Ibiza, storia di un errore annunciato

Considerazioni per non vivere al peggio l' isola...

  • di Argion
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ero abbastanza indeciso su come raccontare questo mio ultimo viaggio perchè senza farla lunga è stato un fallimento quasi completo.

Ma ora che sono tornato e l' arrabbiatura è un pò calata non posso fare a meno di evidenziare, a me stesso, tutti i campanelli d' allarme che preannunciavano in modo anche piuttosto chiaro che sarebbe andata così.

Sono partito per Ibiza con in testa l' idea di divertirmi e fare conoscenze, visto che l' isola è famosa proprio per questo: avevo letto decine di opinioni e racconti per convincermi che anche per chi viaggia da solo e non vive di discoteca, alcool e trasgressioni varie, fosse possibile passare una vacanza coi fiocchi.

Purtroppo la missione è fallita, ma come ripeto ci sono alcune considerazioni da fare e alle quali dovevo dare più importanza.

Non farò quindi un rapporto dettagliato della settimana ad Ibiza, piuttosto cercherò di dare indicazioni che spero possano aiutare chi come me voglia andarci pur non essendo il turista tipico di quest' isola.

Primo errore: la meta stessa

Devo ammetterlo, pur avendo superato i 30 da un pò ho sempre avuto la fissa di visitare Ibiza prima o poi, come se fosse uno di quei posti che si debbano vedere nella vita. Ora posso dire che questo viaggio avrei dovuto farlo a 20 anni, quando in testa avevo ancora le discoteche e le risate dementi con gli amici (l' alcool invece l' ho sempre odiato e non mi capacito di cosa ci sia di divertente nell' ubriacarsi o drogarsi, è qualcosa che va aldilà della mia comprensione). Fin dal gate di partenza ho capito che il tipo di utenza dell' isola è rappresentato perlopiù da persone che non hanno più niente a che vedere con me, e Ibiza è il parco giochi perfetto per loro. Certo, ci sono anche paesini e spiagge meno incasinate ma per dirne una a me non interessano nè spiagge di nudisti nè cultura hippie. Senza contare il fatto che i "must see" dell' isola, e parlo in particolare delle spiagge e dei centri urbani, sono comunque popolate da questo tipo di turisti. Intendiamoci, Ibiza sarebbe un' isola splendida e gli spagnoli sono simpatici, purtroppo ruota un pò tutto intorno all' idea di luogo per gruppi di ragazzetti ventenni che vogliano far casino.

Secondo errore: la posizione

Ad Ibiza i centri urbani principali sono due, Eivissa e Sant Antoni de Portmany. Avendo dovuto prenotare proprio all' ultimo, erano rimasti alloggi disponibili solo a San Antonio che è un paesino sviluppato intorno al turismo inglese. Questo significa che a parte l' utenza al 90% inglese (la grande maggioranza intorno ai 20 anni), ci si trovano decine di negozi che vendono alcolici tutto il giorno, locali con megaschermi che trasmettono rigorosamente partite di calcio ed eventi sportivi e in generale di "spagnolo" non vi si trova pressochè il nulla (sempre ammesso che sia in conto di trovarlo ad Ibiza). Alle 22 questi ragazzetti sono già mezzi ubriachi e alcune vie diventano un inferno di luci, gente che grida e musica a palla. Per ben tre sere, prima che mi facessi cambiare la stanza, mi sono dovuto sorbire ragazzini che rientravano verso le 23-24, accendevano la radio ad alto volume cantando e ridendo in modo isterico fino a circa le due di notte, per poi andare in discoteca; Alle 6-7 del mattino rientravano, di nuovo radio e discussioni dementi per una mezzora. Totale e più profondo menefreghismo per il prossimo. Sono consapevole del fatto che l' intruso alla fine fossi io, ma questa inciviltà si manifesta tutto il tempo anche nel modo in cui viene trattata l' isola dai "turisti", figuriamoci che livello di attenzione possa avere una simile marmaglia di bimbetti esagitati

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