L'artico d'inverno: Kangerlussuaq e Ilulissat

Nella leggendaria Thule gli uomini antichi, stando alle testimonianze del navigatore greco Pitea di Messalla, identificavano la terra che si stendeva a Nord. I racconti di Pitea su quelle terre che si trovavano fuori dai confini allora conosciuti suscitarono scalpore ...

  • di adrimavi
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Nella leggendaria Thule gli uomini antichi, stando alle testimonianze del navigatore greco Pitea di Messalla, identificavano la terra che si stendeva a Nord. I racconti di Pitea su quelle terre che si trovavano fuori dai confini allora conosciuti suscitarono scalpore e incredulità. Nessuno a quei tempi poteva immaginare che di notte il sole se ne andava per un sonno di poche ore e la notte era molto corta perché esso tornava subito a sorgere ed esattamente il contrario accadeva con l’avvento della stagione invernale..., che montagne di ghiaccio galleggiavano nel mare, le sue storie, in cui non faceva altro che descrivere con minuzia di particolari queste regioni ricoperte dai ghiacci, risultarono per la società dell’epoca così tanto incredibili che venne etichettato come un bugiardo. Fin dove arrivò resta un mistero certamente dovette raggiungere luoghi prossimi al Circolo Polare Artico, ossia a quella linea geografica ben definita, a nord della quale il sole almeno per un giorno dell’anno non tramonta o non sorge nell’arco delle ventiquattrore.

La Groenlandia rappresenta ancora una meta lontana, da intendersi non come distanza, ma in senso di diversa e strana... lontana dalla nostra società e dai paesaggi a noi consueti. Il grande nord inizia a 66°33’ di latitudine (Circolo Polare) e finisce a 90° del Polo Nord; così almeno è segnato sulle carte geografiche, ma in realtà è un luogo senza confini che richiama la sfera dell’immaginazione a mitiche spedizioni e che oggi offre al viaggiatore avventure entusiasmanti, in aree poche frequentate dal turismo.

Si pensa alla Groenlandia e subito la si associa, a dispetto del nome “terra verde”, a una sconfinata e monotona distesa bianca e proprio così appare dal finestrino dell’aereo. La calotta glaciale, nonostante la si osservi dall’alto, mostra già tutta la sua imponenza. Il manto di ghiaccio ricopre la Groenlandia per 2400km, con uno spessore di circa 700mt. Prima di giungere a Kangerlussuaq, man mano che l’aereo si prepara all’atterraggio, si rivelano i particolari di questa superficie che dall’alto sembrava completamente piatta e invece è molto crepacciata e seraccata. Kangerlussuaq è l’hub aeroportuale della Groenlandia essendo il suo aeroporto dotato di una pista abbastanza lunga da consentire ai voli internazionali di atterrare e di decollare collegando il paese con il resto del mondo. Questo non deve trarre in inganno perché la città è invece inaspettatamente piccola, conta, infatti, appena 600 abitanti. In inverno il centro vitale è l’aeroporto. L’hotel, il ristorante, i negozi, il cambio, le previsioni meteo, il bar, la sala giochi, il night, l’agenzia di viaggio, il capolinea dell’unico bus del paese, tutto si trova all’interno dell’area aeroportuale. Kangerlussuaq sembra una città dormitorio, le case sono dei capannoni, è asettica, indifferente, fredda, senza anima e sembra il set cinematografico di un film dell’orrore.

Viste le premesse, al di là dell’inevitabile transito per raggiungere le altre località della Groenlandia, che cosa spinge a venirci? Almeno tre sono i motivi! Il “ghiacciao Russel”, la possibilità di avvistare qualche “bue muschiato”, ma soprattutto la “luce del nord”. Ecco svelato l’arcano. D’inverno, in particolar modo, è famosa in tutto il mondo per essere uno dei posti sulla terra dove più facilmente si manifestano le aurore boreali, uno dei fenomeni più impressionanti che possa offrirci la natura. A marzo se il cielo è terso, sgombro da nubi e il freddo abbastanza intenso, lo spettacolo è visibile pressoché tutte le notti. Il massimo di frequenza aurorale si registra, infatti, in una fascia compresa tra 60° e 70° di latitudine. Per questo ci troviamo a Kangerlussuaq, ognuno di noi nutre la segreta speranza di vedere l’aurora boreale

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Commenti
  1. Federica Pedrotti
    , 23/7/2013 17:20
    Meravigliosa questa esperienza. Vorrei anche io viverla una volta nella vita. Mi fanno paura le condizioni climatiche e vorrei essere guidata da una persona esperta, che mi prepari anche prima di partire: allenamento, abbigliamento tecnico, alimentazione...l'artico non è per tutti! Ho visto delle foto molto belle di una spedizione "nelle terre selvagge" groenlandesi, qui spiegano anche come vestirsi per affrontarle http://www.dryheat.it/it/doc-s-85-5134-1-i_capi_tecnici_dry_heat_utilizzati_da_una_spedizione_altoatesina_in_groenlandia.aspx
    Si tratta di una spedizione altoatesina che ha attraversato il ghiacciaio Proestefjeld Sermilikvejen, affrontando un dislivello complessivo di circa 1000 metri. Coraggiosi!

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