Karpathos, il cuore della grecia

Vi racconterò, con motivato entusiasmo, la nostra indimenticabile vacanza in quest’isola: KARPATHOS. L'abbiamo girata DA CIMA A FONDO a bordo di un portentoso QUAD 260cc, in una settimana, con questo mezzo prenotato on-line 3 mesi prima, visitando i luoghi principali ...

  • di Focusblu80
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Vi racconterò, con motivato entusiasmo, la nostra indimenticabile vacanza in quest’isola: KARPATHOS. L'abbiamo girata DA CIMA A FONDO a bordo di un portentoso QUAD 260cc, in una settimana, con questo mezzo prenotato on-line 3 mesi prima, visitando i luoghi principali e molto di piu' con l’aiuto di cartine dettagliate preparate dall’Italia, elenchi delle spiagge e paesini, ed itinerari studiati a tavolino tempo prima, che poi si son rivelati azzeccati,visitando spiagge meravigliose, conosciute e meno conosciute, luoghi caratteristici, paesaggi ancora incontaminati, realtà capaci di farti apprezzare la semplicità delle cose, della gente, che fanno parte di questo meraviglioso mondo a parte della Grecia. Spero di trasmettervi almeno in parte, a parole, le emozioni che abbiamo provato noi, Andrea e Nicoletta, durante il nostro soggiorno, se avrete la pazienza di leggere tutto, nei dettagli.

Settimana dall' 11 al 18 Agosto 2009, e partenza da Milano Malpensa, compagnia Neos, col miglior catering in volo che mi sia mai capitato fin’ora. Atterraggio un po brusco all’aeroporto di Karpathos, per via del vento che, soltanto dopo essere scesi dall aereo, ci siamo resi conto essere di grande intensità: il sognor Meltemi fa subito capire che è lui a comandare qua, ed ha ragione. La prima impressione che si ha, scendendo dall aereo, e’ quella forse di sentirsi un po’ sperduti, spostati da quel vento che ti vuol portare dove dice lui, e scorgendo pochi dettagli all’orizzonte, essendo in una zona pianeggiante. Ma basta salire sul pullman e fare qualche kilometro in direzione Pigadia, la capitale, per capire che si e’ di fronte a tutta un’altra cosa. Durante il tragitto che ci portera’ all’ Hotel Oceanis, il nostro alloggio, riconosco gia’ alla mia destra le numerose spiagge dove i surfisti sfrecciano l’uno a fianco all’altro, poi ancora avanti l’isolotto di Mira, e ancora la baia di Amoopi con le sue spiagge incantevoli, fino ad arrivare alla capitale, Pigadia appunto, per sistemarci nel nostro hotel. Oggi e’ MARTEDI 11. L’Oceanis si presenta abbastanza grazioso all’esterno, all’interno una bella hall e la saletta per la prima colazione, costituita da biscotti pieni zeppi di cannella e sesamo: tanti colori ma stessi sapori. Io mi ero innamorato degli unici che non avevano quel sapore, ovvero delle specie di baci di dama con dentro una marmellata un po collosa che li teneva attaccati, tipo biscotti Bistefani, ma buoni da inzuppare. Del pane scuro, prosciutto cotto, formaggio, uova, l’immancabile yogurt col miele, aranciata un po insipida e martellatine alla fragola e pesca, anche se quelle alla pesca, non so perché, sanno un po di arancia, o almeno a me han dato questa impressione. Le camere: non so se son tutte cosi’, ma a noi e’ sembrata piccolina, con un balcone che era triangolare, ed il tavolo con 2 sedie che lo occupano tutto. Se vuoi andare in bagno, basta seguire una simpatica crepa che va dal balcone alla porta dei servizi, passando sotto il letto. Ovviamente senza bidet, quindi per lavarsi ognuno si sbizzarrisca come vuole! Ah, spettacolare la doccia! Praticamente c’e’ il piatto doccia con la tendina che pero’ quando la vai a chiudere prende anche il water, cosi se non stai attento allaghi tutto quanto il bagno quando ti lavi... e infine aria condizionata e frigobar compresi. Alla fine comunque si sta bene lo stesso, anche perche noi in quella camera staremo solo per dormire. Vista mare? Certo! Ma con una casa davanti. Ah ah! Ma chi se ne frega, infatti ci siam fatti una risata e siam scesi subito. Scesi per cosa? Per andare all’Euromoto per confermare che domani mattina ci diano il quad prenotato. Sorpresa: ce lo danno sin da stasera! Arrivera’ alle 19. Ci consigliano nel frattempo di andare a visitare la spiaggia di Pigadia intanto per non far troppa strada ma, avendola gia addocchiata, e somigliando molto alla nostra spiaggia di Senigallia, la scartiamo, su consiglio anche si altri turisti. Quindi? Per non perder tempo, chiamiamo un taxi dall’hotel, e ci facciamo portare ad Amoopi, visto che