Pasqua in Giordania

Il rosso di Petra e del Wadi Rum con tappa in Israele. Viaggio in gruppo con amici

  • di anna_p
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Viaggio in gruppo con amici, studiato su misura per noi, con pullman, autista e guida parlante italiano sempre con noi. 8 giorni pieni in Giordania e due e mezzo in Israele. Volo EL AL Roma- Telaviv. Tour operator giordano (Jordan Select tours). 3 notti Amman (Crystal hotel), 3 notti Petra (Amra Palace), 1 notte Wadi Rum (rahayeb camp), 2 notti Mar Morto(holiday inn dead sea) e due notti Gerusalemme (YMCA three arches hotel).

La scelta della compagnia aerea è dovuta al fatto che quella giordana ha dei costi esorbitanti, ed è un vero peccato perché così scoraggia non di poco, o meglio alla fine ci cercano vie alternative che fanno felici i paesi limitrofi, se pensassero ad abbassare un po’ i prezzi sarebbe ancora più competitiva e magari si potrebbe pensare ad andare lì anche con più frequenza perché è un paese molto affascinante dove non hai mai visto tutto e anche se hai visto vuoi tornarci solo per il piacere di sederti a rimirare ciò che hai intorno. Altre compagnie fanno troppi scali e si sprecano ore inutilmente.

Sicurezza: nessun problema, nessuna sensazione di pericolo né in Israele (Gerusalemme ma anche Betlemme) ma soprattutto tranquillissima la Giordania per cui spargete la voce sono posti meravigliosi e tranquilli che vale la pena di visitare.

Valuta: in Giordania il dinaro, in Israele lo shekel, in entrambi i paesi accettati gli euro, i dollari. Abbiamo cambiato in banca, anche se non ad Amman, a un cambio molto buono.

Ma andiamo per ordine, con tutti i consigli possibili specie per quanto concerne i famosi controlli israeliani.

16 aprile: Roma –Tel Aviv- Amman

Si parte, da Roma Fiumicino al famoso terminal 5, quello per i voli diretti negli USA e in Israele. La sensazione, per chi non è mai partito da lì, è di essere sotto assedio, polizia ovunque e, avvicinandosi ai banchi per i primi controlli, tanta sicurezza israeliana, tanta. Siamo un gruppo di amici, 5 adulti e 3 ragazzi, ci dividono a famiglie, io resto da sola. I miei amici passano il primo controllo senza problemi. I miei stanno per iniziare. Intanto non capisco perché ma mi fanno passare avanti una marea di gente, dicendomi che è solo perché non tutti parlano italiano; alla fine mi affibbiano una che parla solo inglese e che mi fa le solite domande, chi ha fatto il bagaglio, dove lo hai fatto, lo hai sempre avuto con te, ecc ecc. Iniziano il controllo di tutti i bagagli con una spazzolina che viene passata in ogni tasca, tra la biancheria (pulizia santa!) e poi messa ad analizzare e lì arriva il problema.

La macchina rileva delle sostanze pericolose nella mia valigia. Se la portano via, senza di me (cosa grave perché in teoria potrebbero loro inserire roba a mia insaputa) per vuotarla e controllarla, ma non lasciano scelta anche se, in effetti siamo ancora in territorio italiano e magari sarebbe gradita l’assistenza anche di personale italiano. Nel mentre vivisezionano il mio bagaglio a mano pesando con una bilancina da cucina ogni singolo elemento elettronico. Che finisce poi nella mia borsetta o nelle tasche perché avendole tolte dal bagaglio da stiva non posso metterle in quello a mano perché sforerei il peso. Quindi primo consiglio: mettete tutte le cose elettroniche, anche la semplice presa nel bagaglio a mano, farete prima ai controlli. Finalmente torna la valigia, forse era colpa della bomboletta spray di antibatterico? non lo saprò mai perché rispondono solo che è tutto a posto, mentre i miei amici chiamano preoccupati, e passo oltre solo che, mentre i miei amici hanno cerchiata una H sul bagaglio, io ho una K e quindi l’agitazione prosegue: perchè? che vorrà dire?controllato? o cosa? comunque, lasciamo i bagagli al check in vero e proprio e proseguiamo. Controllo passaporti e i miei amici rischiano di non partire perché il loro ragazzo non ha i nomi dei genitori sul suo passaporto, ma per fortuna hanno anche la carta di identità con loro (consiglio per tutti quelli che viaggiano con i figli, se sul passaporto non c’è il nome dei genitori portatevi uno stato di famiglia o un documento da cui si evinca la genitorialità). Giro in aeroporto, attesa, lunga perché partiamo con 2 ore di ritardo! Inaudito e l’aereo è vecchio e scomodissimo, la distanza tra i sedili mi sembra peggiore che su Ryanair, e pur essendo partiti quasi a ora di pranzo ci servono la colazione!

Il volo prosegue bene, atterriamo a Tel Aviv e ricominciamo i controlli: stress alle stelle anche se abbiamo la coscienza perfettamente a posto ovviamente. Anche qui tutti separati. A me fanno una marea di domande: perché sono venuta in israele, dove starò?e quando gli dico che sono solo in transito per la Giordania mi chiedono per fare cosa? E come mi muoverò lì? Con chi vado? E saputo che sono con amici mi chiede quali sono e che legame abbiamo. Infine, se ero già stata in israele e lì ho ammesso di essere già stata un giorno a Gerusalemme, durante una crociera, scendendo ad Ashdod, tanto era esattamente quello che voleva sapere perché sicuramente il mio passaggio in terra israeliana lo aveva a schermo, già allora ci fecero un interrogatorio sulla nave che sicuramente hanno in memoria, insieme, secondo me, a vita morte e miracoli di tutti noi. Viene stampato il visto sul famoso fogliettino separato e via! Finalmente arrivati, usciamo e troviamo puntualissimo Marco Sermoneta, il proprietario di un servizio di taxi che abbiamo prenotato per accompagnarci da Tel Aviv alla frontiera di Allemby dove passeremo in Giordania. Cosiglio a tutti quelli che vogliano fare come noi di cercare servizi del genere, se si è in tanti si divide la spesa e non si perde tempo

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