Dimensione corfu'

Siamo partiti giorno 17 Agosto 2005 dalla nostra bella Sicilia per imbarcarci da Brindisi alla volta di quella che ci era stato detto fosse davvero un’isola carina. Come titolo di questo piccolo racconto di viaggio ho scelto “Dimensione Corfù” proprio ...

  • di Sara Musumeci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Siamo partiti giorno 17 Agosto 2005 dalla nostra bella Sicilia per imbarcarci da Brindisi alla volta di quella che ci era stato detto fosse davvero un’isola carina. Come titolo di questo piccolo racconto di viaggio ho scelto “Dimensione Corfù” proprio perché in alcune zone di questa fantastica isola ci si ritrova sicuramente in un’altra dimensione, dove il tempo e i luoghi si vestono di colori e profumi unici che insieme danno vita ad atmosfere capaci di avvolgere il più stressato dei turisti in un rilassante, profondo e caloroso abbraccio. Ma le sensazioni sono difficili da descrivere, quindi... comincio col descrivere la nostra avventura! Giorno 18 approdiamo a Corfù. Sono le 6 del mattino e tutto tace in una Kerkyra che comincia a svegliarsi tra tenui bagliori di luce. Usciti dal porto ci dirigiamo versa l’agenzia CorfùMare, dove incredibile ma vero, Claudio era lì ad aspettare quelli che per Corfù sono comuni turisti, ma per lui sono “pargoli” da assistere (grande Claudio!!!). Arriviamo in agenzia e dopo aver gustato un buonissimo caffè espresso “Dal Salernitano (non ricordo il nome!)...”, decidiamo di fare un primo giro al centro di Kerkyra e ci dirigiamo verso il centro, ossia verso la Spianada. Percorriamo la strada che costeggia il porto, passeggiando prima sotto la Nuova Fortezza e poi addentrandoci per una prima perlustrazione dei vicoli della città dove l’atmosfera è quella di “dame e cavalieri”, cioè ci si ritrova a fare un tuffo nel passato tra vicoli accoglienti in cui non si può non passeggiare pur non avendo una specifica meta.

Il pomeriggio lo passiamo nell’INCANTEVOLE Dassìa beach, dove sembra quasi di stare in una splendida piscina “naturale”: insomma un vero incanto.

La sera trascorre mentre restiamo seduti alla Spianada, che con le luci della notte diventa davvero un posticino romantico (qui decido di assaggiare un liquore tipico di Corfù senza, ahimè, chiedere circa gli ingredienti principali di questa “bevanda”... insomma ordino un Oùzo e mi vengono serviti un bicchiere con del liquido bianco e un bicchiere con dell’acqua; credendo che l’acqua fosse solo per dissetarsi, bevo il liquido bianco che forse sarebbe stato anche buono se l’avessi diluito insiema all’acqua che mi avevano servito – cosa che andava fatta ma che ho scoperto solo dopo!- e se non si fosse trattato di un forte concentrato di un’erba che odio: anice).

Dopo aver recuperato le forze (esauritesi durante il viaggio), giorno 19 cominciamo il nostro tour esplorativo avviandoci in direzione sud verso l’Achillion, sito nei pressi di Gastouri (dove si può gustare un ottimo pane cotto in forno a legna!). Ad Achillion si trova la famosa costruzione un tempo residenza della regina Elisabetta d’Austria (nonché Principessa Sissi): il palazzo, in stile neoclassico, è circondato da un meraviglioso giardino dove sono presenti numerose statue (statue di Shakespeare, di Achille Vinto e Trionfante, di Lord Byron e delle nove muse). Lasciata la residenza della principessa continuiamo il nostro giro passando per Benitses dove appena usciti dal paese intravediamo i resti del ponte del Kaiser (Guglielmo II), ponte che un tempo univa l’Achillion alla spiaggia per facilitare l’accesso del Kaiser nel periodo in cui l’Achillion divenne di sua proprietà. Continuiamo a scendere verso sud, e ci addentriamo nel villaggio di Moraitika, dove passeggiando per i vicoli incontriamo un gentile e simpatico anziano che parlucchia l’italiano; dopo una piacevole chiacchierata acquistiamo da lui (dopo essere stai nella sua cantina) del buonissimo olio di oliva, ovviamente greco e fatto in casa: un vero spettacolo per le nostre papille gustative! Nella passeggiata che ci riporta alla macchina, ci fermiamo ad aiutare due signore greche in quel momento intente a scaricare legna dal loro stracolmo fuoristrada: loro contente del nobile gesto continuavano a ripetere: “Italiano bravo.. Bravo italiano...”... : davvero simpatiche J A pranzo ci fermiamo da Spyros on the beach in Messonghi dove, oltre ad una spiaggia carina, c’è la foce dell’omonimo fiume. E’ la nostra prima esperienza culinaria greca e decidiamo di provare Gyros e Souvlaki, ed è anche la volta in cui ci innamoriamo del divino Tsatsìki (una bontà!) che diventerà il graditissimo tormento del mio compagno di viaggio

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