Creta, la Feta & tutto il resto..

Ciao, siamo Matteo e Giuseppe. Forse vi ricorderete di noi per “Un tè con Fidel” o “Rodi e i suoi fratelli”. Oggi invece vi presentiamo “Creta e la Feta”, imperdibile resoconto di un incredibile viaggio nella culla della civiltà minoica, ...

  • di Ultimoelfo
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ciao, siamo Matteo e Giuseppe. Forse vi ricorderete di noi per “Un tè con Fidel” o “Rodi e i suoi fratelli”. Oggi invece vi presentiamo “Creta e la Feta”, imperdibile resoconto di un incredibile viaggio nella culla della civiltà minoica, all’insegna di belle spiagge con mare dalle mille sfumature del blu, di paesaggi mutevoli da brulle montagne a floridi altipiani, di archeologia vera e posticcia.

Se progettate di recarvi l’estate prossima nella terra di Minosse e Teseo, non potete non leggere il nostro racconto. Troverete qui, infatti, pratici consigli, dritte fondamentali e soprattutto opinioni spassionate e sincere su ciò che noi, Matteo e Giuseppe, abbiamo visto e fatto in Creta senza peli sulla lingua. Insomma, in questo racconto avrete quello che le guide non vi dicono – come il catrame sull’altrimenti indimenticabile spiaggia di Balos – o quello che gli altri viaggiatori omettono per fare sembrare le proprie vacanze le più originali e intelligenti. Ad esempio, è vero che nei ristoranti cretesi si spende poco, soprattutto in confronto ai prezzi italiani, ma 12/15€ si pagano per un’insalata e un souvlaki (spiedino di pollo o maiale) e una bibita. Menù un po’ misero per definire una cena memorabile, vi pare? Cominciamo senz’altro. Dopo l’estate 2005 passata nelle luccicanti Cicladi e quella 2006 nel vario Dodecanneso, quest’anno non potevamo che perderci nella labirintica Creta. Atterrati ad Iraklio il 28 agosto alle 7.30 (dopo aver passato la notte all’aeroporto di Atene, il volo Aegean/Airone prevedeva infatti uno scalo “notturno”), ad aspettarci puntuale fuori dell’aeroporto c’era l’addetto dell’Alianthos (http://www.Alianthos-group.Com) pronto a consegnarci una quasi nuova Suzuki Wagon 1000r. L’auto pur non essendo una Ferrari, c’ha accompagnato per oltre 1300 km, lungo ardue salite e agevoli discese, pericolosi sterrati e lisce superstrade. Abbiamo speso 362€ per 13 giorni di noleggio e poco più di 80€ per la benzina. Ci siamo affidati ad Alianthos perché consigliata da altri turisti per caso e perché compagnia che assicura un prezzo chiaro senza sorprese e un’assistenza capillare su tutto il territorio isolano.

Decidiamo di spararci subito il palazzo di Knossos (6€). Forse l’abbiamo fatto perché non totalmente lucidi o forse solo per prenderci altre due ore per decidere se iniziare l’esplorazione dell’isola andando verso est od ovest visto che, a parte la macchina, non abbiamo prenotato altro. Il palazzo va visitato perché sarebbe come andare a Roma e snobbare il Colosseo. C’è comunque da dire che, se non si è dei fini intenditori di rovine minoiche o dei furbi archeologi, il sito può deludere perché del palazzo c’è rimasto poco, soprattutto togliendo le ricostruzioni del tanto biasimato Evans. Se non fosse stato per i suoi seppur discutibili interventi, il profano turista avrebbe un’idea ancor più vaga della struttura del palazzo, come del resto succede a Phaistos/Festo. Ci si toglie comunque la soddisfazione di vedere il mitico affresco del toro che tutti i libri di storia di elementari, medie e superiori riproducono. A nostro giudizio, 2 ore di visita sono sufficienti per dei profani. Inoltre, arrivare all’apertura è la strategia migliore per evitare i torpedoni che dopo le 9 ingolfano i percorsi del sito e per parcheggiare comodissimamente e gratuitamente davanti all’entrata senza pagare alcun parcheggiatore che ti fa lasciare la macchina a chilometri di distanza. Recuperata la lucidità grazie al netto sole cretese, decidiamo d’andare ad est, per la precisione ad Agios Nicolaos (San Nicola) non dopo aver contattato la Pension Pergola (+302841028152) che c’assicura una camera a 35€. Imbocchiamo la New Road ma dopo una cinquantina di km l’abbandoniamo per dirigerci verso l’altopiano di Lassithi, da più parti acclamato come una delle attrazioni principali dell’isola con il suo patchwork di campi coltivati e le migliaia di mulini a vento. Forse la fine d’agosto non è il periodo migliore per visitare questa zona, ma ci siamo chiesti come si possano usare aggettivi come “incantevole” e “affascinante” per descrivere questa landa desolata, punteggiata sì da mulini ma abbandonati, in cui si susseguono paeselli trasandati fintamente tipici in cui signore si sbracciano lungo la strada per rifilarti il medesimo artigianato che potrete ritrovare in ogni angolo dell’isola. Ripetiamo che sicuramente ci sono stagioni migliori per visitare Lassithi, ma sorge il dubbio che chi lo definisce “straordinario” voglia far provare ad altri la delusione che egli stesso ha provato. Delusi, riprendiamo la strada per San Nicola dove arriviamo nel primo pomeriggio. La pensione è apposto, in buona posizione e vicina alla piccola spiaggia dove recuperiamo le forze per poter poi passeggiare nel paesello che si rivela piacevole e scenografico grazie anche al lago vulcanico (comunicante col mare tramite un breve canale) dove sono ormeggiate le barche dei pescatori. Qualcuno ha consigliato d’evitare San Nicola perché privo di atmosfera greca e l’ha definito la Rimini cretese. Ma non scherziamo! San Nicola è una prevedibile cittadina greca col vantaggio d’essere, ad esempio, un’ottima base di partenza per l’esplorazione del golfo di Mirabello e della Penisola di Kolokytha. Queste sono state infatti le mete dell’indomani. Dopo un breve sopralluogo di Elounda, seguiamo le indicazioni per l’antica Olous. Secondo la guida Lonely Planet, procedendo lungo lo sterrato, si giunge ad una deserta spiaggetta dalla sabbia fina e bianca e l’acqua cristallina. E’ tutto vero, tranne un piccolo dettaglio: a partire dalle 11 e fino al tardo pomeriggio, la spiaggetta è raggiunta da un susseguirsi di barconi che scaricano decine e decine di gitanti che soffocano la caletta, troppo piccola per sopportare un simile afflusso. Infastiditi e assediati, ambiamo a lidi meno frequentati. Decidiamo per la l’isola fortezza poi lazzaretto di Spinalonga (entrata 2€). C’imbarchiamo da Plaka (7€ a/r; da Elounda sono 10) e in pochi minuti siamo sull’isola, uno dei posti più ventosi di Creta. Visita interessante non fosse per i soliti gitanti della spiaggetta di poc’anzi che a bordo dei medesimi barconi hanno ora fatto meta a Spinalonga. Una congiura! Tornati in tarda serata a San Nicola, ceniamo ottimamente sotto il pergolato della Taverna Aouas (Paleologou, 44)

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