Oahu e Maui: i miei giorni alle Hawaii

Due settimane tra Oahu e Maui

  • di Camelot
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Non so se questo potrà essere definito realmente un “Diario”, giacché la nostra permanenza alle Hawaii è stata limitata a solo due isole, e che il soggiorno si è svolto principalmente nei due residence scambiati con il Timeshare Marriott, e dunque piuttosto “stanziale”.

Il mio viaggio alle Hawaii è stato comunque uno dei più strani della mia vita; partivo con problemi familiari gravi, e la partenza era stata decisa solo per non perdere i voli, prenotati da qualche tempo. Nonostante il medico ci avesse rassicurato, non c’era quella spensieratezza che ti fa godere il viaggio. A posteriori, devo ammettere che questo stato d’animo ci ha molto condizionato, togliendoci entusiasmo, energia e vitalità.

Inoltre gli itinerari e le visite alle attrazioni erano stati pianificati di fretta, solo con l’aiuto degli amici del Forum Vacanze in America, e solo in linea di massima.

Insomma, si poteva fare di più.

Ma siccome in tutti gli aspetti della vita ci sono momenti brutti e momenti belli, cose che riescono meglio e cose che nascono male…. non mi lamento e non recrimino!

Voglio però cominciare con questa precisazione perché’, in effetti, si sarebbero potute fare altre cose, vedere molto di più, gestire meglio il tempo sull’isola. Se non lo abbiamo fatto….è perché proprio non ce l’abbiamo fatta (perdonate il gioco di parole).

22 marzo 2013

L’operativo voli che abbiamo scelto è stato per alcuni aspetti un errore. Da Roma Fiumicino abbiamo volato su Atlanta, e da lì, dopo 48 ore, direttamente su Honolulu. Ci siamo fatti “abbindolare” dalle tratte dirette, ma la qualità dei due voli è stata piuttosto scarsa. Il volo (e l’aeromobile) erano Delta in code share con Alitalia. Nonostante fossimo in Economy Confort le file erano strette, i sedili non erano reclinabili per le gambe, e le sedute erano leggermente più larghe, ma non troppo. Comunque il volo è andato bene, le procedure di immigrazione velocissime, così come il ritiro dell’auto che abbiamo affittato per 48 ore ad Atlanta. L’hotel scelto è il Renaissance Concourse Atlanta Airport, della famiglia Marriott (per usare i punti) – Molto bello, una bella stanza con il balcone sulle piste, ma nonostante tutto silenziosa. L’aeroporto di Atlanta ha un via vai continuo di voli, anche cinque piste occupate contemporaneamente, e Nino si esalta sul terrazzino guardando da vicino decolli e atterraggi.

La stanza è comoda ed è quello che ci serve per riposare e riprenderci dal fuso – La scelta di un hotel aereoportuale è stata fatta proprio per questo, perché’ tanto sappiamo per esperienza che le prime ore sono di confusione totale.

Andiamo a mangiare in un Longhorn Steackhouse, una delle nostre catene preferite negli USA, e poi crolliamo “a quattro di spade” sui due letti queen della nostra bella stanza!

23 marzo 2013

Maledetto Jet Lag! Alle 5 in piedi a guardare gli aerei! La giornata è piuttosto uggiosa, è prevista pioggia, le nuvole non sono per nulla amichevoli. Noi conosciamo Atlanta, ci siamo già stati nel 2004, e così decidiamo di rivedere le cose che ci avevano colpito. Intanto un giro a Buckhead, su suggerimento di Francy/Noi3, un quartiere molto signorile, molto esclusivo, con case bellissime! Il centro, la Peachtree Street, tutta addobbata per un campionato di football ;Poi il Georgia State Capitol, con la sua cupola d’oro, come a Boston, e infine il mio preferito: il Martin Luther King Memorial. Ne avevo già scritto in precedenza, mi aveva colpito molto lo spirito universale del movimento, e la dedica della Cappella a tutte le fedi, senza simboli religiosi.

Andiamo al Grant Park, decisi a vedere lo spettacolo del Cyclorama. Purtroppo gli spettacoli sono ad orari fissi, e dovremmo aspettare un bel po’. Inoltre la stanchezza e il sonno cominciano a farsi sentire, e vedere uno spettacolo sulla guerra di indipendenza americana ci sembra un invito all’abbiocco. Così lasciamo il centro di Atlanta e ci rilassiamo in hotel. Il pomeriggio usciamo, per un giro, e per la cena in un’altra delle nostre catene preferite: Red Lobster

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