Assam, Meghalaya, Nagaland

INDIA DEL NORD-EST: ASSAM, MEGHALAYA E NAGALAND Da anni sognavo di visitare questo remoto e pressoché inesplorato angolo d'India, un segreto indiano ben custodito, finora, da una interminabile e scoraggiante serie di pratiche burocratiche. In effetti è questa una terra ...

  • di Giovanni S.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
 

INDIA DEL NORD-EST: ASSAM, MEGHALAYA E NAGALAND Da anni sognavo di visitare questo remoto e pressoché inesplorato angolo d'India, un segreto indiano ben custodito, finora, da una interminabile e scoraggiante serie di pratiche burocratiche. In effetti è questa una terra molto turbolenta, con vari movimenti indipendentisti assai violenti che la rendono una regione non esattamente sicura per il turismo. Tuttavia, a differenza del siccitoso resto del sub-continente, questa regione è rigogliosissima e piena di foreste pluviali, anche primarie (nell'Arunachal Pradesh gran parte dell'impervio territorio forestale non è mai stato visitato dall'uomo), traboccanti di endemismi e di moltissime specie di piante carnivore ed orchidee molto rare.

Fu per me quindi una gran sorpresa quando seppi da un mio amico che stava organizzando un viaggio in quelle remote zone, ed accettai senza esitazione di andare anche io.

Il viaggio era finalizzato alla visita delle minoranze etniche della regione e doveva coprire anche le basse terre dell'Arunachal Pradesh, dove vivono etnie animiste e buddhisti Theràvada arrivati in zona in epoche storiche da Myanmar e Thailandia. Sfortunatamente questa tappa, presumibilmente la più interessante del viaggio, è saltata per cause di forza maggiore, ma è stata sostituita da una visita al più scialbo e meno "etnico" Meghalaya, dove, tuttavia, abbiamo potuto godere degli scenari naturali più belli del viaggio, nelle vertiginose gole di Chherrapunjee (la città più piovosa del pianeta terra), traboccanti di rigogliosa foresta tropicale alimentata dagli oltre 15 m di pioggia che ivi si riversano a secchiate durante la stagione monsonica.

1) KOLKATA Il viaggio ha avuto inizio a Kolkata (Calcutta), dove abbiamo visitato il centro di Madre Teresa, un luogo dalla tangibile spiritualità, ed i principali monumenti lasciati dagli inglesi, che elessero questa città, inizialmente solo un piccolo paese, come Capitale dell'India coloniale. L’atmosfera di quel periodo, la vita in epoca coloniale, rivive nelle iscrizioni sulle lapidi tombali che tappezzano la Cattedrale di San Paolo, costruita in uno strano stile: La navata era un po’ chiesa gotica ed un po’ moschea per la sobrietà delle bianche pareti, mentre il corpo centrale, per il tetto a volta ribassata sostenuto da tralicci di ferro, faceva pensare ad una struttura decisamente industriale.

Da qui in poi il nostro viaggio è proseguito sotto un Karma molto negativo, come se le divinità residenti nella valle del Brahmaputra non ci volessero in quel territorio.

L'aereo ad eliche destinato a portarci alla nostra prossima tappa (Dibrugarh, nello stato del'Assam) dapprima non è partito perché la pista di decollo dell'aeroporto di Kolkata è invasa dalla nebbia, poi, dissolta la nebbia, non è partito perché in una tappa intermedia del volo l'aeroporto era allagato.

Aspettiamo piu di 2 ore ed alla fine la nostra ostinazione è ripagata: siamo partiti, e senza tappe intermedie, alla volta di Dibrugarh.

2) ASSAM: Dibrugarh Qui, nella capitale del tè dell’Assam, abbiamo visitato le piantagioni di tè e le fabbriche di trasformazione, dove ci è stata illustrata ogni fase, dalla foglia al prodotto finito. Siamo stati alloggiati in 2 distinti cottages molto "anglo-coloniali", insiti nelle piantagioni a Sud della città. Il giorno successivo abbiamo visitato un villaggio (Nam Phake) di Thailandesi buddhisti Theràvada migrati nel 1600 nell'Assam. Qui ci siamo recati a visitare il tempio, invero piuttosto brutto perché scialbo, moderno, impiastrellato e pieno di oggetti kitsch in plastica; ma molto interessante per la presenza, nella sua piccola biblioteca, di antichissimi codici miniati del 1400, estremamente interessanti, portati da questa gente in Assam dalla Thailandia, rappresentanti il Ramàyana ed altre opere classiche. Le pagine sono di carta di bambù ed i colori, ormai un pò smorti per l’usura e l’umidità dell’aria, sono di origine vegetale. Successivamente abbiamo visitato una casa di questa gente, una palafitta con pareti in bambù intrecciato. Ci è stato gentilmente offerto tè assamico addolcito con jaggery (melassa molto densa, farinosa e veramente deliziosa, derivata dalla canna da zucchero, chiamata il cioccolato dell'India). Abbiamo passato un po’ di tempo con loro ed alcuni di noi hanno acquistato abiti tradizionali in seta

  • 5076 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social