Ritorno in India

Sulle strade di Terzani, del Dalai Lama e nelle città sacre induiste e sikh

  • di azizas
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo è il mio secondo viaggio in India, lo scorso marzo, sempre con mio marito, avevo avuto il primo con questo straordinario Paese. Organizzo anche questa volta il viaggio da sola. Compero un volo offerta speciale della Lufthansa: Malpensa/ Monaco/ Delhi a 448 euro a/r, preparo il mio itinerario di viaggio e contatto l’agenzia indiana Popular India Vacations di Karni Singh e ci accordiamo sul prezzo che dovrà comprendere l’auto con autista, benzina, tasse e hotel B&B.;

Ho deciso di scrivere questo diario nella speranza possa venire utile a qualche altro turista “fai da te”. Quando ho programmato il mio viaggio, infatti, non ne avevo trovato nessuno col mio stesso itinerario.

1 ottobre

Partiamo sia da Malpensa che da Monaco, spaccando il secondo ! Il volo è lunghetto e i sedili non sono il massimo della comodità, ma quello che conta nel viaggio è la puntualità...

2 ottobre

Atterriamo alle 6,45, una volta tanto siamo fortunati, i bagagli arrivano dopo 15 minuti e siamo fuori. Ci guardiamo intorno alla ricerca del nostro autista, una ventina di loro sono schierati coi loro cartelli, ma di “Welcome Anna Sabrina” non c’è ombra. Usciamo fuori dal terminal, ci sono altri autisti, ma non il nostro. Dopo mezz’ora comincio a preoccuparmi, prendo il cellulare e chiamo l’agenzia. Parlo col titolare, è allarmato perché l’autista avrebbe dovuto essere lì e mi richiama poco dopo dicendo che entro dieci minuti, il suo uomo sarebbe arrivato. Finalmente lo scorgiamo, corre verso di noi, si chiama Sattu. Si scusa e ci dice la verità. Ha sbagliato a leggere il programma di lavoro scambiando l’orario del nostro arrivo da 6,45 a 8,45. Errare humanum est, non facciamo polemiche, l’importante è mettersi in marcia perché, la strada è lunga. Siamo diretti ad Almora, nell’Uttarkhand. Alle 8,15 usciamo dall’aeroporto e ci vuole più di un’ora per uscire da Delhi. Le prime cinque ore le percorriamo su strade trafficatissime, ma scorrevoli, ma più ci avviciniamo all’Uttarakhand e più le cose si complicano. Le ultime cinque ore diventano un incubo, una serie ininterrotta di curve implacabili, una dietro l’altra. I rettilinei, rarissimi, non sono più lunghi di 80 metri. Le curve sono cieche e c’è l’incognita di chi si può trovare dall’altra parte. Il manto stradale sembra bombardato, tutta una buca , facciamo lo slalom e siamo sballottati come fossimo dentro un frullatore. Sono strade impossibili per persone che soffrono il mal d’auto. Arriviamo ad Almora alle 18,30, distrutti e ubriachi dopo tante curve. Siamo cosi’ stanchi che andiamo subito a dormire. Il nostro hotel è un Lodge di montagna, molto carino con pareti perlinate in legno, pulito e confortevole ( Hotel Kasaar Jungle Resort). E’ su una altura a 7 km dalla città che si stende come un presepe sotto di noi.

3 ottobre

Alle 7 mi sveglio e corro alla finestra per vedere il panorama delle vette Himalajane…c’è una nebbia cosi’ fitta da non riuscire a vedere neppure la città sottostante. Il clima di montagna è simile in tutto il mondo, molto variabile, umido e imprevedibile.

Raggiungiamo l’autista e lo troviamo tutto intirizzito dal freddo. Scopriamo che dorme in macchina, cosa frequente, lo fanno per risparmiare. Per ripararsi dal freddo notturno ha solo un golfino leggero di cotone e la coperta è un telo da bagno in spugna. Mi precipito in camera a prendere un pile di mio marito, portato nel caso servisse di mattina e sera. Facciamo colazione e andiamo a visitare il Tempio induista di Kasar Devi , si accede con una scalinata che sale tra i boschi

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