abbiamo ben 5 ore per vedere tutta la baia. Il taxi ci prende 10 euro ad andare e 10 a tornare, dall’hotel alla baia, alla fine anche ragionevole. Dopo diverse curve prese quasi di freno a mano dal taxista, arriviamo alle spiagge di Amoopi: e qui... ecco... abbiamo gia dimenticato il nostro mare e le nostre spiagge, perche queste sono di una sabbia fine, lievemente degradante verso il mare, e fatti 2 passi ti aspetta un’acqua cristallina, dove vorresti solo che tuffarti e, tirandoti su, dopo aver guardato all’orizzonte, quell’acqua che diventa subito blu per la sua purezza, quel blu che io nel mio cuore chiamo “blu Greco”, essendo anche il mio colore preferito. Grotticelle dove puoi entrare e fare delle meravigliose foto, dei tuffi insieme ai pesciolini, e man mano che vai verso sud le spiagge diventano di ghiaia, con la solita acqua meravigliosa e sempre meno gente, rimpicciolendosi le calette, ma facendosi sempre piu graziose ed affascinanti da scoprire! Siamo stanchi, sfiniti, siamo in piedi da ben 30 ore, affamati, assetati, ma la prima cosa che facciamo e’ buttarci in acqua, perche anche quest’anno riusciamo a staccare una settimana, staccare dalla solita vita, e dal nostro solito mare che vediamo da maggio a settembre! [[[Faccio una premessa: come gia detto, noi abitiamo vicino al mare (Jesi e Chiaravalle), percio per 5 mesi ci facciamo ogni volta le nostre belle 8 o 9 ore di fila (a volte anche di piu’) in spiaggia, ed in questa vacanza il nostro obiettivo non e’ quello di arenarsi tutto il giorno in una sola spiaggia come facciamo a casa nostra, o come possono giustamente fare persone che non hanno la fortuna come noi di avere il mare vicino casa, ma bensi’ di vedere e gustare il piu possibile cio’ che questa isola ha da offrire, visitando diverse spiagge , stendendoci al sole qua e la’, facendo bagni dappertutto, e visitando anche l’entroterra]]]. Stavo dicendo, in queste 5 ore ci concediamo bagni e stravaccamenti al sole lungo tutta la baia,e un bel pranzetto all GOLDEN BEACH, nella prima spiaggia da noi visitata, con un bel piatto di MAKARUNES (pasta di grano fatta a mano con cipolla soffritta e formaggio di capra grattugiato fresco), un’orata e una bella insalata greca. Immancabile il vino RETZINA, aromatizzato, sara’ il nostro “accompagnatore turistico” di questa vacanza... Gia’ vedendo i prezzi del pesce ti vien voglia di non tornare piu’ in Italia.Visitiamo tutte le spiagge della baia, e cioè le spiagge di POTAMI, PERA AMMOS, KASTELIA e altre 2 piccole calette piu' a sud, fino ad arrivare, alla fine, ad un promontorio che offriva una splendida panoramica di tutta la grande baia di Amoopi. Arrivano le 6 del pomeriggio, e siamo ancora piu stanchi e straziati. Ma e’ una “bella stanchezza” come la chiamo io, e la giornata non e’ finita! Torniamo in taxi, ed andiamo subito all’ Euromoto, dove gia vedo il mio quad pronto. Lo guardo, e so che sarà grazie a lui ch vedremo tutto, e si rivelera’ un portento! E’ un LINHAI 260cc di cilindrata, trazione posteriore. SUBITO quelli che ti affittano i mezzi, o almeno il mio ed altri che ho sentito, ti fanno vedere la cartina e ti PROIBISCONO di andare oltre Spoa per lo sterrato che porta ad Olimpos. (Certo, se si trattasse di andare con un'auto normale o uno scooterino avrebbero anche ragione) Io dico loro “Si si, certo” , mentre intanto guardo il mio quad che ha ruote enormi tacchettate tipo Caterpillar, marce ridotte, telaio a 30 cm da terra, e un pulsante sconosciuto sotto l’accensione che secondo me era il lanciamissili... ma chi volete prendere in giro!!! Non date loro retta! Vi diranno cosi perche vogliono che affittiate una moto enduro o un fuoristrada per dar loro piu soldi, oppure vi dicono di andare con la barca che parte da Pigadia, SCONSIGLIATO da tutti, sia per il prezzo che per il tipo di escursione. Infatti una volta che sarete ad Olimpos non potrete piu muovervi, dovrete stare ai loro orari di rientro, e il paese di Avlona, le spiagge di Vananda, Papa Minas, Aghios Minas, Ormos Nati e Agnondia ve le scordate! Vi dico queste cose in riferimento di quanto mi e’ stato raccontato in modo UNANIME da tutti coloro che hanno preso la barca per andare ad Olimpos! Poi ognuno fa come vuole! Prendo subito mano con il quad, Nicoletta dietro non riesce ad appoggiare i piedi nel poggiapiedi,la sella e’ un po alta, ma si tiene bene con le mani nel portapacchi posteriore: questo coso derapa che e’ una meraviglia