Incredible India

Di recente mi e’ capitato di sfogliare un numero del National Geographic e una pubblicita’ ha attirato subito la mia attenzione: C’era la foto di un mercato coloratissimo con file di cammelli ed elefanti ovunque. I sari delle donne spiccavano ...

  • di atahualpa_70
    pubblicato il
  • Partenza il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Di recente mi e’ capitato di sfogliare un numero del National Geographic e una pubblicita’ ha attirato subito la mia attenzione: C’era la foto di un mercato coloratissimo con file di cammelli ed elefanti ovunque. I sari delle donne spiccavano sulla terra desertica del luogo.

In alto, appena sopra la foto, c’era una scritta: “Incredible India!” GIORNO 1: Nando ha un volto segnato da solchi profondi su tutto il viso, non saprei direi se dagli anni o dalle ristrettezze della vita, non saprei neanche dire se Nando è il suo vero nome o lo usa ogni volta che incontra degli italiani, ad ogni modo e’ un abile pilota e sfreccia con il suo tuc tuc per le vie affollatissime di Varanasi.

Ci attende fuori dal Surya (400 Rp per una camera singola) un albergo tranquillo e pulito, nella zona del Cantonment, che abbiamo scelto per il nostro soggiorno di 2 giorni nella piu’ antica e sacra citta’ dell’India. Il sedile posteriore e’ leggermente stretto per me e Luigi ma ad ogni modo sono molto piu’ concentrato sulla strada che sulle comodita’ di questo mezzo giallo-verde. E’ incredibile come ad ogni metro debba girare a destra o a sinistra per evitare biciclette, vacche sacre, pedoni, auto ... derelitti che chiedono l’elemosina... questa e’ l’India che tutti ci aspettiamo di vedere ma che non vorremmo mai guardare... e Nando corre, corre con il suo tuc tuc nelle vie della citta’ vecchia dove io farei fatica a passare in bicicletta ma sono tranquillo il nostro ‘driver’ occasionale e’ eccezionale. E’ gia’ pomeriggio e siamo arrivati da Delhi in aereo dopo una lunga settimana di lavoro che mi ha anche un po’ sfiancato. Eh si, Delhi in un solo anno e’ cambiata, lo scorso anno passavamo ore nel traffico intricatissimo della capitale ma oggi nuove strade, nuovi ponti danno una maggiore scorrevolezza alle auto pur sempre numerosissime e anarchiche nei loro movimenti. L’India sta crescendo molto piu’ di Europa o Stati Uniti e lo si vede anche da queste cose ma qui a Varanasi il tempo sembra bloccato nel suo incedere, la sacralita’ del luogo e la sua atmosfera mistica bloccano tempo e progresso fregandosene di inflazione, PIL e altre banderuole dell’economia globale. Questo non vuol dire che non siano affaristi o intrallazzatori soprattutto quando si tratta di seta, la famosa seta di Benares ... “Silk sir ?!?”, “I know the better place for buying the silk” ... e li’ scatta la loro percentuale se compri nel negozio indicato. Ma questo e’ commercio e anche, se vogliamo, spirito di sopravvivenza.

Nando entra in una via lastricata con pietre talmente stretta da non poter neanche sporgere i gomiti dal tuc tuc se non al prezzo di regalarsi abrasioni sulle braccia. Ad un certo punto si ferma e dice “Ok Sirs, Follow me !”. Ammetto di essere stato titubante a scendere dal nostro mezzo, sulla strada c’era sporcizia ovunque, escrementi in ogni angolo, odori nauseanti e liquami che attraversavano la strada da una parte all’altra. Non sono schizzinoso, nei miei viaggi ho dormito in alberghetti da pochi soldi e camminato in strade che erano discariche, ma qui ammetto di aver avuto dubbi a posare un piede per terra. Luigi non sembra invece avere i miei dubbi e’ gia’ dietro Nando e io mi accodo velocemente lasciando dietro le spalle tutte le mie perplessita’.

Attraversiamo una specie di tunnel ricavato in un’antica abitazione, è buio ma si vede la luce dove finisce e faccio molta attenzione a non calpestare persone che dormono lì sotto insieme ai topi. All’inizio non mi rendo conto, la luce è abbagliante soprattutto dopo che i miei occhi si sono abituati all’oscurita’, ma bastano pochi secondi e poi appare nel suo insieme il Gange e Varanasi con i suoi ghat. Poco distante da noi il fiume descrive un’ansa e ci permette di avere gia’ una visione di insieme dei vari edifici affacciati sulla sua sponda ... sulla riva opposta solo sabbia e vegetazione. Non riesco neanche ad immaginare la vastita’ del Gange nel periodo delle piogge, adesso siamo nella stagione secca, Marzo, e gia’ mi sembra immenso. Ho visto tante foto di questa citta’ (non ultima quella sulla copertina della Lonely Planet), ho letto molti racconti ma l’emozione supera di gran lunga una qualsiasi descrizione. Le barche che solcano le acque scure, gli uomini immersi a fare delle abluzioni, i sari caleidoscopici delle donne. Con Luigi non parliamo osserviamo e basta ..

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