Al mare nel Peloponneso

Al mare nel Peloponneso (11° viaggio in Grecia) Partenza da Bari, destinazione Patrasso. Dopo anni (nel ’77 il primo viaggio) di frequentazioni della Grecia, per la prima volta abbiamo prenotato il traghetto tardi (10 giorni prima della partenza), via Internet, ...

  • di Holderlin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Cittadina piccola, autentica, il mare sempre così così (trasparente ma con poche sfumature di colore).

Alla fine del paese, subito prima dell’anonimo albergo Finikuda Beach (per altro consigliato agli amanti della vela), Anna (ottimo inglese), con le sue dieci stanze, tutte “vista mare”, oltre che accesso al mare a 50 metri, ci restituisce il piacere del bagno serale.

Curioso come in tutta Finikounta ci siano centinaia di limoni a terra, di belle dimensioni, non raccolti da nessuno, sotto alberi stracarichi ( possibile che non amino il Gin Tonic?).

Nel paesino, oltre al tradizionale locale di giros con pita (ottima), in un mulinare di spiedi con syglino e kotopulo, all’estremo nord, in posizione leggermente sopraelevata e vista mare a 180°, il ristorante Helena garantisce pesce fresco, buona scelta di vini greci, musica dal vivo il giovedì e venerdì (invero senza molta anima), ed un proprietario che mostra di simpatizzare con la vittoria italiana ai mondiali (il conto, con pesce fresco e buon vino, sui 70 euro in due, all’italiana, appunto).

Decidiamo di rimanere 4 giorni, tutto bagni, sole e riposo.

Il 18 partenza da Finikounta, tempo così così e mare che ingrossa.

A Koroni il mare ha finalmente le celebrate tonalità greche, non male il paesino, aggrappato alla montagna ed appoggiato al consueto castello veneziano.

Un’insalata greca a Petalidi (di più non merita) e finalmente a Kardamili! Osserviamo affascinati le case in pietra, le stradine con acciottolato, gli scogli taglienti, che ricordano quelli di Portovenere e delle Cinque Terre.

Da Anniska si alloggia sul mare, con pratici lettini antistanti gli scogli e, per entrare in acqua, accesso levigato ad una scaletta, fissata artigianalmente sugli scogli.

Dopo una cena alla Taverna Lela’s, posto memorabile con terrazzino semicircolare sul mare, il salmastro che si mischia agli aromi greci, le patate tagliate a mano da una giovane volenterosa, l’ottimo tzatzichi (e non è sempre così), l’eccellente moussaka ed il delizioso vino bianco locale, decidiamo di aver trovato la meta finale del nostro viaggio.

Finalmente si rivede qualche gatto decentemente nutrito e non terrorizzato.

Per mero scrupolo, decidiamo di andare a vedere Stoupa, consigliataci per la spiaggia e pur sempre luogo ispiratore di Katzanzakis, per il suo “Zorba il greco”.

Per strada si incontrano due calette, tra gli scogli, le prime veramente degne di menzione, ma Stoupa non è che un agglomerato disordinato di case, piena di turisti e famiglie con bambini urlanti. Ci fermiamo a mangiare, in fondo al paese, in un ristorantino sopra all’acqua, ed assistiamo al primo tramonto memorabile del Peloponneso.

Proseguiamo per Aghios Nikolaos: l’unico interesse è dato dalla gente del posto, scura di carnagione ed ospitale. I resti del tempio di Nettuno non suscitano particolari emozioni per chi, come noi, è abituato alla pletora di italiche antichità.

Torniamo a Kardamili, e prenotiamo fino a tutto il 25 luglio.

Il mare, pur nella mediocrità dei fondali, è incantevole, la sua temperatura ottimale (ve lo assicura una leggenda vivente in tema di entrata in acqua al rallentatore).

Il pomeriggio di un giorno qualsiasi decidiamo di visitare la città vecchia, in prossimità del tramonto: torri fortificate intorno ad una magnifica chiesa del 18° secolo, sul cui portone laterale campeggia l’aquila bipenne bizantina. Anche i rari turisti si muovono silenziosi per le antiche scale, forse sentendosi fuori posto, con gli abiti estivi europei. Tra gli archi, squarci di Taigeto, cipressi e mare

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