ad ogni aperta di gas in curva! Si rivelera un puro divertimento! Decidiamo di andare a cena, nell’unica taverna di cui non ricordo il nome, perche era buio, avevamo le energie in riserva, e non facevamo caso a nulla di dettaglio! E la penultima taverna che si incintra andando verso lungo il porto ma verso il paese, quindi lontano dalle famose Sofia’s Place e Romio’s ecc...Comunque mangiamo un ottimo Pastisio (pasticcio di carne e pasta), Moussaka (pasticcio di melanzane e carne), e insalata greca. Ah, il Retizna dove lo mettiamo? Preso! Andiamo subito in camera, senza passare dal “Via!”, e cadiamo in coma sui nostri letti! Che giornata bellissima, e siam solo alla prima! MERCOLEDI’ 12: Alle 7,15 siamo gia a far colazione, come sara’ in tutta la vacanza, per sfruttare a pieno la giornata, pertanto alle 7,45 – 8 saremo sempre gia per strada col motore acceso. Oggi visiteremo alcune spiagge della zona est. Il quad sull’asfalto necessita di un po di pratica, in quanto prendendo curve a circa 50km/h in curva tende a sollevare la ruota interna, come per cappottarsi, non avendo il differenziale posteriore, per cui bisogna giocare di gas e lasciarlo derapare dolcemente. E’ cosi’ che lui vuole fare, perche funziona cosi, e io con un po di pratica lo assecondo, a meno che non vogliate andare sempre a 20 km/h , allora non ce’ rischio. Ma un po di divertimento ci vuole, no?  Facciamo il pieno, 12 litri di serbatoio, e una media di 13 km con un litro ad andatura normale (piu assetato nel fuoristrada ovviamente). Ci dirigiamo a nord, partiamo in canottiera, ma piu si sale piu il vento si fa fresco, fino ad arrivare nel punto di massima intensita’, ovvero all’incrocio dove a destra ti manda a Spoa e a sinistra ti manda a Mesochori. Li’ e’ veramente forte, contrario, e il quad fa 40 km/h a manetta, poverino! Ci dirigiamo verso Spoa per poi scendere verso Aghios Nikolaos, per una strada asfaltata divertentissima, piena di tornanti, e li’ col quad impari per forza! Mentre scendo, verso la fin della strada, con la coda dell’occhio scorgo una strada sterrata che va parecchio in salita, e faccio finta di nulla, ma gia’ so che quello e’ lo sterrato che porta ad Aghios Joannis, la spiaggia che si rivelera’ LA PIU BELLA DELL’ISOLA, ma ve lo raccontero’ dopo... Intanto siamo ad Aghios Nikolaos, spiaggia di sassolini fini, con rocce che contornano il paesaggio... una tavernetta in alto. Facciamo un bagno, prendiamo il sole, relax, siamo ancora soli essendo le 9 di mattina, e poi inizia ad arrivar gente, e conosciamo due coppie di Milano che ci raccontano dove sono stati in settimana, e ci si scambia cortesemente consigli e sconsigli! E’ incredibile, a TUTTI i turisti quelli dei rent dicono di non andare ad Olimpos se non con una moto enduro, con una jeep o con la gita in barca! Pero’ ti permettono di andare agli sterrati delle zone sud ovest, e addirittura a Kato Lakko, dove ce’ uno dei peggiori sterrati dell’isola! E’ una gran contraddizione! Va be’, andiamo avanti... Dunque, da Aghios Nikolaos ci dirigiamo verso la Spiaggia di Apella, ed oramai e’ l’ora di pranzo! Fatta la strada per arrivarci...Mi si chiude lo stomaco: ve la descrivo? Date in mano un pennello ad un pittore, lasciatelo guidare da un poeta, e vi dipingera’ questa spiaggia. Io mi commuovo di fronte a certe cose, son fatto cosi, lo sono anche ora che ve la sto descrivendo. Non sapevo cosa fossero i colori prima di vedere questa spiaggia, il verde degli alberi, il blu dell’acqua, il chiaro della spiaggia...E laggiu’, quella barchetta ormeggiata al lato della spiaggia che ogni tanto suona la campana...Da un anno la vedevo solo in foto. Ora ce lho davanti agli occhi. Cosa faccio. Quello che puo fare un semplice turista quando si trova di fronte a qualcosa che sogna da tempo... la guarda, pensa “ora ci sono, son qua”. Ed inizio a sparare foto peggio di un cinese (in quest’isola mi son superato, ne ho scattate 1.555 in 7 giorni) . Stendiamo l’asciugamano, un bel bagno, siamo gia cotti dal sole, e andiamo a vedere la spiaggia a fianco ad Apella, dopo un sentierino di una ventina di minuti, dal quale si possono fare foto spettacolari delle 2 spiagge. L’altra spiaggia a fianco e’ bellissima abch’essa, ma troviamo il mare un pochino piu mosso ,ma sempre incantevole, dove la gente arriva anche a nuoto. Che pace, spero che tanta altra gente come me abbia provato le mie stesse emozioni! Torniamo indietro dopo una bella passeggiata, ed