Ladakh terra della solitudine

Qualcuno l’ha definita la terra degli alti valichi , in realta’ sotto il profilo paesaggistico preferisco identificarla come terra arida e desolata sia per le componenti desertiche sia per le condizioni del clima che rendono sempre piu’ disagevole la presenza ...

  • di bertolani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Qualcuno l’ha definita la terra degli alti valichi , in realta’ sotto il profilo paesaggistico preferisco identificarla come terra arida e desolata sia per le componenti desertiche sia per le condizioni del clima che rendono sempre piu’ disagevole la presenza umana in queste zone. In Himalaya il ghiaccio si sta progressivamente sciogliendo e anche nel Ladakh il problema comincia a farsi sentire :stanno diminuendo le precipitazioni nevose e aumentando quelle piovose rendendo fortunatamente meno aride alcune zone di alta montagna.

Il nostro viaggio ,dopo una sosta a Delhi, ha interessato in parte anche il Kasmir terra piu’ verdeggiante. Tre settimane di tempo ci hanno permesso di visitare con attenzione queste zone e fare un trekking di una decina di giorni nella Markha valley coronando cosi’ il desiderio di sperimentare una escursione anche in alta quota.

Il gruppo era costituito da tre persone :Giorgio,Luca e Rosanna.

Per la realizzazione del viaggio ci siamo avvalsi della collaborazione di una agenzia locale contattata direttamente via internet da Milano su indicazione di altri gruppi alpinistici che ci ha offerto un servizio eccellente in termini organizzativi con un buon rapporto tra prezzo e qualita’. Un ultimo suggerimento : chi volesse affrontare questa esperienza dovrebbe comunque essere preparato ad accettare di vivere in un contesto ove le condizioni logistiche,igieniche e alimentari sono sensibilmente differenti dalle nostre. Ottima salute e tanto spirito di adattamento sono quindi necessari.

Il viaggio si e’ realizzato dal 19 Agosto al 10 Settembre 2006. Vaccinazioni consigliate : tifo,epatite A, epatite B e antitetanica.

Primo giorno Si parte da Milano Linate con volo KLM via Amsterdam –Delhi ove si atterra alle 23 circa ora locale.

La sistemazione logistica e’ in un vecchio albergo situato in zona centrale ove accedendo al bagno ci si rende subito conto delle abitudini igieniche dei clienti locali che preferiscono l’utilizzo della mano sinistra a quello della carta igienica...Sembra che sia una grande offesa usare questa mano per salutare una persona .

La forte umidita’e il rumoroso impianto di climatizzazione impediscono un sonno tranquillo.

Secondo giorno Dopo il breakfast consumato nel ristorante cinese dell’Hotel ,si decide di fare una breve passeggiata nei dintorni in attesa dell’auto che ci verra’ a prendere per portarci nuovamente in aeroporto.

La prima impressione che si riceve su Delhi e’ quella di una citta’ molto caotica e trafficata .E’ difficile poter camminare senza essere disturbati : autisti di tuk-tuk (micro-taxi locali) che offrono passaggi ad ogni angolo delle strade,procacciatori d’affari ,mendicanti e zingari che chiedono l’elemosina.

Il caldo e’ abbastanza intenso e la condizione di disagio e’ ulteriormente aggravata dalla forte umidita’.

Nei dintorni di Connaught Place , molti edifici rispecchiano lo stile coloniale inglese vittoriano : bianchi palazzi, strutturalmente bassi e sorretti da porticati con colonne che si allineano lungo le strade.

Le condizioni di vita degli oltre 12 milioni di abitanti che vivono in citta’ sono percepite dai rifiuti abbandonati sui marciapiedi , dal contesto dei fatiscenti negozi e dai trasporti pubblici disastrati affollati all’inverosimile.

Nonostante la giornata festiva il traffico e’ intensissimo e trasmette l’impressione che la vita si svolga prevalentemente sulle strade piuttosto che nelle abitazioni.

Nei pressi di un piccolo giardino, una sorpresa: alcune scimmiette sugli alberi, saltando da un ramo all’altro ci offrono il primo quadro veramente allegro di questa grande citta’che sta risvegliandosi

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