Giordania e Israele in sette giorni

Dai colori accecanti del Wadi Rum all'adrenalina del Wadi Mujib, fino all'affascinante Petra. Israele, invece, è stata una vera e propria scoperta: l'alba a Masada, la "magia" del Mar Morto, lo stupore nello scoprire una Tel Aviv estremamente occidentale

  • di debsfo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Al contrario di quello che state pensando, sì, si può fare! Certo ci si deve accontentare di dormire 4/5 ore a notte, mangiare al volo e dove capita, macinare chilometri, non pretendere di vedere tutto, e naturalmente avere un compagno di viaggio che come voi ami fare tutto questo solo per la gioia di scoprire posti nuovi, pronto a dimenticarsi della fatica, del sonno o della fame di fronte alle meraviglie che questi due paesi sono in grado di offrire. Naturalmente io avevo la mia compagna ideale, una mezza matta, instancabile e “malata” come me con la quale, e grazie alla quale, ho potuto realizzare questo viaggio.(ora che ci penso non credo che Angelo avrebbe retto i ritmi) L’idea del viaggio in questi due paesi nasce così, per caso, nei mie "travel dreams 2014" non era assolutamente prevista questa deviazione, ma complice una settimana di vecchie ferie da smaltire mi sono ritrovata a fantasticare su una possibile fuga da fare prima del “viaggione” estivo, e così chiamo lei, la mia amica Emanuela e scopro che ha il mio stesso “problema”, ferie in esubero!! E’ stato un attimo, penso alla Giordania e lei naturalmente rincara la dose, aggiungendo anche Israele, il tutto in 7 giorni!! Prima di partire avevamo in mente un itinerario, ma visti i tempi molto stretti, abbiamo preferito non prenotare nulla, abbiamo organizzato tutto sul posto.

Questo è quello che siamo riuscite a visitare in sette giorni: Jerash, Wadi Mujib, Petra, Wadi Rum, Masada, Ein Gedi, Gerusalemme e Tel Aviv.


22 GIUGNO 2014 ORE 17:40 - SI PARTE!

Un volo della Aegean Airlines, compagnia greca a me sconosciuta, ma che alla fine si è rivelata discreta, ci porta ad Amman, con uno scalo di 3 ore ad Atene. Arriviamo nella capitale della Giordania (40 € la tassa d’ingresso) in piena notte, sono circa le 2 ed il primo autobus che raggiunge la stazione centrale parte alle 3, impiega meno di un’ora, e costa 3€. Naturalmente a quest'ora del mattino la stazione è chiusa, ci siamo noi (uniche donne), qualche tassisti ed un chioschetto aperto che ci permette di scaldarci un po’ con un bel tè bollente. Mi aspettavo un clima molto più afoso, invece Amman a quest’ora del mattino ci accoglie con un freschetto pungente!

La nostra intenzione è di raggiungere Jerash, da lì spostarci verso il Mar Morto per visitare il Wadi Mujib ed infine raggiungere Petra in serata per poter assistere allo spettacolo di Petra by night. Per fare questo in un solo giorno non possiamo affidarci ai mezzi pubblici, anche perché scopriamo subito che la Giordania non è assolutamente coperta da un buon servizio di autobus, al contrario esistono pochissime corse e molti posti non vengono proprio raggiunti, quindi decidiamo di contrattare un taxi per l’intera giornata. Senza sforzarci troppo accordiamo 120€ per il trasporto. Il nostro driver ha premura, e alle 5 del mattino ci fa partire, direzione Jerash. Visto l’orario non incontriamo nessuno per strada, anche se lui ci dice che di giorno questo tratta è molto trafficata, così con circa 45 minuti raggiungiamo il cancello d’ingresso, ovviamente chiuso! Molto carinamente parcheggia la macchina, lui scende e ci chiude dentro per permetterci di dormire un pochino. Prima dell'apertura dei cancelli decide di offrirci la colazione. Sono le 7 del mattino e si presenta con una bustina di felafel da dividere in tre, ed un panino a testa ripieno di felafel ed hummus! Ora, il gesto è stato bellissimo, io ero commossa da tanta gentilezza, ma ragazzi mangiare un panino ripieno di polpette di fave fritte e crema di ceci alle 7 del mattino è da pazzi!

Alle 8 paghiamo l’ingresso, circa 7€ a persona, ed entriamo in una delle attrazioni più visitate della Giordania. Naturalmente ci siamo solo noi e i negozi del “moderno suq” (descrizione al quanto colorita dalla Lonely Planet) sono ancora tutti chiusi

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