colonizzatori e di goderne tutti i privilegi mentre frotte di persone ti girano attorno per portati le valigie o versarti da bere, ma quando cerchi di non farti servire percepisci un imbarazzo da parte loro e così abbiamo deciso di seguire le tradizioni locali.

Il cibo richiederebbe un capitolo a parte. Abbiamo cercato di immergerci il più possibile nella cucina locale e, solo quando il nostro intestino ha protestato, abbiamo dovuto concederci una tregua con menù stile europeo. Grandi profumi, aromi forti, gustosi succhi di frutta, ottimo pesce sulla costa, questo è il concentrato dell’esperienza culinaria indiana.

Una nota conclusiva: pur essendo Agosto, abbiamo visto pochissimi turisti in giro, principalmente francesi, e questo è senza dubbio un elemento che aiuta a sentirsi più naturalmente immersi nella realtà locale. Inoltre l’agenzia locale a cui ci siamo appoggiati, ha effettivamente una conoscenza molto approfondita della realtà locale e ha curato con attenzione tutti i dettagli del nostro viaggio.

Ed ora una sintesi del nostro percorso: Notte tra il 2 ed il 3 Agosto 2007: arriviamo a Chennai/Madras e dopo una dormita al Benzz Park hotel giriamo la città, il mercato, i mall, il tempio di Kapaleeshwar, la chiesa di San Tommaso e la spiaggia 4 Ago: Kancheepuram ed i suoi templi; nel pomeriggio viaggio a Mahabalipuram (dobbiamo convivere con questi nomi di città difficili da ricordare e da pronunciare tanto che talvolta viene usato il nome abbreviato e più semplice) 5 Ago: a Mahabalipuram (o Mamallapuram) e nelle vicinanze ci sono dei templi incredibilmente belli soprattutto il Shore temple sulla spiaggia, peccato che sia circondato da un prato all’inglese che ci sta come i cavoli a merenda

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