Atene: Il Mandarino degli Dei

Sembra incredibile, quando non hai ancora disfatto la valigia del viaggio precedente, ecco che sbuca l’occasione di ripartire, anche solo per pochi giorni. Cerchi una meta e ancora una volta te ne esci dall’agenzia con un po’ di perplessità con ...

  • di HENRY II
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Sembra incredibile, quando non hai ancora disfatto la valigia del viaggio precedente, ecco che sbuca l’occasione di ripartire, anche solo per pochi giorni. Cerchi una meta e ancora una volta te ne esci dall’agenzia con un po’ di perplessità con dei biglietti in mano per tutta un’altra destinazione, non sapendo che vivrai anche questa esperienza con stupore e sorpresa per la bellezza e il fascino antico dei luoghi visitati... signori si riparte per... Atene: la Città degli Dei.

Con un volo favorevolissimo per orario e luogo di partenza, da Venezia partiamo alla volta di Atene con l’Alitalia.

Due ore circa di viaggio, con un breve scalo a Roma Fiumicino, e ci ritroviamo in suolo greco dove si respira ancora l’aria delle Olimpiadi appena passate. Recupero bagagli e l’avventura inizia con la ricerca del collegamento che ci porterà dall’aeroporto al centro della capitale.

Ah, dimenticavo non ci siamo presentati: io sono Enrico e gli altri compagni di viaggio sono Filippo Cristina e Giorgia.

Recuperiamo fuori dall’aeroporto un ticket del treno espresso che porta a Larissa Station, la stazione dei treni di Atene: in circa quaranta minuti attraversiamo colli e pianura e da subito facciamo l’incontro con le tipiche case bianche greche con gli stipiti delle finestre e delle porte color turchese come di solito mostrano le foto delle isole greche. Dal finestrino proviamo ad immaginare dove si trova l’Acropoli ma non si riesce a vedere; vediamo invece che le costruzioni si arrampicano fin su sulle colline circostanti e ciò non risulta essere proprio un bel paesaggio. Il tempo è dalla nostra, fa caldo ci sono circa venti gradi e per essere Dicembre ci va a meraviglia.

Arriviamo, scendiamo e ci dirigiamo a piedi verso l’hotel che in teoria dev’essere vicino alla stazione e a dieci minuti dal centro città, e così è! Prendiamo stanza all’Oscar Hotel, un carino e discreto tre stelle superiore con vista sull’Acropoli, depositiamo i bagagli ci sistemiamo un po’ e poi via subito alla scoperta della capitale.

Iniziamo a dirigerci verso il centro che il Sole è ancora alto, sono quasi le quattro e non abbiamo ancora mangiato, decidiamo quindi di fermarci a mangiare in un ristorantino un po’ spartano affacciato su Plateia Karaiskaki, le ragazze ordinano della buona carne e patatine fritte Filippo della feta greca e io faccio il mio incontro con il famoso baklava e il caffè: ecco basta prenderlo una volta per rimpiangere il nostro espresso, tuttavia... Rimpinguate le pance ripartiamo alla volta di Piazza Omonia circondata da grandi edifici, negozi e ristorantini, una strana opera d’arte moderna;é parecchio trafficata e piena di gente che va in tutte le direzioni. Dalla piazza si intravede tutta illuminata la collina di Lykavitós ( collina dei lupi) collegata tramite funicolare che parte dal quartiere elegante di Kolonaki.

Da Omonia proseguiamo verso Syntagma su la gran via Panemistimiou e passando davanti al Metropolis Megastore, allo splendido Titania Hotel incontrando baracchini che vendono dolcetti e pane al sesamo, banchi di frutta colorata e banane; incontriamo alla nostra sinistra e stupendamente illuminati in stile neoclassico la Biblioteca Nazionale con libri antichi, l’Università e il Palazzo delle Belle Arti: sono costruzioni davvero monumentali! Proseguendo la nostra camminata serale alla ricerca dell’Acropoli filmando e facendo foto a go-go sulla sinistra ci troviamo un palazzo bianco enorme illuminato a giorno: è l’Attica che il giorno dopo grazie ai cartelloni pubblicitari dell’underground scopriamo essere un grande magazzino, tipo Harrods, più grande ma alla portata di tutti...Otto piani di shopping, le ragazze impazziscono e noi maschietti le minacciamo di abbandonarle a sé stesse se solo provano ad entrarci! Restiamo soli, no dai scherzo! Proseguiamo fino ad arrivare a Plateia Syntagma (Costituzione) dove ha sede il Palazzo del Parlamento, come il Montecitorio ma quattro volte più grande e illuminato a dovere data l’importanza, ex palazzo reale fino al ’35; nello spazio antistante c’è il monumento al milite ignoto con soldato morente sorvegliato da guardie speciali (evzones) che danno luogo al cambio della guardia ad orari predefiniti. La piazza è centro nevralgico della città ed ospita l’Hotel Grande Bretagne, d’alto lusso che risale all’800 e che fu parte integrante della storia moderna (attentato a W. Churchill e quartier generale dei nazisti), parcheggiato fuori dall’hotel sorvegliato a vista da guardie armate stimiamo, per le auto presenti, più di qualche miliardo delle vecchie lire: vi rendete conto? Proseguiamo e increduli troviamo un’indicazione per la Plaka e l’Acropoli: ma la camminata è ancora lunga e ci perdiamo a guardare vetrine di ogni sorta dall’antiquariato al centro fitness e la gente che passa per strada. Giungiamo davanti a delle colonne bianche illuminate dal basso all’alto e scopriamo essere parte del Tempio di Zeus Olimpo, il tempio più grande mai esistito e di fronte a questa sorge l’Arco di Adriano: questi due monumenti segnavano il confine tra la parte greca e quella romana della città, simpatiche le incisioni che si trovano ai lati dell’arco! Dall’arco partiva la strada che portava al monumento a Lisicrate ancora oggi esistente nel quartiere di Anafiotika giusto sotto l’acropoli

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