Penisola calcidica e meteora

L’aeroporto di Salonicco ricorda un po’ quelli del nostro sud Italia, l’ufficio del turismo e’ chiuso, probabilmente per ferie. Andiamo a ritirare l’automobile prenotata da casa via internet, come di consueto ci danno, a parita’ di costo, una vettura piu’ ...

  • di Simona Portaluppi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro

E’ il primo di luglio, torniamo nell’entroterra per viuzze strette e mal indicate, i paesaggi sono dei piu’ variegati, si va dal brullo e arido al verde smeraldo di abeti e cipressi, incontriamo ville splendide con giardini curati e colmi di fiori, evidentemente si tratta di una parte di Grecia molto singolare, la popolazione sembra avere un tenore di vita decisamente piu’ alto rispetto a quanto accade nel sud, specie ad Atene. Giungiamo a Neos Marmaras, la citta’ piu’ grande della penisola di Sithonia che ci fara’da base per i prossimi due giorni. Ci fermiamo in uno dei numerosissimi affittacamere (hause to rent-domitia-zimmer zu vermieten) ai soliti 30euro, stanza pulita, zona tranquilla. Ceniamo al ristorante sul mare, con tavolini sulla sabbia, un bel piattone di pesce alla griglia e vino bianco, buono ma troppo caro. Normalmente se ti accontenti di una pita, un gyros o un souflaki con dell’insalata (greca) te la cavi con 7/8euro, nelle taverne si spende intorno ai 25euro in due, nel suddetto ristorante ne abbiamo lasciati 50! Il giorno dopo ci giriamo tutta la penisola, fermadoci di continuo sulle spiagge di Areti, Porto Kuofo, Kalamisti, Sarti, scoviamo splendide calette nascoste, mangiamo la nostra pita quotidiana, compriamo frutta a volonta’. Dopo una notte accompagnata dalle solite zanzare riprendiamo la strada per visitare la terza e ultima penisola, chiamata Kassandra come l’omonimo golfo, andiamo a Neo Moudania, grande porto da cui dovrebbero partire i traghetti per le isole sporadi, Skiatos e Alonissos, le agenzie turistiche sono chiuse fino alle 19.00, ci muoviamo verso sud con l’intenzione di tornare piu’ tardi, un bagno in una bella caletta e ci fermiamo ad Afitos, troviamo una signora al balcone che ci affitta un appartamento che vale ben piu’ dei 30euro che ci fa pagare. E’ un paesino splendido, molto caratteristico con viottoli ciotolati e lampioni, casette di mattoni in vista e pieno di fiori, raccolto sulla scogliera alta come una antica fortezza, dalla strada che vi gira attorno si gode un’ottima vista della penisola di fronte e del mare che di sotto e’ azzurro, limpido e cristallino. Ci innamoriamo subito di questo angolo di paradiso che nulla ha da invidiare alle affollate isole del Peloponneso e ci chiediamo come sia possibile che i turisti italiani ancora non ne siano a conoscenza, infatti qui’ tedeschi e inglesi fanno da padroni.

Decidiamo di passarvi le nostre ultime quattro notti, rimandiamo le Sporadi al prossimo viaggio, diventiamo dei veri vacanzieri in cerca di relax: stessa spiaggia con bar e taverna attigue, stesso ristorante per la cena, Christos dove per 22-25 euro in due assaporiamo la migliore cucina locale in un ambiente amichevole e delizioso.

Una giornata intera in spiaggia ad arrostire da non poterne piu’ e tuffarsi in acqua ogni 10 minuti, io mi addormento, mi risveglio e trovo Gianni che chiacchiera con un tizio di Manchester che, poi mi spiega, dopo aver lavorato una vita nelle miniere ha deciso di godersi i soldi della pensione girandosi il mondo, unico impegno fisso da 16 anni ad oggi e’ una puntatina di un mese in questo paesino a casa di un amico del luogo. Niente male, ma occorre proprio aspettare fino alla pensione per godersi la vita? Ok il relax, ma non ci impigriamo troppo, vogliamo rinunciare alle Meteore? Sveglia alle 0700, ma ci alziamo solo alle 10.00, seguiamo l’autostrada fino a Salonicco, seguiamo per Larissa, in un paio di tratti si paga il pedaggio, 1.40euro, appena prendo in mano io il volante ci ferma la polizia, normali controlli, proseguiamo lasciandoci alle spalle il Monte Olimpo, ed io che pensavo coincidesse con il Partenone!! Arriviamo a Kalambaka verso le 14.00, una pita e proseguiamo lungo la strada che gira intorno a queste stranissime alte formazioni rocciose sulle cui vette vediamo sei monasteri. Non si sa esattamente quale sia l’origine di questi pinnacoli, l’ipotesi piu’ accreditata parla del letto di un fiume che nel corso dei secoli ha depositato detriti tali che l’uno sul’altro hanno dato vita a questo spettacolo maestoso e inquietante. Ci sentiamo piccoli piccoli, si respira una atmosfera mistica, un tempo nel quattordicesimo secolo d.C., non c’erano strade ne’ scale, i monaci venivano trasportati all’interno dei monasteri con delle carrucole e c’erano molti eremiti che vivevano all’interno di incavi nelle rocce. Abbiamo visitato Vaarlam e San Nicola, l’ingresso costa pochi euro, noi donne dobbiamo indossare una gonnellona lunga che loro stessi procurano e tenere spalle coperte, pantaloni lunghi e maglietta per gli uomini. Il secondo monastero e’ di monache, decisamente meglio tenuto, con tanto di orticello dove coltivano pomodori e...Viti???? Ripartiamo verso le 16.00, facciamo una sosta lungo il fiume dedicato alla dea Dafne, ci sono dei piccoli santuari alla madonna, accendiamo un cero e ripartiamo, troviamo un gran traffico in uscita da Salonicco, in effetti e’ venerdi’ sera, tutti quanti si recano per il week end al mare oltretutto c’e’ un restringimento per lavori in corso, cio’ mi ricorda un po’ la nostra autostrada Milano-Varese Ancora due notti ad Afitos, due cene dal nostro amico Christos, un giorno e mezzo di sole e mare, mare e sole, cerchiamo di immagazzinarne il piu’ possibile per resistere ai lunghi mesi che ci aspettano a casa prima di partire per un altro viaggio, un po’ piu’ itinerante pero’ questa volta.

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