Giordania a tutto tondo

Alla scoperta di un paese tranquillo, accogliente, che propone cittadine con reperti antichissimi e una delle meraviglie del mondo moderno

  • di Luna Lecci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Premessa

Dove festeggiare il Capodanno se si hanno dieci giorni a disposizione, un budget di circa € 1.600,00 totali e la voglia di andare alla scoperta di un paese tranquillo, accogliente, che propone cittadine con reperti antichissimi e una delle meraviglie del mondo moderno, dove si possono avere di momenti di puro relax, benessere e coccole, dove si può gustare buon cibo, “camminare sulle acque” con la certezza di non affondare e nuotare in un mare dalla flora e fauna spettacolari? Non ci sono dubbi: in Giordania.

A meno di una settimana dalla partenza acquistiamo (www.volagratis.com) il volo diretto Alitalia Roma Fiumicino-Amman (€ 600,00 a testa A/R) e sul sito del tour operator Four Seasons (www.fsnc.it) un pacchetto (€ 770,00 a persona) che prevede i trasferimenti da e per l'aeroporto di Amman, il tour di 10 notti in B&B per il paese (inclusa una cena per la notte “sotto le stelle del deserto” in un campo tendato beduino), un pulmino con autista privato e una guida locale parlante italiano. Extra saranno le entrate presso i vari siti, i pasti e le bevande (complessivamente circa € 300,00 a testa).

29 dicembre 2011. Roma - Amman

Partiamo da Roma Fiumicino con il volo diretto Alitalia delle 22,30 (posti 29). Ceniamo a bordo con un discreto pasto freddo previsto per chi mangia pesce (insalata di gamberi), carne (fette di tacchino), uova, formaggio e per tutti mini porzione di frutta, dolcetto e bevande.

Atterriamo ad Amman alle 2,30 e sbrigate le formalità del visto d’ingresso (gratuito per i gruppi: noi eravamo in 9 e non lo abbiamo pagato), un pulmino ci porta in un'oretta scarsa all’Arena Space Hotel**** (ampia la camera 1418 con due letti a una piazza e mezza, ben riscaldato, pulito, connessione ad internet gratuita – www.arenaspacehotel.com). Per quanto riguarda il fuso orario abbiamo un’ora in più rispetto all'Italia. Che sonno! Subito a nanna poiché l'appuntamento per domani mattina è alle 10 già colazionati! Nella valigia, oltre ai vari effetti personali, abbiamo messo – e ci sono tornati utilissimi – un paio di scarpe da trekking, un pile, una giacca a vento antipioggia, guanti, cappello, torcia, costume, ciabattine per il mare/bagno turco, salviettine e uno zainetto.

Dal punto di vista meteo dovremmo trovare 6°/12°C ad Amman, 12°/20°C ad Aqaba e sappiamo che l’escursione termica giorno/notte è notevole, specialmente ad Ajlun e nel deserto del Wadi Rum.

30 dicembre 2011. Amman

La colazione non è male, più cibo salato che dolce e la possibilità di assaggiare diversi tipi di pane da condire a piacimento con marmellate, formaggi, salumi o verdure. Conosciamo gli altri sette membri del gruppo, incontriamo il nostro referente italiano Cristian (www.millenniumtours.me tel. 00962797302981) il quale ci affida a quelli che saranno la guida per tutto il tour: Ahmed Otoom (tel. 00962777750670) e l'autista del pulmino a una ventina di posti.

Il cambio Euro-Dinaro Giordano lo facciamo presso un ufficio Western Union: 1 € corrisponde a circa 0,90 JD, le macchine ATM (Bancomat) sono diffuse e le carte Visa, Master, Maestro e Cirrus sono accettate quasi ovunque.

La giornata la dedichiamo interamente alla visita della capitale; prima tappa alla Cittadella (2 JD) che racchiude, dentro il proprio recinto, una piccola chiesa bizantina, il Tempio romano di Ercole con caratteristiche colonne gigantesche, il grande complesso delle terrazze del Palazzo Omayyade, dalle quali ammiriamo uno splendido panorama della città: case tutte rigorosamente color sabbia o bianche. Oggi è venerdì e alle 11, per la seconda preghiera, numerose moschee iniziano a richiamare i fedeli quasi simultaneamente. I messaggi dei muezzin ai megafoni durano quasi un'oretta, molti si riversano sulle strade e lo spettacolo è particolarmente emozionante. Facciamo un giro al museo archeologico, dove a scelta ci viene offerto un bicchiere di tè=shai o di caffè aromatizzato al cardamomo, entrambi molto dolci, da ustione di terzo grado e apprezzati. Da una delle sette colline di Amman, iniziamo la discesa verso l'antico teatro romano (1 JD), uno dei monumenti più interessanti, distinto in tre settori (il più basso era riservato alle persone più importanti, il mediano ai militari e quello più alto al popolo) la cui costruzione risale al 138 e che ancora oggi viene utilizzato per rappresentazioni sceniche. Velocemente vediamo, dietro un recinto, il ninfeo romano e, giunta l'ora della pappa, ci addentriamo nelle viuzze della downtown, nel Souk Sukkr. Convinciamo la guida a portarci in posti poco turistici, si rivela molto disponibile e ci accomodiamo al ristorante Jerusalem (la scritta esterna è in arabo) dove gli stranieri sono ben pochi, i giordani molti, con le numerose famiglie che consumano piatti stracolmi di agnello, montone, zuppe, involtini di foglie di vite ripiene. Noi scegliamo un maqlubah: pollo cucinato in mezzo a riso con verdure (patate, melanzane, broccoli), con contorno di sottaceti, da condire con yogurt e accompagnato dall’immancabile khubez (il caratteristico pane-piadina di cui faremo, nel corso di tutta la vacanza, “indigestione” per quanto è buono e digeribile). Il posto è un po' angusto, tetto basso, a due piani, i coperti sono tanti e ci ritroviamo con i tavolini attigui ad altri ospiti che non vedono l'ora di attaccar bottone. Ci tempestano, a destra e a sinistra, delle classiche domande: da dove venite, come vi chiamate, quanto tempo rimanete, vi piace questo, quello, guardate sul cellulare la foto di mio fratello, di mio figlio... E' molto divertente essere presi così in considerazione e scoprire quanta voglia hanno di conoscerci, confrontarsi! Dopo aver speso la modica cifra di 4,50 JD a testa, molto satolli lasciamo l'intrico caotico di vicoli, dove si vende di tutto, dalla frutta ai vestiti usati e facciamo una lunga passeggiata in una via decisamente più tranquilla, dove negozi di boutique si alternano a ristoranti internazionali: la Rainbow Street. Nel pomeriggio ci fermiamo per una foto dall'esterno alla famosa moschea del re Abdullah dalla cupola celeste (questa non è aperta ai non musulmani, in altre invece è permesso entrare senza le scarpe, con i cellulari spenti e copricapo per le donne) e a seguire un giro in uno dei rifornitissimi bazar, dove si possono acquistare dai sali del Mar Morto ai mosaici, a manufatti vari, ma non a buon mercato. In serata alcuni preferiscono rientrare all'Hotel Arena Space facendo soste presso negozietti di frutta secca, pasticcerie (da provare il baglawa: strati di dolce pasta sfoglia ripiena di pistacchi, noci e frutta secca), mentre altri si fanno coccolare presso l'Alf Layla Wa Layla turkish bath dove il percorso di un'ora e mezza prevede hammam, idromassaggio, scrub e massaggio (40 JD)

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