Guadalupa, l'evasione a colori

Isola a forma di farfalla, nelle Antille Francesi, è ricoperta da una vegetazione lussureggiante, con cascate, piantagioni e un mare caraibico

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L’Arcipelago di Guadalupa è composto da cinque isole, ma noi abbiamo scelto di visitare soltanto la Basse-Terre e la Grande-Terre per godere la vacanza di una dozzina di giorni a ritmo lento. Questa grande isola dalla caratteristica forma a farfalla è in realtà composta da due isole separate da uno stretto canale naturale (Rivière Salée) lungo circa 5 km e unite da tre ponti stradali tra la capitale Pointe-à-Pitre e Baie-Mahault. Al nostro arrivo all’aeroporto di Pointe-à-Pitre siamo avvolti subito dalla vivace atmosfera caraibica e dal saluto “Nou kontan vwê zot! (trad.: Contenti di vedervi!). Siamo due coppie che festeggiano una il matrimonio e l’altra l’anniversario e le isole di Guadalupa ci stanno aspettando. Ritiriamo l’auto noleggiata per tutto il periodo e ci dirigiamo verso il residence che si trova a Sainte-Anne sulla costa Sud della Grande-Terre. Abbiamo scelto questa sistemazione e da lì visitare i luoghi più significativi godendoci il mare, le spiagge e varie escursioni. Siamo liberi anche per i pasti e quindi con la voglia di scoprire la cucina locale e i sapori della tradizione creola. Dopo circa un’oretta arriviamo all’hotel che è in stile coloniale, di fronte al mare su una spiaggia di sabbia bianca ornata da palme di cocco. Esplicate le solite formalità alla reception abbiamo il tempo per un bellissimo bagno nell’acqua blu trasparente. La vacanza è ufficialmente iniziata. Dopo cena decidiamo il giro del giorno seguente: visiteremo una parte della Grande-Terre, detta anche Piccola Bretagna delle Antille, una pianura calcarea adibita alla coltivazione della canna da zucchero. Zuccherifici e distillerie di rum sono quindi la conseguenza logica dell’utilizzo di questo importante prodotto agricolo. Il nostro tour inizia in senso antiorario passando dal paese di Saint-François che offre un mercatino giornaliero alla Rotonda in centro, all’esterno bancarelle di frutta e spezie, mentre all’interno oggetti di artigianato locale. La sera di ogni martedì dopo le ore 17,30 si tiene invece un mercato molto animato con tutti i prodotti tipici e specialità culinarie locali. Visitiamo il sito naturale di Pointe-des-Chateaux che si raggiunge dopo il paese di Saint-François, si costeggia il campo da golf e si arriva alla fine della strada, dove si parcheggia e a piedi si percorrono vari sentieri sino a una spiaggia caraibica bianchissima, bordata di vegetazione selvaggia, e con l’acqua trasparente di un bel turchese. La barriera corallina è a circa cento metri e quindi il mare qui è sempre piuttosto calmo e adatto anche ai bambini. La Pointe des Colibris è la propaggine estrema che si allunga in mare quasi a toccare l’isola Désirade di fronte. Dato che qui siamo vicino al residence dove soggiorniamo decidiamo che ritorneremo presto su questa spiaggia spettacolare, vero paradiso terrestre. Il nostro tour prosegue verso Le Moule, antica capitale coloniale, sede di zuccherifici e distillerie, passando per la Porte d’Enfer e arrivando alla punta estrema di Pointe de la Grande Vigie, scogliere e paesaggi sorprendenti con punti panoramici mozzafiato che sono ben segnalati e che ci invitano alla sosta. Attraversiamo Anse-Betrand, Port-Louis e Beauport, il paese della canna da zucchero. Spiagge e baie costeggiano il litorale e offrono ai visitatori una vasta scelta per tutti i gusti. Tranquille lagune si alternano a spiagge con onde giganti per la gioia di surfisti e velisti. A pranzo ci fermiamo in un locale spartano che offre cucina creola a base di pesce alla griglia, granchi farciti, accras (frittelle di verdure o pesce tipiche dell’isola). Dopo la sosta arriviamo a Petit-Canal circondato da mangrovie e barriera corallina. Oggi il paesino è un piccolo porto di pesca, ma un tempo era un centro di raccolta degli schiavi e visitiamo i ruderi di quello che è rimasto. La scala costruita dagli schiavi è di 49 gradoni di pietra che conducono alla chiesa dove aveva luogo la vendita degli schiavi scesi dalle navi. Il nome di ogni etnia è incisa sui gradoni. Il luogo ci fa venire un brivido lungo la schiena, ben sapendo che la schiavitù in Guadalupa è stata abolita soltanto il 27 maggio del 1948. Più a sud troviamo Morne-à-l’Eau, borgo dove notiamo il famoso cimitero con grandi tombe ornate da piastrelle a dama bianche e nere. Decidiamo di rientrare al residence per una bella nuotata e proseguire il nostro giro il giorno successivo.

La mattina dopo ci attende les Grands Fonds, l’unica zona collinare di Grande-Terre, il cui punto panoramico più significativo si trova a Morne l’Escade. Apprezziamo la folta vegetazione di un bel verde brillante che qui è rigogliosa. Ritorniamo sulla costa sud ricca delle spiagge di sabbia più belle, dove sorgono numerosi insediamenti turistici per tutti i gusti: Plage de la Caravelle (Club Med), lunga e con le immancabili palme da cocco, Plage des Raisins Clairs è attrezzata con docce, ristoranti e locali, Plage de Gosier, da dove si può raggiungere la piccola isola Gosier partendo dall’imbarcadero in barca o, per i più sportivi, a nuoto! Dopo un bagno delizioso e qualche ora di sole cocente ci godiamo un pranzo a base di pesce sulla terrazza di un ristorante sul mare.

Il giorno successivo si meritiamo una giornata di relax in spiaggia, ma cominciamo ad organizzare il tour della Basse-Terre che decidiamo di spezzare in due parti in due giorni diversi per meglio assaporare la vacanza. La Basse-Terre è montuosa e umida. coperta da foresta pluviale tropicale impenetrabile e vaste piantagioni di banane. Terra dalle vette imponenti, dominata dal vulcano Soufrière (1476 m) lungo le cui pendici sgorgano numerose cascate. Ritorniamo verso la capitale Pointe-à-Pitre per risalire il litorale nord-est sul Gran cul-de-Sac Marin ornato da mangrovie, barriera corallina e magnifici isolotti

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