andiamo a pranzo nella taverna sovrastante, con spiedini di maiale e calamri fritti. Si si, Retzina ! Riandiamo in acqua, altro sole, e dalla spiaggi facci ofoto ad essa con sullo sfondo i monti...Si , i monti... che domani mi porteranno ad Olimpos. Secondo me l’accostamento mare e montagna e’ il migliore del mondo per un luogo, perche unisce caratteristiche differenti in un unico ambiente, e da’ il senso di completezza, di unione, una visione di insieme che rende quest’isola qualcosa di unico. E questo lo sapevo gia prima di partire. Lo sapevo. Sono le 15,30, ci siam presi un bel sole! Gia qualcuno torna in albergo! Cosa?? Noi accendiamo il “trattore” e ci dirigiamo a Kira Panagia, anch’essa spiaggia molto caratteristica, ma non come Apella, e comunque degna del nome “spiaggia”. Stendiamo l’asciugamano, e decidiamo dia andare a far 2 passi verso la chiesetta, dove ce’ la famosa CAMPANA: dicono che se la suoni ritornerai nell’isola... quindi io ho provato ad infilarmici con tutta la testa, ma non ce lho fatta, percio mi son limitato a dargli un po di pugni con le nocche, in quanto mancava il pendolo dentro... Si fanno delle belle foto con la campana avanti e la spiaggia dietro, o con i fiori in basso! Abbiamo preso un sentiero per stare un po all’ombra, che poi abbiam scoperto portare alla spiaggia vicina di Kato Lakko, ma l’abbiam fatto solo per meta’, perche diverse piante con spuntoni stavano infierendo sulle nostre gambe, percio torniamo indietro, e dopo aver oziato un po’ in spiaggia (troppo affollata), decidiamo di andare a vedere la spiaggia vicina di Kato Lakko, col quad. Guardate, state attenti perche in certi tratti la strada e’ pietosa, sterrata, con solchi anche di 30 cm a volte. Per tornar su in certi punti il quad mi si metteva su 2 ruote, e dovevo sterzar dall’altra parte per non cappottarmi! La spiaggia di Kato e’ molto caratteristica, anche se noi abbiam trovato mare mosso, ma anche in quel modo e‘ molto suggestiva, con una specie di accampamento con tavolini e frigobar abbandonati (essendo le 17,30 circa), ed eravamo COMPLETAMENTE soli... ecco... ambiente ideale per un po di ...Relax... Ripartiamo, si sta facendo tardi, e decidiamo di cenare a Pigadia da MAMMA MARIA, dove ci portano dell’ottimo SAGANAKI, formaggio locale fritto, e un bel piattone di pesce con orata, pesce spada, calamarone, polipone, gamberoni, riso, verdure e patate, costo del piatto 35 euro in 2 , ottimo direi, Dopo cena ci fermiamo da ACHILLION, dove fanno dell’ottimo yogurt con miele, e gentilmente il proprietario mi lascia il barattolo di miele, avendo capito di aver a che fare con un’ottima forchetta...  . Passeggiatina digestiva per i negozi del paese, una bevuta al LIQUID BAR, dove le consumazioni costano quanto da noi (ahime’), e poi a nanna. GIOVEDI’ 13: oggi e’ il giorno, il giorno di Olimpos. Il quad sembra ben collaudato per il fuoristrada, e anche se non lo fosse, lo collaudero’ io nei 18 kilometri di sterrato che separano Spoa dal lontano paesino. Oltre al pieno, ci portiamo dietro 3 bottiglie da 1,5 litri di benzina, sistemati accuratamente dentro una borsa termica portata da casa (gia’ previsto). Dopo una colazione leggera, alle 7,45 si parte, perche vogliamo arrivare ad Olimpos prima che arrivino le mandrie di turisti con le imbarcazioni e con i fuoristrada. Arriviamo a Spoa, il vento si fa forte, ci sfida, e noi a testa bassa, gas a manetta. Un cartello impolverato indica “Olimpos”, come se fosse qualcosa di lontano,irraggiungibile, con dietro quelle nuvole basse, quasi alla tua altezza, come se volessero minacciarti...Inizia lo sterrato. All’inizio ce’ qualche piccola roccia che sbuca dal terreno, ma sono basse, arrotondate..Poi alzo la testa, ce’ la prima curva, il vento alza dei mulinelli di polvere e sassolini...Ci buttiamo dentro ad occhi chiusi, e li passiamo. Vado piano solo perche’ ancora ho nelle orecchie la vocina stridula della ragazza del rent che mi proibisce di fare lo sterrato perche il mio “mezzo” non e’ adatto... non e’ adatto... ma piu’ passa il tempo e piu mi rendo conto che sto quad e’ uno spasso, tira come un bufalo, perche ogni tanto do’ della accelerate, e lui sgomma alzando un polverone, perche ha la coppia motrice concentrata ai bassi regimi, e quelle ruotone tacchettate i sassi li sbriciolano...Ma contino ad andar piano, di cuor mio. La strada continua, sembra non finir mai, ci sono dei bellissimi panorami, scattiamo