Il Mar Rosso della Giordania

Aqaba: a due passi da Petra, dal Wadi Rum... nuotando nel mare al gradevole caldo di ottobre

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il Mar Rosso dell’Egitto lo abbiamo già visitato 2 volte ed in periodo di prenotazione (luglio) la Farnesina lo sconsigliava. Allora volendo un caldo inizio di Ottobre optiamo per l’altra sponda del Mar Rosso, la Giordania. Sbocco giordano sul Mar Rosso è solo Aqaba, turisticamente parlando, nella cui zona ci sono ottimi resort. Godremo di qualche giorno di mare e visiteremo Petra, il Mar Morto ed il Wadi Rum. Giordania ed Israele sono divisi dal fiume Giordano che nutre il lago di Tiberiade da cui trae acqua la Giordania e poi termina nel Mar Morto. Ad inizio Ottobre abbiamo 34 gradi con 30% di umidità, ottimo clima secco, spesso ventilato. Siamo meravigliati dal fatto che moltissimi parlano inglese, anche in città e molti l’Italiano, che non sono invadenti come gli Egiziani e che se non sono proprio gentili come gli asiatici offrono comunque molta cordialità. Siamo dislocati a Tala bay, la spiaggia è davvero ampia, di sabbia un po’ battuta, ombrelloni distanti l’uno dall’altro, molto sfruttate dagli stranieri e dai locali le piscine: noi preferiamo il mare per accedere al quale occorre superare insidiosi sassi o scegliere di entrare in acqua direttamente dal pontile dove l’acqua è già profonda almeno 4 metri. Il mare è bello e pulito, per vedere la barriera corallina ci dobbiamo spostare un chilometro verso nord-est, anche se muniti di pane riusciamo a far accorrere diversi pesci. Spiaggia meglio che in Egitto, barriera corallina per snorkeling no; spiaggia libera a 200 metri parecchio sporca e con tante lattine e plastica. A 300 metri la marina di Tala bay, con costosi Yachts ed abitazioni per gente agiata; alcuni negozi di souvenir e argento, 2 bar ed un supermercato con tanti cibi che conosciamo: prezzi leggermente superiori ai nostri supermercati. Ci mescoliamo con gli arabi, a volte è difficile comprendere se siano Giordani o Egiziani, altri vengono da Israele. Culture diverse, donne in nero in spiaggia con solo gli occhi scoperti, altre musulmane nuotano con vestiti interi che fanno da costume, fumano ovunque e non hanno molto rispetto per l’ambiente. Purtroppo al confine con la Siria c’ è la guerra, qui è tutto tranquillo. Aqaba non è bellissima, si è espansa in fretta. La parte vecchia oltre ad alcuni negozi caratteristici dove comprare argento, spezie dolci e frutta secca di cui vanno ghiotti, mostra una bella moschea illuminata la sera. Dopo un paio di giorni di relax (il viaggio è stato un po’ complicato) prendiamo l’escursione per Petra, la più affascinante.

Con un moderno bus percorriamo i 130 chilometri in un paio d’ore o poco più, fermandoci a 30 chilometri da Petra da dove si domina tutta la valle rocciosa, incredibile bellezza! Percorriamo la Kings way notando come vi siano ancora tanti beduini che dormono in tenda nonostante gli siano state costruite piccole case (brutte per la verità). Entriamo nel sito di Petra, 800 mt. Sul livello del mare, capitale dei Nabatei, e quì non mi dilungherò tanto in quanto le parole non esprimono ciò che ho provato avvolto da tanta bellezza, la storia di 2000 anni si vede e si sente tutta. Il prezzo dell’entrata al sito è di 50 dinari che equivalgono a 70 dollari o 55 euro. Quando re Hussein di Giordania decise di liberare Petra dopo che era stata dichiarata patrimonio dell’umanità, i beduini ottennero di essere loro a tenerne cura ed a lavorarci ed il loro amore si vede tutto. Cavalli, carrozzelle ed asini portano i clienti più pigri, attenzione: dicono che il cavallo è compreso nel prezzo del biglietto, vero! Ma non ve ne libererete se non gli avrete dato almeno 5-10 euro di mancia; noi ci facciamo i quasi 8 chilometri andata e ritorno meravigliandoci ad ogni metro. Dopo 500 metri, passata la tomba dell’obelisco, si entra nel Siq, maestoso canyon ove facevano scorrere l’acqua: ci si sente piccoli guardando all’insù. Alcuni ragazzini invadenti vendono cartoline e braccialetti in ferro, più avanti argento che la guida ci ha fatto capire non essere argento, lo chiamano argento beduino. Di tanto in tanto ci fermiamo e la guida ci spiega, ascoltiamo, ma soprattutto ci guardiamo intorno, poi improvvisamente tra le rocce, dove finisce il canalone, intravvediamo El Khasneh (il tesoro), monumento tagliato nella roccia con una facciata che tutti hanno visto almeno una volta in foto e che è tomba di un re nabetano. Proseguiamo vedendo altri monumenti e percorrendo la strada delle facciate notiamo tante cavità nelle rocce fino alle magnifiche tombe reali (1° secolo D.C.e che bella la tomba dell’Urna) scavate nella pietra. Schivando dromedari e cavalli al galoppo ci fermiamo ad un chiosco, all’ombra, non ce n’è molta, mangiamo i nostri panini e ci sentiamo obbligati a bere un succo di melograno per “soli” 5 euro, l’acqua costa poco più di un euro, accettano Dinari, Euro e dollari, siamo vicini al teatro romano, continuiamo a scattare foto mentre nei pressi le rocce tagliate hanno colori che vanno dall’ocra al rosso, bellissime, pare sia il regno dei geologi per i tanti minerali che vi si trovano. Camminiamo ancora al sole sotto 34 gradi, vediamo la strada colonnata e la porta di Traiano, ci fermiamo alcuni minuti sotto le fronde di un gigantesco albero di pistacchi. Dura la salita al monastero (al-Deir) destinato al re Obodas I° con tanti scalini, ne è valsa la pena, ma le gambe…. Ritorniamo sui nostri passi e ci godiamo per la seconda volta quanto visto: qualcosa avrò tralasciato, ma come detto, Petra occorre viverla, non la si può raccontare, rimane anche il ricordo delle scarpe che difficilmente ritorneranno come prima causa la tanta sabbia inglobata. Al ritorno siamo stanchi, godiamo di un bel tramonto e della vista della città Israeliana di Eilat, illuminata, appena oltre il Giordano; a letto presto, negli occhi ancora la città rosa, a ragione una delle sette meraviglie del mondo.

Il giorno dopo breve escursione nel deserto del Wadi Rum in 4x4: valle della luna, valle scavata dal fiume. Deserto, spicca la sabbia di colore rosso, monti, il più alto 1750 mt.,incisioni rupestri di 3000 anni fà; paesaggi con dune e rocce ritagliate dal vento. Quì sul dromedario cavalcò Lawrence d’Arabia; al tramonto le rocce prendono una strana colorazione viola. Al termine dell’escursione visitiamo una vera tenda beduina: interessante ed a mezz’ora dal mare; consiglio? Non mangiate troppo a pranzo, in jeep si balla. Domani ci aspetta il Mar Morto, ce la faremo? E’ situato vicino ad Israele, anzi è in coabitazione nella regione della Palestina

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