Giappone, consigli e cronaca di un viaggio da sogno

Indimenticabile tour nel paese del Sol Levante, passando dalla storia alla modernità e dalla natura alla città

  • di eachdream
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Finita la colazione, facciamo il checkout e con molta calma ci dirigiamo in stazione. Oggi ci aspetta la tappa più lunga del nostro viaggio, da Tokyo arriveremo a Beppu, una città nella più meridionale delle 4 maggiori isole del Giappone, Kyūshū.

Alle 6.00 siamo già sul primo treno proiettile, “sparati” verso sud. La prima classe degli Shinkansen è molto confortevole e non ci rendiamo nemmeno conto che procediamo alla velocità di 300 km/h. Le hostess si inchinano ogni volta che entrano nella carrozza e ci danno un panno rinfrescante per le mani.

Prendiamo 2 coincidenze senza preoccuparci del poco tempo per cambiare treno, visto che qua spaccano il secondo. Dopo meno di 7 ore siamo già a Beppu, 1200 km più a sud.

Incontriamo una leggera pioggia, così andiamo in hotel per sistemarci. Ci riposiamo un attimo per poi partire per la visita della città. Beppu è famosa per gli Onsen, equiparabili alle nostre stazioni termali, almeno così avevamo letto. Così ce ne facciamo indicare uno in hotel e ci dirigiamo là.

Arriviamo a destinazione proprio quando smette di piovere, c’è una bella struttura antica, così paghiamo l’ingresso, entriamo ma non c’è nessuno. C’è una piccola vasca al centro della stanza, non sappiamo che fare. Siamo ancora dell’idea che ci troviamo in una spa di tipo europeo, quindi siamo pronti per indossare il nostro costume ma non ci sono spogliatoi, siamo un po’ confusi, finché non entra un anziano giapponese che in un attimo si denuda totalmente, prende l’acqua della vasca con una bacinella e si lava le parti intime, poi entra nella vasca e ci invita ad entrare. Eravamo in Giappone da appena un giorno e non avevamo capito ancora niente della loro cultura, così ci rivestiamo in fretta e furia e scappiamo! All’uscita ci rimborsano il prezzo dell’ingresso, vedendo che non avevamo usufruito del “bagno comune”, sarebbe meglio chiamarlo così, invece che “stazione termale”.

Tornati in hotel, ci organizziamo per l’indomani e cerchiamo un posto dove cenare. Troviamo un bel locale, non lontano dall’hotel. Entriamo e ci sediamo, nessuno parla inglese, il menu è solo in giapponese, così ordiniamo a caso. Al centro del tavolo c’è una specie di griglia a gas, la accendono e ci portano vari tipi di carne cruda e una miriade di salse. Così iniziamo ad arrostire, non sappiamo che tipo di carne stiamo mangiando e con che tipo di salsa vada accompagnata, così mischiamo un po’ tutto a caso e, nonostante ciò, risulta tutto squisito.

27 Aprile

Anche oggi ci svegliamo prestissimo, facciamo colazione fuori, con un bellissimo sole primaverile che ci accompagnerà per tutto il resto della vacanza e quando torniamo sono ancora le 7. In programma ci sarebbe di prendere le bici che l’hotel offre gratuitamente e raggiungere il luogo per il quale Beppu è famosa oltre che agli Onsen; i Jigoku, anche detti “8 inferni di Beppu”.

La reception apre alle 9 e non ci va di aspettare due ore, così rinunciamo alle bici e decidiamo di prendere un taxi, del resto siamo in tre e la spesa non dovrebbe essere eccessiva, infatti, con circa 3 euro ciascuno, siamo all’ingresso del primo degli inferni. L’orario di apertura però è alle 8 così dobbiamo aspettare circa 20 minuti prima di entrare. Poco male, perché Beppu è una città affascinante, sembra essere costruita su un calderone bollente, da ogni strada trasuda vapore acqueo che crea un’atmosfera particolare. Finalmente entriamo nel primo degli 8 inferni e facciamo il biglietto per tutti. I primi 6 inferni sono vicini e possono essere visitati a piedi, gli ultimi 2 sono più lontani e bisogna andare in bus o taxi, noi abbiamo visto anche questi ma non ne vale la pena, potete benissimo evitare. Che dire degli inferni? Tra bolle di fango bollente, pozze di acqua rosso sangue, vapore ovunque ed un contesto che, complice il periodo, crea colori eccezionali, ne vale sicuramente la pena. Di contro, sono molto turistici e almeno 3-4 non sono niente di che

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