La Grecia in Vespa

Alla scoperta della mitologia greca in sella al mito italiano

  • di stefifasan
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questo è un diario di un viaggio fatto qualche anno fa (2006) ma che per il percorso e la tipologia risulta a mio avviso ancora molto attuale.

In fase di ideazione di questa avventura, l’unica cosa che ci era chiara era la voglia di fare una decina di giorni in sella alle nostre affezionate Vespe, la meta e il tragitto sono venuti un po’ per caso ma è stata probabilmente la decisione più bella e affascinante che potevamo prendere:

Percorrere un’incantevole Grecia costeggiando il Peloponneso da Patrasso a Corinto,visitare Micene Nauplia e Epidauro per poi inoltrarsi nell’Attica con la sua indescrivibile Atene ed arrivare fino a Capo Sounion dove godere di un tramonto mozzafiato per poi riprendere la strada del ritorno.

La Grecia,percorsa così,su due piccole ruote di motorini storici e affascinanti che ci hanno accompagnato per i quasi 1500 km percorsi facendoci godere di strade,buche,panorami,monumenti,spiagge e persone deliziose che ci hanno aiutato nelle piccole difficoltà.

Venezia - Patrasso... e l’avventura inizia

E così è deciso,si parte in una piovosa giornata di agosto dal porto di Venezia con le vespe cariche di troppi bagagli (comprese tende da campeggio mai usate) e con l’euforia e l’entusiasmo di 6 amici che si apprestano a fare un viaggio che per sempre resterà nel loro cuore.

Sbarchiamo a Patrasso di sera dopo 30 ore di navigazione con passaggio ponte e troviamo subito un ostello davanti al porto dove poterci riposare e rinfrescare.

Questo economico alloggio è la casa abituale di venditori ambulanti che con la pelle di ebano e lo spiccato accento romano ci invitano a non chiudere le vespe descrivendoci la lealtà e il rispetto del paese che ci ospita,ascoltiamo affascinati ma preferiamo non abbandonare le abitudini e leghiamo i nostri mezzi con lunghe,grosse e pesanti catene.

Facciamo poi una semplice cena in uno dei tanti ristoranti del porto,mangiamo una pannocchia abbrustolita a bordo strada e andiamo a dormire nel forno che chiamano camera impilati come libri negli scaffali.

Dopo la notte claustofobica in questo affollato ostello,siamo pronti a percorrere le strade Greche.

La lunga strada verso Corinto

Il tragitto per Corinto ci fa subito capire che lo stato delle strade che percorreremo non sarà esattamente quello a cui siamo abituati.

Un susseguirsi di buche (alcune particolarmente importanti) mettono a dura prova le nostre schiene,gli ammortizzatori e gli pneumatici ma un minimo di pezzi di ricambio ce li siamo portati (schiene a parte) quindi i piccoli inghippi diventano parte del viaggio e scuse per soste veloci,comunque il paesaggio è talmente bello che la stanchezza si fa sentire solo all’arrivo.

Lungo il percorso attraversiamo piccoli paesi,distese infinite di campi ingialliti dal sole,costeggiamo un mare dalle mille sfumature di blu e ci fermiamo a mangiare in una trattoria sulla costa,curata ed economica,dove,aspettando un pasto veloce (un insalata scelta a caso dato che il listino era completamente in greco) cerchiamo refrigerio tuffandoci nel limpido mare che si confonde con il blu intenso del cielo.

Ripartiamo dopo un bicchierone di caffé freddo per raggiungere Corinto e la giornata trascorre veloce come veloce corre il rovente asfalto sotto le ruote e nella frenetica Corinto troviamo alloggio in un albergo caotico e freddo che nulla ci offre più di un letto per riposare.

Sole mare e pesce fresco

Al mattino ci rimettiamo subito in sella alla ricerca di un alloggio più confortevole e,scendendo lungo la costa del Peloponneso,troviamo il posto perfetto per noi: un affittacamere semplice e pulito che con soli 15 euro a testa ci offre una comoda camera e un parcheggio in pole position davanti al bancone della reception perché il simpatico titolare,che è un vero appassionato delle due ruote in particolare di quelle italiane,ha da subito un occhio di riguardo nei nostri confronti

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