Grecia: un viaggio originale in campeggio

Per quest’estate io e il mio ragazzo abbiamo deciso di esplorare la Grecia e visto il budget limitato (1000 euro a testa) abbiamo scelto, come già altre volte, il campeggio in tenda. Il viaggio si è svolto dal 23 luglio ...

  • di Laura Doc
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Per quest’estate io e il mio ragazzo abbiamo deciso di esplorare la Grecia e visto il budget limitato (1000 euro a testa) abbiamo scelto, come già altre volte, il campeggio in tenda. Il viaggio si è svolto dal 23 luglio al 12 agosto 2009 e abbiamo percorso circa 3000 km passando dalle Meteore alla Calcidica, da Atene a Lefkada e Paxi.

Consigli utili: le strade non sono sempre il massimo e quelle che loro chiamano statali per noi sono stradine strette; i cartelli sono un po’ approssimativi e a volte le indicazioni sono mancanti. Abbiamo visto tanti velox anche se non sappiamo se siano funzionanti perché i greci andavano comunque forte; la benzina costa al momento 1,060 euro al litro I campeggi sono di medio livello, i bagni non sempre immacolati, le piazzole spesso ombreggiate da ulivi La cucina tipica è buona e simile in ogni parte della Grecia, si trovano pane e latte freschi; per una cena si spendono dai 15 ai 20 euro a testa 1°giorno Partiamo verso le 10 da Bologna e ci imbarchiamo verso le 14 ad Ancona sulla grande nave della Anek Lines; avendo prenotato molto in anticipo abbiamo speso solo 240 euro andata e ritorno in due persone posto ponte più l’auto. La nave salpa verso le 16:30 e giungiamo a Igoumenitsa alle 8:45 ora greca(cioè un’ora avanti) dopo una nottata non proprio comoda sdraiati sui nostri materassini.

2°giorno Sbarchiamo finalmente al porto di Igoumenitsa e ci dirigiamo con l’autostrada verso Ioannina; la strada è gratuita e molto moderna, non fa ancora troppo caldo (26°) e si viaggia che è un piacere. Passiamo Metsovo, mancano 70 km alle Meteore, ormai ci siamo! Peccato che, entrati da poco in una galleria di 3 km, un camion davanti a noi comincia a fare un gran fumo nero e si ferma..L’adrenalina sale, ci fermiamo e il camionista a gesti fa capire che dobbiamo tornare indietro!!!Facciamo inversione insieme alle altre auto impazzite; immediatamente la galleria viene chiusa e arrivano i vigili del fuoco; ci fanno uscire dall’autostrada e ci rendiamo conto che per bypassare l’incidente l’unica strada è un viottolo che si inerpica sui monti. Qui inizia l’odissea di 200 km per arrivare a destinazione, tra strade di montagna con i tornanti, camion davanti ai 3 all’ora, cartelli mancanti...Insomma alla fine verso le 15 arriviamo con 38° al Camping Vrachos di Kastraki sotto le Meteore! E’ un’ottimo campeggio che ci sentiamo di consigliare sia per la sua vicinanza all’inizio della strada che porta ai monasteri, sia per la cortesia del personale, sia per la pulizia e i servizi offerti...Inoltre costa solo 9 euro a testa! Dopo aver montato la tenda con un caldo esagerato ci meritiamo un bel tuffo in piscina da cui si gode un ottimo panorama sulle Meteore.

