INDIA del NORD. Quello che le guide non dicono

piccola timida guida del cuore per non perdersi quello che è importante

  • di BIBI1970
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quando decidi di andare in India, devi prima aspettare di essere pronta, ma un giorno ti svegli, c’è il sole, il tuo mondo ti sta stretto, ed improvvisamente decidi di partire.

L’organizzazione del viaggio è faticosa e millimetrica, quando decidi di viaggiare sui treni dell’India, quelli vanno prenotati con settimane di anticipo, devi viaggiare in prima classe se vuoi evitare sorprese, e le sorprese, lì, sui treni, sono sempre dietro l’angolo. Eravamo 2 donne ed eravamo spaventate da morire; arrivate a Delhi, di notte, ci siamo chieste prima di tutto, per quale motivo non avessimo deciso di andare a Formentera.

Il taxi inviato dall’hotel era stipato di zanzare, l’autista non parlava alcuna lingua se non la propria, peraltro totalmente sprovvista di vocali, la gimcana tra tangenziali piene di buchi, mucchi di patume e un caldo di quelli vorresti strapparti i capelli dalla testa, sembrava non poterti portare da nessuna parte. La guest house si trovava in una zona spaventosa, in una strada praticamente in costruzione, buia, tutta voragini pozzanghere e cani; ci siamo dette, aspettiamo domani, se Dio non arriva, un last minute per l’Italia non costerà poi così tanto, no???

Con la luce, tutto ha cominciato ad apparire meno difficile; le persone, anche quelle della gestione della Guest House, avevano qualcosa di strano: erano gentili, disponibili, amichevoli, preoccupati che avessi tutto ciò che ti serve per essere felice, che le uova fossero cotte a puntino, che il getto dell’acqua della doccia fosse abbastanza potente, che sapessi come muoverti in quell’assurda città; ci sono voluti 2 minuti per decidere che ce la potevamo fare.

Ed è importante trovare un albergo con gente simpatica a Delhi, perché Delhi è l’inferno.

Ammassi di persone che tentano di venderti qualunque cosa, strade intasate da mezzi di locomozione di ogni tipo, mucche, cani, pecore, risciò, tuc tuc, pullman e tutti, dico tutti, compresi gli animali, non fanno altro che suonare ininterrottamente il clacson o qualunque cosa sia in grado di emettere un rumore fastidioso.

Delhi è questa, è proprio quella che ti immagini, la parte vecchia un intrico di stradine strette piene degli odori di chi ci vive, piene dei colori di qualche aquilone incastrato tra le migliaia di fili elettrici che avvolgono ogni casa alla rinfusa, piene di uomini che sembrano avere 200 anni, di donne avvolte in sari multicolori; se entri in un cortile puoi trovare una giovane donna che stira mucchi di camicie con un vecchio ferro a brace; la parte nuova, invece è un cantiere continuo e inesauribile, non c’è strada, non c’è angolo che non abbia voragini, che non abbia operai che trasportano mucchi di cianfrusaglie grandi quanto il pianeta. E cliniche, ospedali, strutture modernissime con le attrezzature più all’avanguardia; e ti chiedi come sia possibile che questo, possa convivere con quello.

Le strade, le autostrade, spesso a molte corsie, troppe corsie, sono costantemente intasate e stipate di essere umani e animali, non esiste destra o sinistra, non esiste precedenza, non ci sono regole, i semafori stanno lì a puro scopo decorativo, semplicemente ci si butta in strada, alla velocità massima possibile, ci si attacca al clacson e si prega: di arrivare in tempo, di arrivare a destinazione, di arrivare tutti interi, ma anche solo di arrivare.

Rientrare in hotel, la sera, diventa come tornare a casa, quegli sconosciuti dei quali la mattina hai diffidato, che ti hanno offerto un passaggio che hai rifiutato perché fiutavi la fregatura dietro il sorriso, improvvisamente diventano i tuoi fratelli e non vorresti lasciarli mai

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Commenti
  1. enrico66
    , 12/6/2012 17:15
    Confermo in pieno tutte le sensazioni ed esperienze vissute dall' autrice del pezzo, quando ritorni in Italia ti sembra che quello che hai vissuto sia solo un sogno ontano anni luce e ti viene da piangere.
  2. EvaMisha
    , 17/6/2011 10:56
    Un racconto emozionante di chi sicuramente ha apprezzato ogni secondo ed ogni colore di un posto meraviglioso!!
  3. Saimon80
    , 12/6/2011 15:27
    Sei riuscita a riportarmi
  4. Saimon80
    , 12/6/2011 15:26
    Bellissimo racconto.. Mi , assurdo mondo. Quanto mi manca!
  5. COCCINELLA78
    , 8/6/2011 23:47
    Ciao sono un agente di Viaggi andrò in India a Novembre con il mio ragazzo, per vivere la VERA India, quella che hai vissuto tu , il tuo racconto ha rafforzato la mia voglia di andare.....ti farò sapere!!!!
  6. BIBI1970
    , 8/6/2011 18:35
    Grazie a tutti, scusate ma ho letto solo oggi i commenti e sono un pò commossa adesso, ecco .... ;)
    Ma chiunque ci sia stato, o ci andrà, se possiede almeno un pezzettino piccolo di cuore, credo che proverebbe le stesse cose, e se si provano, beh, io credo che vadano scritte.
    C'è ancora tanto "pregiudizio" sull'India ed in generale sui luoghi in cui si viene messi con le spalle al muro di fronte alla miseria, quella senza speranza, perchè viene da secoli di oppressione.
    Troppi non vanno per non vederla, si sta molto più comodi fingendo che le cose non esistano davvero, e che i bambini che si vedono in tv, con i volti ricoperti di mosche, siano solo una fotografia; a me, vedere tanta dignità, ha fatto bene, mi ha scardinato alcune piccole ed inutili certezze, mi ha dato la misura delle cose e di quanto siano ridicole le nostre piccole ipocrisie.
    Un bacio a tutti. B
  7. Mentita Spoglia
    , 17/5/2011 16:04
    Andrò in India a ottobre con mia figlia e il nostro itinerario, zaino in spalla, sarà molto simile al tuo. Il tuo racconto è divertente ed emozionante, generoso e intenso. Grazie di cuore.
  8. Valdy
    , 11/4/2011 14:10
    Sono stato 2 volte in India e dunque ho letto molto prima, durante e dopo i viaggi e ti assicuro che non solo "le guide non dicono" ma neppure grandi scrittori non sono riusciti a trasmettere così bene certe emozioni, cosa accade nel leggere il tuo racconto. Mi son venuti i bridivi... Complimenti, per quel poco che conta io comprerei un tuo libro... hai un futuro!!
  9. CUCURUZ
    , 8/4/2011 15:25
    ciao.bellissimo il tuo racconto.sono stata in gennaio per volontariato a Calcutta e,leggere il tuo racconto,mi è sembrato tutto cosi simile,cosi emozionante ,che mi sembrava,per un attimo di essere di nuovo li.hai rispecchiato in modo chiaro e veritiero com'è la vera India,una parte ovviamente.....scusa se ho fatto errori di ortografia,sono italo-romena,l'italiano non è la mia lingua madre.ciao.

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