foto, incontriamo dei bivi, e dalla mia cartina capisco che sono quelli che a sinistra portano alla spiaggia di LIMERI, e alla destra portano ad AGNONDIA, AGHIOS MINAS e ORMOS NATI. Nel percorso si incontrano tante ruspe, scavatori, camion e mezzi strani per lavorare la roccia, sembrano abbandonati, pieni di polvere, ma sicuramente basta lasciar fermo lì qualunque cosa anche solo per un giorno, che il giorno dopo la ritrovi completamente sommersa dal pulviscolo. Per mesi dall’Italia ho chattato con gente del posto, chiedendo loro anche informazioni riguardo all’asfaltatura di questa strada, e mi hanno risposto che i lavori si interrompono sempre sia per mancanza di fondi, sia per interessi economici e politici, e non sanno se mai finiranno... e non so se convenga a questo punto, vi diro’ poi il perche’. Dopo curve e curve, vediamo una lapide di chi li’ ci ha perso la vita, chissa’ come avra’ fatto, anche perche secondo noi, a meno che non si sia degli imprudenti, l’unico pericolo reale che si possa incontrare e’ il fatto di imbattersi in delle frane improvvise, quello si’, o magari delle fortissime folate di vento. Andiamo avanti, a volte la strada si stringe ma poi si riallarga: pertanto e’ PERCORRIBILISSIMA con quad, fuoristrada, auto (purche’ non si sia in troppi da toccar la parte inferiore, moto enduro e, con eroica determinazione, anche con uno scooter (ne abbiamo visti diversi), purche' si vada piano ovviamente. Insomma, lo sterrato e’ lungo, si, ma non e’ il peggiore dell’isola, e si percorre bene Eccoci, da dietro un monte esce qualcosa, sono delle casette, bianche, arroccate su una montagna, e andando avanti il paesaggio si ingrandisce... che meraviglia, guarda dove abitano quelli! E’ Olimpos! Da lontano sembra quasi di avvicinarsi ad un presepio, qui vige il silenzio, e si sente solo il soffio del Meltemi, che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Parcheggiamo il caterpillar (il quad tralaltro e’ giallo), ed entriamo nel paesino. Sono le 9.30 circa, siamo SOLI, non ci sono ancora i turisti, e ci godiamo il giro! All’inizio gia’ una vecchietta baffuta ci invita a mangiare nella sua taverna. Lei e’ vestita con il classico abito variopinto secondo la loro tradizione, ed andando avanti se ne incontrano altre, tutte gentili e cortesi. Ti abbracciano, ti invitano ad antrare nei loro negozi, ti raccontano storie, sono ospitali ma mai invasive, mai soffocanti. Non so, ma era come se fossero tutte mie nonne, non tanto per i loro modi di fare, ma per il modo in cui si comportano con te. Anche perche, guardando una anziana signora, sugli 85 anni, seduta su una sedia, in una casetta li’ vicino, da sola, che guardava il panorama, senza parlare con nessuno, ho notato una cosa, dentro di me: che loro quelle tradizioni, pur mostrandole al pubblico, ce le hanno dentro. Per quanto io non sia ne’ poeta ne’ psicologo, quando quella vecchietta si e’ girata per guardarmi, io quelle montagne, quei paesaggi, quei luoghi e quelle tradizioni le ho viste nei suoi occhi, e dopo avermi sorriso, si e voltata, di nuovo, a guardare di fronte a se’, la montagna, con quelle casette sparse. Io son rimasto fermo li’,commuovendomi, da solo, e poi son ripartito, chiedendomi chissa come si vive qui, cosa si prova, cosa si sente dentro, come si chiede qualunque persona che sa di essere di fronte ad una cosa che non avra’ mai, che non potra’ mai fare. Quel senso di irraggiungibilità che ti lascia dentro sia mistero che angoscia. Io dico che l’importante e’ viverla al momento, e poi si vedra’. Continuo il mio giro, tra le case caratteristiche, mulini a vendo diroccati, panorami mozzafiato. Si’ perche dalla chiesa di XRISTOS si fanno delle foto da paura verso ANAPROSOPOS, a strapiombo sul mare. Se dalla chiesa ti giri verso il basso, riesci a vedere anche la spiaggia di FYSES, facendo delle belle foto zoommate. Siamo ancora soli, e dopo alcune foto con le vecchiettine simpatiche e baffute del luogo, ed aver acquistato olio, miele, spezie, centrotavola e manufatti vari del luogo, andiamo a mangiare alla taverna TO MILOS, dove ce’ l’unico mulino a vento ancora funzionante. Mangiamo MAKARUNES (che qui son fatti di pasta lunga a differenza delle zone del sud), polpette fritte di zucchine e fiori di zucca ripieni con riso e verdure, tutte cotte nel forno dalla vecchina della taverna. Sublime! Tutto quanto, con LOUKUMADES (palle di pane fritte con miele e sesamo) in omaggio! Ah, la