Il Paese dei balocchi

Cultura pop, tradizione, shopping, gastronomia: Tokyo con gli occhi dei bambini!

  • di bagagliAmano
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

21-22 DICEMBRE: MILANO – TOKYO – NAGANO - YUDANAKA

È il 21 dicembre, i bambini non stanno andando a scuola da due giorni perché sta girando una fastidiosa influenza (la Giapponese, così si chiama quest’anno) che, memore dell’anno scorso, non voglio che nessuno di noi si becchi.

Usciamo di casa alle 6.30, andiamo al solito parcheggio che ci lava anche la macchina mentre siamo via (l’unico momento dell’anno in cui la macchina viene lavata), e poi decolliamo per Zurigo e da lì per Tokyo. Due voli tranquillissimi. I ragazzi non hanno fatto una piega.

Atterrati a Tokyo, stravolti, assonnati, non possiamo fermarci. In aeroporto cerchiamo la posta e prendiamo la pocket wi-fi. Poi compriamo i biglietti per lo Skyliner che ci porta alla stazione di Ueno, da lì trasciniamo i nostri valigioni sudando come caproni (per inciso… non doveva fare freddo? No bello, ma mi aspettavo 5 gradi, ce ne sono 14 e noi siamo imbacuccati!) alla stazione degli Shinkansen, compriamo un biglietto per Nagano e ci mettiamo a dormicchiare senza grandi risultati (troppa adrenalina, troppa roba da vedere).

A Nagano andiamo alla ricerca della linea per Yudanaka, facciamo il biglietto e saliamo sul treno e scendiamo 45 minuti dopo a destinazione.

A questo punto non ci resta che prendere un taxi e siamo all’ostello. La cosa straordinaria è che è andato tutto così. Come l’ho scritto. Liscio così, senza intoppi, senza disguidi, senza ritardi, tutto sincronizzato. Alle 8.55 siamo atterrati, alle 14.30 eravamo all’ostello di Yudanaka (che per inciso sta un po’ in culo ai lupi, nel mezzo del Giappone a 350 km dall’aeroporto in cui siamo atterrati).

Arrivati in ostello siamo ufficialmente stanchi. L’ostello è tradizionalissimo. Nulla di che, ma in ordine, coi tatami, i futon, il kotatsu (https://it.wikipedia.org/wiki/Kotatsu), bagno. Le docce sono giù, in stile giapponese, comuni, divise per sesso. Scendi, ti spogli, ti lavi per bene seduto sul seggiolino di legno e ti vai a squagliare nelle vasche termali all’aperto. Bellissimo.

Yudanaka è un paesino, sperduto come dicevo, famoso per due cose:

1) Le onsen, ossia le vasche termali. Ogni riokan o ostello ha le sue e in più ci sono quelle pubbliche: si possono affittare i kimono e gli zatteroni e fare il giro di tutte spalmandosi da una all’altra finché non ti crolla la pressione sotto i piedi e anneghi felice;

2) Il Jigokudani Park, che è il motivo che ci ha portati fin qui.

A Yudanaka non ci sono vie di mezzo: o l’ostello scrausello o il riokan figo. Un’ottantina di euro a notte oppure 300-400 euro a notte. Ora, siccome noi non eravamo lì per le onsen ma per il parco e siccome i bambini le onsen più di tanto non le possono fare e siccome i bambini smorzano un filo il romanticismo di una onsen, abbiamo optato per non sbattere via soldi inutilmente. Va da sé che in altre circostanze o magari in un altro viaggio, un bel riokan con delle onsen da occhi a cuore sarebbe d’obbligo. Un’altra volta, un altro viaggio.

Non possiamo dormire proprio ora, altrimenti non ingraneremo mai col fuso, quindi ci sistemiamo un po’ in camera, usciamo a fare due passi, scendiamo all’onsen e poi andiamo in un ristorantino di ramen per la nostra prima cena giapponese.

Yudanaka è IL PAESINO giapponese. Come uno se lo immagina, come se ne sono visti in mille film e mille anime. Ecco così. Perfetto. Un quadretto. Manca solo la neve.

E poi a letto, dove dormiamo senza sosta dalle 20 alle 7.30, svegliandoci brillanti (io Mia e Zeno… Ric ha avuto cuore di svegliarsi alle 5 e non riuscire più a riaddormentarsi)

  • 11320 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social