Da Delhi a Mumbai

Francesca ed io abbiamo deciso di fare un viaggio in India per visitare parte del grande patrimonio archeologico che questa nazione offre. Pertanto abbiamo lasciato da parte mete suggestive come il Rajahstan per preferire mete meno battute come Bhopal e ...

  • di il bes
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500

La prima meta imperdibile è Sanchi, ossia un sito archeologico che presenta alcune Stupa racchiuse da portali decorati in pietra di una bellezza incommensurabile. Sanchi è l'apice dell'arte scultorea indiana insieme a KAjuraho. Anche se meno spettacolare, non si può che rimanere sbalorditi quando ci si ritrova davanti al portale principale.

Altro luogo nei dintorni di Bhopal è Bimbetka, purtroppo il monsone non ci permette di visitare questo importante sito preistorico. Ripieghiamo su Bhopal e ci dedichiamo alla visita di tutti i musei, tra cui spicca quello fondato da Indira Gandhi sulle popolazioni indiane. Un bellissimo museo all'aperto in cui si possono vedere le abitazioni tradizionali indiane e conoscere i miti e le leggende che riguardano i vari popoli indiani. Faremmo un salto anche al parco naturale di Bhopal, ma anche quello è chiuso a causa del Monsone.

19-20-21 agosto: Aurangabad Aurangabad è una cittadina gradevole a 200 Km da Mumbai. Non è ancora particolarmente turistica e da molti è sconosciuta. Ma presenta una particolarità: è il punto di partenza per due autentiche meraviglie dell'India: le grotte di Ajanta e di Ellora.

Ajanta presenta grotte buddhiste affrescate, in un panorame naturale magnifico. Imperdibile! Ellora è un sito archeologico impressionante, ricco di grotte scolpite nella roccia in cui si fondono il giainismo, il buddhismo e l'induismo. Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questi luoghi, si può solo andarli a visitare! L'ultimo giorno ad Aurangabad è per lo shopping e per vedere la copia in piccolo di Taj Mahal. Ne vale comunque la pena, anche se il fratello maggiore è decisamente un'altra cosa! 22-23-24 agosto Mumbai Ed eccoci alla fine del viaggio. Arrivati a Mumbai si è tornati nella "civiltà". Mumbai è una città moderna, un pezzo di occidente in India, che invita a passeggiare e in cui molti dei rigidi costumi indiani sembrano un po' più rilassati. Ragazzi e ragazze senza il tipico sahri passeggiano mano nella mano sulla spiaggia (come nella migliore tradizione Bollywoodiana). Mumbai è una città con locali rinomanti, con un World Trade Center all'avanguardia, ma anche con milioni di persone in favelas, una "lavanderia" nel centro della città in cui persone che arrivano dai villaggi circostanti lavorano come schiavi per 100 rupie al giorno (2 Euro). Mumbai è un pezzo di India che bisogna vedere, per capire che un giorno anche l'India avrà la sua Shanghai, ma che quel giorno è ancora lontano e che milioni di indiani vivono in condizioni tra le più miserreme che si possono trovare al mondo.

Mumbai ha edifici vittoriani di grande bellezza, e quando la si guarda dal mare, il suo skyline, il Gate of India e i suoi colori sono decisamente suggestivi. A largo di Mumbai c'è poi anche l'ulitma gemma archeologica che l'India ci offre: l'Isola di Elephanta. Su quest'isola a un'ora di navigazione da Mumbai si possono trovare alcune grotte induiste di grande bellezza. Dopo Ajanta ed Ellora ci sarebbe poco alto da apprezzare, ma ad Elephanta, in fondo ad una grotta c'è la statua della Trimurti. E' una statua che ipnotizza tanto è bella, è l'essenza della meditazione. Francesca ed io non riuscivamo ad andarcene, forse perché sapevamo che fuori da quella grotta finiva l'avventura indiana, ma forse perché la Trimurti è talmente forte da farsi per ammirare per ore, il tempo passa e non ce ne accorgiamo. L'ultima magia indiana! Il viaggio finisce nelle vie di Mumbai, consapevoli di aver visto un mondo che da sempre è parallelo al nostro, che da secoli genera cultura e la assorbe, ma con una storia e una base talmente forte che qualsiasi cultura che sbarca in India, si "indianizza". E quando si lascia l'aeroporto ci si rende conto che anche noi ci siamo "indianizzati", l'India lascia un marchio nell'animo, non un semplice timbro sul passaporto Alberto Boffa Bes

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