retzina, certo! Dopo un’oretta, il mio stomaco ha ancora un languorino, cosi ci fermiao in una taverna dove ce’ un cartello con scritto “try our loukumades”. Detto fatto:parlo con un signore che acconsente, esce e dopo un po ebtra una vecchietta che sembra imprecare, e si mette all’opera:dopo 20 minuti ti tira fuori un piatto con una ventina di loukumades, caldi, ma buoni, buonissimi! E’ da farci il pranzo! Il tutto a soli 7 euro! Che bonta’! Usciamo per evitare che la sigora ci pesti, e proseguiamo il tour del paesino. Dopo averlo girato da cima a fondo, sono oramai le 14 circa, salutiamo tutti,m foto con le donnine, e torniamo dal quad impolverato. Carico un paio di bottiglie di benzina nel serbatoio, per sicurezza, e mentre gran parte della gente torna indietro, noi andiamo avanti, in direzione DIAFANI, porticciolo che si raggiunge con una strada asfaltata, piena di curve, con la quale inizio a far derapare per ben il quad sull’asfalto in curva, mentre Nicoletta si tiene stretta dietro sul portapacchi con le gambe a spenzoloni, e dicendomi qualche parolaccia quando il quad “scoda” un po’ troppo all’apertura del gas. Ha ragione, ma sto quad ti prende troppo! Diafani e’ carina, un porticciolo, cou una fontanella caratteristica, taverne e una bella vista sul mare...Ma npi andiamo oltre: oltre diafani, parte uno sterrato che passa tra muretti di mattoni, campi ed ulivi, dove alla destra ce’ lo sfondo azzurro azzurro del mare. E’ una strada bellissima, sterrata, dove il mezzo slitta che e’ un amore. Raggiungiamo cosi’ la spiaggia di VANANDA, di ciottoli, con acqua limpida, e una chiesetta in cima ad una roccia. Bagno rigenerante, un po’ di sole, relax! Dopo un’oretta e mezza ripartiamo, torniamo ad Olimpos, i pullmann riportano la gente indietro, e noi ci riallontaniamo, andiamo a visitare il paesino di AVLONA, a 20 minuti da Olimpos. E’ molto suggestivo, e’ un po’ appoggiato su una collina, e a valle ci sono tutte le loro coltivazioni..E piu’ avanti ancora... sembra esserci il nulla, Sembra quasi un paesaggio astratto, di un suo fascino personale. Allora, questa Olimpos VALE la strada da affrontare, vale le belle parole dette dalla gente su di essa, vale tutto cio’ che per “sentito dire” su questo paese si vivifica poi una volta che sei la’, perche io ci ho pensato, e non ero la’ per aspettarmi chissa’ cosa di mastodontico, ma mi sono solo lasciato andare da cio’ che avrei trovato, e questo presepio mi ha riempito il cuore, con qualcosa di semplice, di speciale, di unico, quella manciata di abitanti arroccati lassu’ come se Dio avesse voluto sistemarli la’, in cima al mondo, per Sua volontà, perche riflettendoci’ bene e’ la che sei, in cima al mondo, ed e’ un grande dono quello di poter vivere anche solo per alcune ore realta’ che ti fanno dire tra te e te che forse il mondo non fa poi cosi’ schifo come a volte pensiamo nei momenti piu brutti della nostra vita, Quando qui sono in cima ad una terrazza, e sento il vento che mi soffia contro con forza, tanta forza, e da lontano vedo montagne alte, e sotto subito il mare, con le onde che si infrangono nelle rocce a strapiombo, irraggiungibili, e poi mi giro verso il paesino vedendo gente che li’ ci abita,chi per alcuni mesi chi per tutto l’anno, so che tutto e’ possibile, e che la “bellezza” di una cosa non va giudicata solo dall’apparenza, ma anche dal contesto in cui essa e’ inserita. Sono queste le motivazioni che per me hanno reso Olimpos qualcosa di unico, di reale e sincero. Ma e’ una mia impressione, e ognuno ha la sua. Ma questa e’ la MIA Olimpos, poi sta ad ognuno ricavarne le impressioni che vuole. Spero solo che anche altri abbiano avuto le stesse sensazioni che ho avuto io. A questo punto, vorrei che non asfaltassero mai lo stradone sterrato che porta fin qua, perche gia’ solo quello ti da’ l’idea di quanto sia isolato quel luogo, di come tu te lo debba “guadagnare”. Se la asfaltassero, con l’arrivo del turismo di massa, sarebbe la morte spirituale di questi paesaggi, della loro semplicita’, della loro singolarità. Ed e’ lo stesso parere che ha la gente del posto, pertanto, spero rimanga tutto cosi’,com’e’ ora. Ok, sono le 17,00 , svuotiamo l’ultima bottiglia di benzina e ci dirigiamo verso casa, ci aspettano quasi 2 ore di viaggio! Tornando, lungo lo sterrato di ritorno, premo di piu’ il pollice per dare gas, e piu’ glie ne dai piu’ ne vuole, perche nelle curve (quelle piu’ larghe e sicure) il quad scoda che