Peloponneso Tour

Come la maggior parte dei viaggiatori che parte alla scoperta del Peloponneso siamo sbarcati a Patrasso, da cui abbiamo subito proseguito per la prima meta da visitare da noi scelta: l’isola di Zante, o Zacinto. Quest’isola, infatti si trova a ...

  • di Deborah Muscaritolo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Come la maggior parte dei viaggiatori che parte alla scoperta del Peloponneso siamo sbarcati a Patrasso, da cui abbiamo subito proseguito per la prima meta da visitare da noi scelta: l’isola di Zante, o Zacinto. Quest’isola, infatti si trova a solo un’ora e un quarto di traghetto dal porto di Killini, a 80 Km da Patrasso (imboccare la strada giusta non è semplice, quindi una volta usciti dal porto girate a destra e andate sempre dritto seguendo le indicazioni per la National Road, poi troverete i cartelli per le varie città). I traghetti partono ogni due ore e fino alle 22 di sera. Le guide dicono che nel periodo estivo è quasi impossibile imbarcarsi senza prenotazione: noi eravamo due dei pochi passeggeri. Fate voi... Una volta sbarcati a Zacinto, capitale dell’isola, ci siamo diretti a Kalamaki, sulla costa meridionale. La zona, comunque, è “attrezzata” per i turisti e non è difficile trovare buone sistemazioni a prezzi ridotti.

La costa meridionale dell’isola, ovvero la baia di Laganàs, è la più adatta al soggiorno, sia per quanto riguarda i servizi offerti ai viaggiatori che per le bellissime spiagge sabbiose dal colore dell’oro e dalla trasparente e verde acqua marina. Queste spiagge fanno parte di un parco nazionale protetto in quanto utilizzate dalle tartarughe Caretta-Caretta per deporre le uova di notte. Una distesa di 14 Km è stata appositamente recintata e vietata ai turisti per proteggerle. Le tartarughe depongono le uova tra giugno e agosto ed è possibile vederle ma solo mentre nuotano in mare, tramite le gite in barca che gli isolani organizzano per i turisti. Un’altra escursione tra le più gettonate è il giro dell’isola in barca. Durante tutto l’arco della giornata si possono ammirare gli splendidi panorami che l’isola offre grazie alle sue coste rocciose che s’immergono nel mare formando grotte e giochi di colore. Da non perdere le grotte blu, così chiamate per il colore che assume il mare nelle loro vicinanze, la grotta dei delfini, così denominata perché se si urla all’interno della grotta l’urlo viene trasformato in un suono simile a quello prodotto dai delfini, e un paio di spiagge in cui la barca si ferma per concedere un bagno ristoratore agli ospiti, tra cui la “spiaggia del relitto”. Su questa spiaggia di sassolini, infatti si trova il relitto di una barca in passato utilizzata da commercianti di prodotti illegali. Durante un tentativo di fuga in piena tempesta, seguito all’avvistamento da parte delle autorità, il capitano è riuscito a far approdare la nave in questa spiaggia e a portare in salvo l’equipaggio e parte della mercanzia. Questo tratto di mare normalmente viene evitato, per superstizione, dai marinai ma la spiaggia del relitto viene invece presa d’assalto dalle barche di turisti. Solo recandosi sul posto è possibile rendersi conto del motivo, in quanto è impossibile spiegare la sua bellezza. Il mare, infatti, in quel punto assume improvvisamente un colore azzurro elettrico. Questo è dato dalla presenza di grotte sulfuree che liberano grandi quantità di zolfo.

Dopo aver lasciato la bellissima Zacinto abbiamo proseguito il nostro viaggio verso una delle mete storiche del Peloponneso: Olimpia, nell’Elide. Abbiamo trovato la città stranamente vuota di turisti nonostante fossero i primi giorni di agosto. Il centro è molto carino, fatto di viuzze e negozietti di souvenir. Il sito archeologico è decisamente l’aspetto più interessante del luogo. Da non perdere una corsa nello stadio in cui si svolgevano le olimpiadi dopo aver fatto un’entrata trionfante passando sotto l’arco che ne dà l’accesso. Molto interessanti anche il museo dei giochi olimpici che mostra curiosi oggetti utilizzati nelle gare e il museo archeologico, con le statue della Nike e dell’Hermés

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