Ritorno a Kastellorizo

Questo itinerario non ha nessuna pretesa di fornirvi notizie di ordine pratico, ma vuole solo comunicarvi l'atmosfera di un luogo unico. Ritorno a Kastellorizo Dall’alto la breve pista sprofonda il suo limite nel mare. Le rocce sfiorano la pancia del ...

  • di noretta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Questo itinerario non ha nessuna pretesa di fornirvi notizie di ordine pratico, ma vuole solo comunicarvi l'atmosfera di un luogo unico.

Ritorno a Kastellorizo Dall’alto la breve pista sprofonda il suo limite nel mare.

Le rocce sfiorano la pancia del Dornier. Il rullio sui sassi dell’asfalto. La frenata stridente sino all’orlo del blu.

I sobbalzi e la consueta sbandata laterale.

Sono tornata a Kastellorizo.

Cerco di non guardarmi intorno immediatamente in un unico sguardo.

Alzo gli occhi da terra lentamente, con il timore di vedere qualcosa di nuovo, di “migliore”, ma diverso.

Voglio e cerco la “mia “ Kastellorizo.

La collina brulla è sempre eguale. I pochi sterpi incendiati dal sole non sono cresciuti piu’ di 20 cm. Le pietraie sono sempre lì intorno al piccolo fabbricato dell’aeroporto.

La corriera è ancora lì. Abbandonata con le lamiere blu incandescenti al sole.

Mi siedo al solito posto dietro a Julio. Il tachimetro non c’è, lo specchietto è sempre rotto, il buco della radio un loculo vuoto. E’ proprio la stessa corriera di sempre.

Che mi riporta giù per le curve a rotta di collo tra i sassi, consapevole di non avere rivali a cui contendere la strada.

Le colonne di militari salgono con le armi da guerra in spalla ed infondono lo stesso senso di inquietudine.

All’ultima curva delle nuove costruzioni: cosa sono? Case? Alberghi? Non lo voglio sapere. Non le ho viste.

Sul piccolo piazzale di manovra Julio solleva la polvere impalpabile sui rami pesanti di boungaville rosse, bianche ed arancione.

Ed ecco la baia. La sua facciata color pastello che nasconde le rovine retrostanti.

La facciata bella da mostrare a colui che arriva dal mare e non la coglie alle spalle. Il vestito della festa da sfoggiare all’arrivo degli yachts.

Kastellorizo nasconde le sue pene. Come un’anima forte e pudica mostra solamente il suo sorriso ed inghiotte le lacrime.

La sagoma rossa della caserma con le finestre orlate di bianco si intravede sul lato della baia e più in là la pensione Mediterraneo con le finestre aperte sul blu sullo sfondo delle alte montagne turche, incombenti e quasi minacciose.

Cammino sul molo. I bambini del paese si tuffano giocando nell’acqua bassa dal fondale scolpito dai ricci. Giocano in quel blu che poco lontano si tinge di un nero profondo.

Le reti abbandonate al sole nascondono l’insidia degli ami lucenti.

Alla francese chiedo la stanza di un tempo. E’ troppo grande per me, ma improvvisamente diventa piccola per contenere tutti i ricordi. Perché l’ho voluta? Siedo, come un tempo, sul davanzale a picco sul mare, dietro le imposte accostate e dipinte di blu.

Blu sopra, blu sotto oltre il breve molo.

Mi sembra di sentire di nuovo una voce, le parole apprensive per quel mio modo di stare abbarbicata lassù.

Come un tempo faccio finta di non sentire. E’ troppo bello stare qui, seduta in quello che è il mio posto.

Intravedo, in quel blu sottostante, tra le macchie dei ricci e nel riflesso del vetro, un’immagine perduta e ritrovata. L’immagine di un’altra me stessa.

Risento sulla pelle la freschezza tiepida dell’acqua in un tramonto che si avviava alla sera. L’energia vitale e dirompente che si prova solo nell’infanzia.

Nella stanza c’è ancora la zanzariera che le dona un’atmosfera tropicale un po’ fittizia. E rivedo un viso in posa per una foto. Una faccia che non ha tempo, né età, il viso di chi ha trovato di sé stesso la parte perduta lungo una strada scoscesa.

Il mio tempo si è fermato qui. Qui ho riannodato il filo della mia vita. Qui come un naufrago deve fare una scelta e salvare le cose più importanti e necessarie, ho scelto tra le cose semplici la vita vera

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Commenti
  1. Basso Cannarso
    , 1/12/2010 21:43
    descrizione bellissima e reale dico reale anche se non conosco ancora kastellorizzo ma sono le stesse emozioni che ho provato a koufonissi e in altre piccole isole ,sensazioni indescrivibili che ti fanno sentire in armonia con tutto quello che ti circonda e che ti pongono grossi interrogativi, sono felice che qualcuno riesca a fare queste scete, complimenti. Senzaltro la prossima estate kastellorizo mi vedra'
  2. Basso Cannarso
    , 1/12/2010 21:43
    descrizione bellissima e reale dico reale anche se non conosco ancora kastellorizzo ma sono le stesse emozioni che ho provato a koufonissi e in altre piccole isole ,sensazioni indescrivibili che ti fanno sentire in armonia con tutto quello che ti circonda e che ti pongono grossi interrogativi, sono felice che qualcuno riesca a fare queste scete, complimenti. Senzaltro la prossima estate kastellorizo mi vedra'

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