e’ un amore, e si controlla bene, lasciamo tanta polvere, e il motore col suo rombo secco non da’ cenni di esitazione. Ci divertiamo tanto per tornare, e’ bellissimo gente, questa strada e’ divertentissima! Arriva l’asfalto, abbiam gia’ finito la strada , ma non la giornata, perche tornando passiamo a vedere i paesini di APERI, VOLADA E OTHOS. Ad Othos so gia’chi c’e’, lo so, c’e’ YANNIS HAPSIS, un signore di eta’ molto avanzata, che per passatempo dipinge paesaggi su lastrine di terracotta. Lo cerco, e lo trovo, basta entrare in una piccola porticina celeste lungo la strada del paese, lo saluto, come se gia lo conoscessi, perche gia’ da casa avevo visto di lui su alcuni siti greci dell’isola. Lui mi saluta, mi riconosce subito che sono italiano, e mentre io mi avvicino lui fa come per abbracciarmi, non so se voleva farlo, ma io nel dubbio lo abbraccio, e lui ricambia. E’ magro, ha molti anni, mi mostra le sue opere, sembrano dipinte da un bambino, e con colori forti.Mi invita a prenderne una dicendomi che essendo italiano per me ce’ uno sconto. Lo aiuto a sedersi, ed intanto scelgo un dipinto che dai mulini rappresenta Olimpos, me lo mette 7 euro anziche’ 10. Gli do’ 10 euro, capirai cosa me ne frega del resto di 3 euro, ma mentre tira fuori gli spiccioli per darmelo, inizia a parlarmi della guerra e delle sua storia, di come si vive qui e dei turisti. Io lo ascolto, come un nipotino ascolta suo nonno quando gli racconta una favola. Sembrava volesse compagnia, e gli faceva piacere che io stessi li’ ad ascoltarlo, e lo stesso per me. Finito il colloquio, lo saluto, una foto ricordo e ripartiamo. Che giornata oggi, intensa, me la sento nel petto. Siamo stanchi, ma tornando a Pigadia non ceniamo li’, ma andiamo a MENETES, un bel paese sopra Amoopi, dove in un curvone si trova una costruzione con in cima la statua si Menetes appunto, un guerriero, che impugna un fucile, e guarda verso il mare. “Basta, questa me la porto a casa!” . Solo che pesera’ minimo una o due tonnellate, dopo quanto devo pagare di sovrapprezzo all‘aeroporto? Va beh, lasciamola li’.Ceniamo da DIONISO, in un bel giardinetto interno,mangiamo dell’ottimo agnello in umido con patate, una MOUSSAKA da denuncia (avra’ pesato mezzo kilo), e due ampolline di vino bianco della casa. La signora padrona,inoltre, su richiesta ti fa vedere la sua casa, tipica Karpatiana, cou un buon odore di chiuso e addobbi caratteristici, e si possono fare belle foto. Fatte ovviamente! Sono le 20,30 circa, siamo alle batterie di riserva, torniamo a Pigadia, e fortunatamente il quad illumina bene la strada! Due passi in centro e crolliamo sul letto! VENERDI’ 14: Solita sveglia presto, colazione con biscotti tutti uguali e via, gas a mabetta direzione... benzinaio. Pieno, boccia di benzina (oggi una sola), e via per la spiaggia di ACHATA: arriviamo alle 8,30, e’ uno spettacolo! Siamo solo noi e la signora di una delle taverne (la “povera” signora con la Subaru Impreza WRX) , Stendiamo l’asiugamano, un bel bagno con acqua gelida, mare una tavola, qualche APE GIGANTE mentre prendiamo il sole, e dopo un’oretta un bel bagno, e raggiungiamo a nuoto una spiaggettina bellissima a pochi metri di nuoto dalla spiaggia principale, sulla sinistra. Che bello qua, che meraviglia, il mare, la spiaggia, e dietro la montagna! Dall’alto si sente qualche capretta arrampicata sulle rocce che bela forte come per chiedere aiuto, ma noi non le vediamo. E piu’ che aiuto forse belano per prenderci in giro per i chili di troppo che gia abbiamo accumulato in 3 giorni... sigh! Poco prima di pranzo ripartiamo alla volta delle spiagge sotto l’aeroporto, quelle “caraibiche”. Sono tante, ma ben raggiungibili, e le vediamo pressoche’ tutte, FOKIA, DAMATRIA, CHRISTOU PIGADI,NIKOLAKI I POUNT e MAKRIS GIALOS in fondo, non negandoci ovviamente bagni e stese al sole nelle preferite! DIAKOFTIS raggiungibile con uno sterrato, sotto l'aeroporto,risulta essere la migliore, con acqua da non crederci, ragazzi, da non crederci, sono i Carabi, ma un vento che scoperchia i tetti delle case, infatti la gente li’ sta un’oretta al massimo poi se ne va, perche la sabbia ti punga addosso per quanto ti arriva velocemente sul corpo! Il superquad ovviamente affrontera’ molto bene gli sterrati che ci porteranno, oltre diakoftis, cioe’ alle spiagge di KASTELLO, ce ne sono 2, con mare molto mosso, facciamo solo qualche foto, qua e’ veramente deserto, ma proseguiamo ancora, ed