Gli oracoli degli dei

Alla riscoperta delle meraviglie della Grecia Continentale

  • di giubren
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dopo essere sbarcati dall’aereo nell’aeroporto Venizelos di Atene, raggiungiamo il nostro veicolo a noleggio. All’improvviso un nubifragio si abbatte sull’Attica mentre ci avviamo verso Capo Sounion… è ottobre e la Grecia ci accoglie con un tempo inusuale per chi è abituato a recarsi in questo Paese d’estate nelle sue meravigliose isole.

Alcuni tratti della strada sono allagati e le raffiche di vento hanno abbattuto lungo il percorso diversi rami degli alberi, ma riusciamo a raggiugere il nostro albergo situato proprio ai piedi delle rovine mentre la furia degli elementi sembra essersi finalmente placata.

Scorgiamo sul promontorio le colonne illuminate del grande tempio di Poseidone… è ormai notte e l’atmosfera tranquilla lascia già presagire il sole splendente della mattina successiva.

Un breve sentiero in salita dalla spiaggia ci permette di raggiungere il sito archeologico nelle prime ore del mattino e ci ritroviamo soli al cospetto dell’Egeo e delle candide colonne del tempio.

Capo Sounion, luogo magico di suggestioni e di miti, inaugura il nostro nuovo viaggio in terra ellenica alla riscoperta dei siti storici di epoca classica e di mistiche atmosfere orientaliste.

Le sedici superstiti colonne del tempio in stile dorico, si ergono maestose sul promontorio dal quale spazia una superba vista sul mare e le isole vicine.

Si pensa che il grande tempio di Poseidone sia stato realizzato dallo stesso architetto che in epoca classica costruì il tempio di Efesto nell’agorà Atene, tuttavia gli elementi atmosferici ed i terremoti non hanno garantito al monumento un analogo stato di conservazione: rocchi di colonne sono rotolati giù nella scogliera, altri giacciono ai piedi del grande basamento.

Lord Byron rimase talmente affascinato da questo luogo da incidere la propria firma su una colonna, a memoria imperitura del suo passaggio…

Più in basso, rimangono tracce delle fortificazioni e del basamento del tempio di Athena.

Mentre i torpedoni scaricano gruppi sempre più consistenti di turisti, ci dirigiamo a nord verso la regione della Focide.

Nei pressi del Parnaso, sostiamo nella piacevole cittadina di Arahova, stazione sciistica durante la stagione invernale. Gli edifici dai tetti di tegole ricordano in molti casi delle baite di montagna e si affacciano sulla verdeggiante vallata sottostante a quasi 1000 metri di quota; molto caratteristica la torre dell’orologio costruita su uno stretto sperone di roccia e che tutt’ora ricorda agli abitanti lo scorrere delle ore con i suoi puntuali rintocchi.

Nel pomeriggio, eccoci arrivati a Delfi, il leggendario luogo dell’oracolo del dio Apollo.

Il fatto di ritrovarsi quasi del tutto soli in questi luoghi altrimenti affollatissimi e quasi impraticabili nei periodi di alta stagione, amplifica le emozioni mentre si visitano le affascinanti rovine immerse in un paesaggio spettacolare di rara bellezza.

Delfi rivestiva un’enorme importanza per gli antichi greci che la consideravano il centro del mondo. Tutti i governanti delle poleis non mancavano di richiedere i vaticini all’oracolo del tempio di Apollo prima di adottare le più importanti decisioni (dalle dichiarazioni di guerra all’individuazione dei luoghi dove fondare nuove colonie) e la sua funzione perdurò anche in epoca romana fino ad estinguersi con l’imperatore Teodosio.

Alessandro Magno, Ciro il Grande, Giulio Cesare e Nerone sono soltanto alcune delle eminenti personalità che si recarono presso l’oracolo, a testimonianza dell’importanza che rivestì il santuario che, caduto in oblio per secoli, venne riportato alla luce grazie agli scavi che ebbero inizio solo alla fine dell’800.

La via Sacra che conduce al tempio di Apollo Pizio era fiancheggiata dai cosiddetti “tesori”, cioè da piccoli templi edificati dalle poleis di tutta la Grecia nei quali si custodivano le offerte votive ed opere d’arte di inestimabile valore. Molto ben conservati sono il grande teatro e lo stadio, nel quale si svolgevano i giochi pitici ogni 4 anni con atleti provenienti da tutta la Grecia

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