3°giorno Ci svegliamo di buon’ora dopo un sonno ristoratore al fresco e facciamo colazione con i biscotti della nonna e quello che noi soprannominiamo Choco y leche dopo la nostra avventura spagnola. Quella che sulla guida sembrava una massacrante scarpinata verso la cima di queste formazioni rocciose chiamate Meteore, si rivela una piacevole gita in macchina di pochi chilometri che in una mattinata permette di visitare tutti gli antichi monasteri. Noi ci fiondiamo subito verso il più imponente e maestoso, il Monastero della Grande Meteora. Questo è costruito a strapiombo sulla meteora più alta ed è facilmente raggiungibile tramite un sentiero a gradini di roccia; complice il sole, che ancora non ci ustiona, in 5 minuti siamo già sulla cima. Paghiamo 2 euro a testa e Riccardo deve indossare un paio di pantaloni sopra i suoi ritenuti troppo corti (le donne devono avere la gonna sotto il ginocchio e gli uomini pantaloni lunghi). Il monastero non si limita alla sola chiesa (tipica bizantina-ortodossa ricca di iconografia cristiana), ma è anche possibile visitare le varie aree un tempo adibite agli antichi mestieri che i monaci si dividevano: le cantine con antichi strumenti per la vendemmia, la cucina con il paiolo di metallo e persino un ossario un po’ macabro. Una rapida visita ai musei dove si potevano ammirare le divise originali dei soldati nelle varie guerre d’indipendenza combattute in Grecia e siamo pronti per visitare un altro monastero. Optiamo per quello di Varvara Rossanon gestito da monache, più piccolo, ma molto simile al precedente; decidiamo quindi che i prossimi monasteri li osserveremo dall’esterno. Tornati al camping decidiamo di fare un giretto a piedi nel paesino di Kastraki: sembra un paese rimasto fermo a 50 anni fa, con solo qualche negozio e una chiesetta. Pranziamo in un posticino con buoni souvlaki e il resto del pomeriggio lo trascorriamo in piscina perché è ancora caldissimo! 4°giorno Oggi ci aspetta un lungo viaggio perciò sveglia presto e alle 8 siamo pronti a partire dopo aver smontato e caricato tutto. Percorriamo 300 km per raggiungere la penisola Calcidica passando per Salonicco; noi siamo arrivati nel pomeriggio perché non tutto il percorso è autostrada. Optiamo per Sithonia, il secondo dito, e vi giungiamo verso le 15 dopo aver pranzato in una taverna con una bella insalata. Ci dirigiamo verso Sarti, ma nonostante ciò che dice la guida non ci sembra un granchè e i campeggi sono brutti; oltrepassiamo anche Kalamitsi di cui mi avevano parlato bene, ma è imbucata e piena zeppa di auto. Per caso decidiamo di provare nel paesino di Toroni e poco oltre troviamo il Camping Isa, nella media, sul mare, circa 13 euro a testa. 5°-8°giorno I giorni scorrono tranquilli al mare; l’acqua è pulita e la mattina i colori sono molto belli, la spiaggia è sabbiosa e non troppo affollata perché i greci hanno degli strani orari; unico consiglio:non vi aspettate un mare tipo Sardegna, qui è più tipo Abruzzo o Toscana. Noi andiamo in spiaggia verso le 9 quando ancora tutti dormono, i greci fanno colazione a mezzogiorno, pranzo alle 4 e cena, bho, non si sa quando! Nonostante il market poco fornito ci costringa a una dieta forzata a pranzo a base di pomodori, feta, cocomero o melone, per cena ci organizziamo e compriamo dell’ottima carne in paese dal macellaio...Ottimo il manzo e le keftedes(polpette). Concludiamo le nostre giornate alla Calcidica con una cena super romantica alla Taverna Dimitrios che è quasi sulla spiaggia, a due passi dal campeggio. Ceniamo in una veranda incorniciata da foglie di vite mentre il sole lentamente tramonta e tinge il cielo di rosa. Ottimi antipasti(dolmades e melanzane fritte) e i secondi(souvlaki e sardine alla griglia da re)..Concludiamo con il classico yoghurt e non spendiamo neanche 30 euro! 9°giorno Oggi grande tappone: Sithonia-Delfi circa 500 km. Ripercorriamo la straduzza fino a Salonicco, facciamo l’anello di tangenziale e poi giù direzione Delfi; il viaggio è lungo e impegnativo per le strade di montagna e i tratti nel nulla con solo campi coltivati attorno. Consiglio una volta arrivati a Larisa di prendere l’autostrada per Volos per raggiungere Lamia perché la statale che sembra più dritta in realtà attraversa i monti e ci ha fatto perdere un sacco di tempo! Verso le 15 arriviamo a Delfi e la scelta della camera cade sull’Hotel Sibilla: ottima sistemazione in centro al paese, pulita e solo 35 euro in due. Dopo esserci ristorati, i piccoli esploratori partono alla volta dell’Antica Delfi. La visita si delinea come una tranquilla passeggiata lungo una strada pavimentata (in alcuni tratti è ancora quella originale) che conduce alla cima dove è situato lo stadio. Le attrazioni principali si incrociano lungo il sentiero: l’agorà, il concilio dei sacerdoti, l’anfiteatro, il tempio di Apollo...Certo, ormai sono spogliati di tutti i loro marmi pregiati e quello che si vede sono in realtà frammenti delle antiche colonne; però pensare che gli imperatori delle antiche nazioni del mondo classico si arrampicavano fin quassù per ottenere i responsi della criptica Sibilla desta, comunque, una certa suggestione. Il tempio di Atena è un po’ più lontano, sulla strada verso Delfi e decidiamo di soprassedere. Tornati alla moderna Delfi ceniamo alla taverna Gargadouas: ottima scelta perché assaggiamo la specialità della casa, l’arrosto d’agnello, davvero spettacolare! 10°giorno Ristorati da una bella dormita facciamo colazione con un cappuccino stranamente buono e via in marcia verso la capitale! Grazie alle cartine stampate da Google riusciamo a non perderci nella grande tangenziale e dopo circa 30 km in una bella strada statale dell’entroterra giungiamo a Capo Sounio al camping Baccus. Il posto per le tende è un po’ risicato, ma riusciamo comunque a montare la nostra casina; la spiaggia non è niente di che a meno di non essere appassionati di surf perché c’è davvero un gran vento. Decidiamo, quindi, di andare ad ammirare il Tempio di Poseidone: è un tempio ancora ben conservato su un colle a picco sul mare...Davvero suggestivo(e gratuito per noi studenti)! Scattiamo un po’ di foto e poi a casa a riposarci, domani si va ad Atene! 11°giorno Decidiamo di seguire le indicazioni del proprietario del camping e invece di prendere il bus che impiegherebbe 2 ore, andiamo in auto. Usciamo a Koropi in tangenziale e da lì un treno suburbano per l’aeroporto(4 euro per fare solo una fermata). In aeroporto cerchiamo la Metro, ma ci informano che la linea blu è chiusa per lavori...La rabbia sale, torniamo indietro col treno e riprendiamo l’auto. Già rientrare in tangenziale è un casino, usciamo per intercettare la linea verde della metro, ma ci perdiamo; fortunatamente Riccardo vede il cartello per lo Stadio olimpico e ci fiondiamo nel parcheggio per altro gratuito e custodito nonostante sia domenica. Lo stadio è bello, davvero tipico di Calatrava con gli archi bianchi che formano un occhio. Qui la fermata della metro c’è, ma due conducenti del bus ci dicono che non va...AAAAHHH!!!Disperati riprendiamo l’auto e andiamo proprio in centro e parcheggiamo in una stradina vicino a Syngrou

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