Quindici giorni in Grecia Le isole di Rodi e Kar

Con seicento euro a persona, io e silvia ci siamo aggiudicati il volo per Rodi, una “splendida” Hyundai Getz verde pistacchio (o azzurro puffo a seconda dei punti di vista) per una settimana e il volo interno per Karpathos. Il ...

  • di Auro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Con seicento euro a persona, io e silvia ci siamo aggiudicati il volo per Rodi, una “splendida” Hyundai Getz verde pistacchio (o azzurro puffo a seconda dei punti di vista) per una settimana e il volo interno per Karpathos. Il nostro programma era quello di vedere nelle due ultime settimane di agosto due isole del dodecanneso non troppo lontane ma allo stesso tempo diverse: una più turistica e famosa, l’altra più selvaggia e meno frequentata dal turismo di massa. Così abbiamo fatto, seguendo l’indicazione preziosa di una nostra amica agente di viaggio e consultando il sito internet di “Turisti per caso”.

Partiti da Bologna, dopo uno scalo tecnico a Kos e un viaggio di 3 ore, siamo arrivati all’aeroporto di Rodi. Dopo aver ritirato i nostri zaini, siamo entrati in contatto con il tour operator. Probabilmente dai nostri bagagli, ha capito che non avevamo riservato nessun albergo con la formula del “all inclusive”, dedicandoci poca attenzione, ci ha fatto attendere l’operatore locale che ci avrebbe consegnato l’automobile. Nell’attesa ho domandato al tour operator (erano le 21 e non avevamo prenotato nessun albergo) se poteva consigliarci un posto dove poter soggiornare la prima notte. La risposta non si è fatta attendere:”Ragazzi, siamo in pieno agosto a Rodi! Eh (sospirando) provate verso nord ma non sarà cosa facile...”. Abbiamo sbrigato le formalità, preso possesso della coreana a noleggio e con cartina alla mano ci siamo diretti nel paese lì vicino: Kremasti. Al primo tentativo abbiamo trovato un albergo con camera doppia, bagno, angolo cucina, terrazzo per 40 Euro (Maritime Hotel Apartments). Una doccia e via ci siamo lanciati all’interno della festa paesana mangiando pitta con souvlaki e assaporando i profumi della festa trasportati dal vento caldo dell’isola.

La mattina dopo siamo partiti per il sud dell’isola. Tutto di un fiato abbiamo costeggiato la costa occidentale, battuta da un forte vento. Il mare di un bel colore turchese è agitato e la salsedine penetra dai finestrini abbassati della nostra auto. Ci siamo fermati a Monolithos a vedere le rovine di un castello: la vista è suggestiva e il posto è da non perdere. Breve sosta e via, siamo arrivati nella penisola di Prassonissi: un sogno per tutti i surfisti. Tantissimo vento, mare agitato e tanta gente. È una lingua di sabbia bagnata da due mari (egeo e mediterraneo) con un promontorio all’orizzonte, su cui siamo saliti per scorgere meglio il panorama: fantastico. Di qua e di là tanti windsurf che si incrociano a forte velocità. Sulla spiaggia tantissimi camper. Qui abbiamo pranzato in una delle due taverne del posto: niente di speciale. Ma una sosta è necessaria, il vento ci ha strapazzati. Ci siamo tuffati sulla costa orientale dove il vento è più calmo e il mare è stupendo. Fino alla baia di Lardos si può vedere direttamente dalla strada una lunghissima spiaggia praticamente deserta e con un acqua in cui viene voglia di immergersi. Per quella prima giornata la nostra meta era un’altra: volevamo trovare una camera a Lindos per qualche giorno. Ci siamo lasciati la baia alle nostre spalle e siamo arrivati sul promontorio da cui si scorge Lindos: bellissimo, senza parole. Abbiamo lasciato la nostra auto nel parcheggio sopra al paese e abbiamo iniziato la nostra ricerca tra le tante stradine di questo angolo di Grecia scegliendo casualmente l’una o l’altra via. L’unica cosa da fare è chiedere e bussare alle porte delle casine con la scritta “Studios”: sono i nostri affittacamere. Così grazie alla cortesia del gestore di un bel hotel abbiamo conosciuto la nostra nuova padrona di casa. Da una porticina che dava sulla piccola via che conduce alla spiaggia del paese siamo entrati in un bilocale anni’50. Qui il tempo sembrava essersi fermato, unico elemento dei nostri tempi uno split per l’aria condizionata. Io e silvia ci siamo guardati e dopo aver contrattato sul prezzo abbiamo deciso che quello sarebbe stato per i prossimi giorni il nostro piccolo rifugio. Alla sera Lindos diventa ancora più bello. Oltre a una serie di negozi, ci sono tanti bar (molto curati) e tantissimi ristoranti forniti di terrazze con vista sulla baia della città e sull’acropoli. Ogni sera si può trasformare in una cena romantica. Dei ristoranti da noi provati, grazie anche all’indicazione della nostra padrona di casa, vi consigliamo “Agostino’s” (una taverna greca tradizionale con il suo bel terrazzo) e “Maria’s”, che benché sfornita di terrazzo, offre ottimi piatti locali. Nei giorni successivi abbiamo trascorso il nostro tempo nelle spiagge vicino a Lindos. La prima che abbiamo provato è quella principale del paese. Forse un po’ affollata (ma per essere ad agosto non c’era poi tantissima gente), con una spiaggia di sabbia attrezzata con lettini ed ombrelloni (costo di 7 Euro) ed un mare turchese. Nella seconda giornata abbiamo ripreso la nostra auto e ci siamo diretti verso sud in direzione di Kiotari. Con il nostro ombrellino abbiamo scelto di rimanere un po’ isolati: la spiaggia di sassolini è praticamente deserta e il mare è trasparente e molto profondo. L’ultimo giorno invece ci siamo diretti verso nord in direzione di Charaki verso “Golden Beach”. Credo che sia una delle spiagge che è piaciuta di più a Silvia: con la sua sabbia dorata e il mare trasparente hanno acceso in lei tanto entusiasmo. Lo dimostrano anche i suoi tanti bagni. Forse un po’ affollata, ma da non perdere. Quello che non dimenticherò di Lindos sono tra le altre cose le colazioni di paste fresche e succhi di frutta sulla panchina con vista mare assieme ai gatti del paese

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