Giordania: mini tour e 6 giorni ad Aqaba

Le formalità per il nostro ingresso via terra in Giordania, sono state piuttosto lunghe: quasi due ore fra controlli vari, compreso il rilascio delle impronte digitali, strano per un piccolo gruppo di 5 viaggiatori in tour organizzato provenienti, via terra, ...

  • di gildam21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Le formalità per il nostro ingresso via terra in Giordania, sono state piuttosto lunghe: quasi due ore fra controlli vari, compreso il rilascio delle impronte digitali, strano per un piccolo gruppo di 5 viaggiatori in tour organizzato provenienti, via terra, dalla Siria! In ogni caso alla fine ce l’abbiamo fatta e con il nuovo accompagnatore ci siamo diretti verso Amman.

Le condizioni delle strade giordane sono migliori rispetto a quelle siriane e, nonostante il traffico sostenuto, nel giro di poco siamo arrivati al nostro albergo: il “Day’s Inn”, una struttura a 4 stelle, recente ma con notevoli carenze dal punto di vista igienico e della ristorazione, situato a circa mezz’ora di taxi dalla Cittadella, centro turistico della città.

Prima sorpresa al nostro arrivo: siamo sottoposti ad un controllo sia personale che per il bagagli attraverso un metal detector, ciò si ripeterà tutte le volte che rientreremo in hotel.

Il giorno successivo ci rechiamo a Gerasa: città ellenistico-romana orgoglio dell’archeologia giordana. In effetti, malgrado gran parte di essa giaccia ancora sepolta sotto la città moderna, come Ercolano, la visita si rivela veramente interessante e richiederebbe un tempo maggiore. Ci colpiscono le rovine monumentali del tempio di Artemide, costruito con criteri antisismici (inserendo il manico di un cucchiao alla base di una colonna, si riesce a farla ondeggiare leggermente), la famosa agorà di forma ellittica delimitata da uno snello colonnato e naturalmente il decumano. E’ notevole l’affollamento di gruppi turistici, soprattutto spagnoli, che spadroneggiano nella aree monumentali più importanti tra schiamazzi e foto, peccato! Alla fine del giro, dopo il pranzo consumato in un ristorante-refettorio vicino all’area archeologica, ritorniamo ad Amman.

Chiediamo alla guida di lasciarci in “centro” in modo da poter avere un’idea della capitale, ci viene risposto che Amman non ha un centro come le città occidentali: scendiamo in una via trafficata piena di bar, ristoranti con narghilè e negozi, in prossimità di una moschea. Ad uno di noi che chiede di essere riaccompagnato in hotel, viene risposto che l’orario di servizio dell’autista è terminato: il nostro amico, tormentato da problemi intestinali, dovrà cercarsi un bagno sul posto.

Gironzoliamo un pò per le vie e constatiamo che molte di esse salgono ripidamente, dato che la città è costruita su una serie di alture, il frastuono del traffico ed il vociare della gente, è superato dal richiamo dei muezzin amplificato da centinia altoparlanti.

Dall’alto notiamo il teatro romano e l’odeon (piccolo gioiello), decidiamo di andarli al vedere da vicino, ma data l’ora sono chiusi, tutt’intorno però è stata creata un’ ampia area pubblica con panchine e bar dove è piacevole sostare, ci sono anche molti giordani e scopriamo che il teatro è normalmente utilizzato per le rappresentazioni. Un taxi ci riporta in albergo, ma al secondo colpo, il primo autista non aveva mai sentito nominare il nostro hotel...

Ripartiamo da Amman senza averla praticamente vista, attraversandola per raggiungere il Monte Nebo, scorgiamo la zona nuova dove svettano diversi grattacieli in acciaio e cristallo e molti sono in costruzione, la guida ci fa notare anche un avveniristico ponte appena inaugurato: sembra di essere a Dubai! Il monte Nebo è il luogo da cui Mosè vide la terra promessa che, per volere di Dio, non avrebbe mai potuto raggiungere. E’ un punto panoramico molto suggestivo: in basso scorre il Giordano ed in distanza si intravede il Mar Morto. L’Ordine Francescano è conservatore del luogo dove c’è anche una cappella e un piccolo museo sull’opera svolta dai frati. Un monumento ricorda la visita di Giovanni Paolo II e cita anche fra gli altri il nome di Padre Michele Piccirillo, grande archeologo, scomparso di recente, esperto di arte paleocristiana e fondatore in loco di alcune comunità di ragazzi che apprendono l’arte del mosaico. La guida ci parla anche del progetto sponsorizzato da Giordania e Israele, per la costruzione di una condotta che dal Mar Rosso faccia affuire acqua al Mar Morto in fase di costante evaporazione

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