arriviamo in punta, dove ce’ uno strapiombo col mare che urta cosi’ forte sulle rocce da fare un gran chiasso! Belle foto, ambiente selvaggio, in certi tratti ostile direi, rude, anche qui unico nel suo genere! Ripartiamo, qua schiviamo qualche roccia bella appuntita, bisogna stare attenti e proseguiamo verso le spiagge direzione nord-ovest. Incontriamo ELARIS, MICHALIOU, PSORARI e POUNTA, tutte pressoche’ simili, ma per fare un bel bagno e prendere ancora sole (come se ne avessimo preso poco tra spiagge e spostamenti in quad) scegliamo la spiaggia di MICHALIOU, con le caratteristiche rocce che formano due archi, per fare delle simpatiche e singolari foto! Acqua limpida, sabbia tendente al rossiccio, e pace totale, con poca gente. Si riparte, direzione sempre nord, e passiamo nelle spiagge di AGRILAOPOTAMOS e AGIOS THEODOROS mlto suggestive ma simili alle precedenti, se non per qualche piccola differenza per la loro posizione rispetto alle rocce sovrastanti, ma comunque molto carine per delle foto e 2 passi in tranquillita'. Ci dirigiamo verso ARKASA,facendo delle fotografie alle spiagge di TRACHANAMOS e AGIOS NIKOLAOS (ce n'e' una anche qui infatti di Nikolaos) passiamo il paesino,guardandolo con calma, grazioso, ed arriviamo a FINIKI. E’ presto per cenare, percio’ perche non fermarsi in una spiaggetta deliziosa? Quella di KAMARAKIA, isolata, poco piu su del paese, 300 metri sulla destra, dove ce’ una coppia ch legge un libro in tranquillita’. Ci rilassiamo un po’, guardiamo il mare con il sole che pian pian inizia a calare, una lieve brezza che lenisce il calore del collo... che atmosfera... Torniamo in paese e visitiamo Finiki: VERAMENTE BELLO, consigliato vivamente, piccolo porto di pescatori, ogni ristoratore mostra FIERO il suo pescato, ed ha ragione, pesci freschi di ogni tipo, cicalem aragoste, canocchie, scorfani, orate, calamari ginanti, polipi e chi piu ne ha piu ne metta... al centro della piazzetta una statua che raffigura un’imbarcazione con dei pescatori. Cena da DIMITRIO’S, tanto decantato ed io confermo, ottimo pesce fresco, e cena al tramonto! Vi giuro che cenare al tramonto a Finiki e’ da CARTOLINA, confermo e riconfermo! Da questo ristorante vista sulla baia, col sole che scende accanto alla piccola montagna, e la chiesetta blu e bianca si tinge dolcemente di rosa...Il titto condito da OTTIMO pesce fresco, piattone a 35 euro, Retzina e come dolce BAKLAVAS, un mattone con pasta sfoglia, miele e frutta secca, tutto ben impastato! Finito, e’ quasi notte, e torniamo a casa con l’autoblindo Linhai per la strada che sale per Menetes e poi riscende verso Pigadia, col tramonto che lascia pian piano spazio al buio, interrotto poi dalle luci di una piccola festa a Menetes... Al porto di Pigadia torniamo da Achillion, e mi “inietto” una bella crepe con nutella e banana, annaffiata da un bel bicchiere di METAXA. Liquore greco, tipo brandy dolce. Oramai il padrone e’ mio amico . Sottolineo che PIGADIA e’ proprio un bel paesino, con un porticciolo grazioso, tanti negozietti, tanti ristorantini, con tanta gente ma mai troppo affollata, insomma, si respira sempre, si cammina bene, e si mangia bene! I signori che ti invitano a mangiare nei loro ristoranti ti chiamano si’, ma non sono mai, e dico MAI invadenti. Si sta bene qui,si sta tanto bene! Unica pecca: ci sono alcuni ragazzi con le macchine acchittate e assettate, ma ben tenute e pulite, che spesso si mettono a sgassare coi loro scarichi “in titanio di saturno” che fan tremare i vetri, e spesso lo fanno sin dalle 5 di mattina... senza parlare di quei motorini cha fan un fracasso infernale, quelli a marce che si vedono in grecia, che son delle carrette che pero’ vanno a 120km all’ora, cos hanno dentro non lo so! Ma capita a volte,non sempre, non spaventatevi, come a volte capita che, se avete l’albergo a Pigadia, sentiate della musica ad alto volume ino alle 1 o alle 2 di notte, per via di quei 2 o 3 locali che tirano di piu’ alla sera. Ma fan parte del posto, e ci si fa l’abitudine! O almeno noi la facevamo, in quanto arrivavamo a letto stramazzati dal sonno verso mezzanotte..

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Commenti
  1. Giannaki
    , 9/9/2010 16:57
    e' il più completo e bel resoconto su Karpathos e l'abbiamo utilizzato integralmente per la ns. splendida vacanza d iquest'anno. Un grazie ai simpatici amici che lo hanno scritto

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