Partenza il 26/12/2016 · Ritorno il 4/1/2017
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Giappone express

di holaroby - pubblicato il

Lunedì 26 dicembre alle 15.30 decolliamo con Alitalia alla volta di Tokyo, abbiamo un leggero ritardo che però viene recuperato durante il volo, che ci porta a destinazione intorno alle 11.00, ora locale (a Tokyo è già il 27). Dopo aver sbrigato le procedure di ingresso ed atteso le valigie, seguiamo le indicazioni che ci ha dato Rui, il nostro host, e destreggiandoci tra i treni, arriviamo alla stazione di Yoyogi circa due ore più tardi. Rui viene a prenderci in bicicletta e ci fa strada fino al suo appartamento. Siamo stanchissimi, in aereo non abbiamo quasi dormito e secondo il fuso orario italiano è notte inoltrata. Dopo una doccia rinvigorente decidiamo di concederci un’oretta di sonno prima di uscire alla scoperta della città.

27 dicembre 2016: TOKYO

Al nostro risveglio sono circa le 16.00, resistiamo all’istinto di rimanere a dormire (vogliamo abituarci il più presto possibile al nuovo fuso) ed usciamo. Proviamo a ripetere a ritroso la strada fatta qualche ora prima con Rui, ma orientarsi tra le mille vie della zona residenziale in cui ci troviamo è davvero troppo difficile: i pochi cartelli sono scritti in caratteri giapponesi, e comunque non abbiamo ancora una mappa! Vagando casualmente ci troviamo (che fortuna!) a Shinjuku, famoso quartiere della vita notturna, dove in un punto informazioni turistiche recuperiamo una cartina della città (e le indicazioni per poi tornare a casa) e iniziamo a gironzolare tra le viuzze piene di insegne luminose e ristorantini. L’impatto è affascinante, la zona è colorata e piena di gente, iniziamo a scattare le prime foto. Ci fermiamo in un localino che fa ramen con ravioli di carne, delizioso, e poi in uno Starbucks ai piani alti, per un caffè con vista. Grazie alla nostra buona stella, inspiegabilmente, arriviamo a casa sani e salvi e ci abbandoniamo ad un bel sonno ristoratore.

28 dicembre 2016: TOKYO

Ci alziamo di buon’ora, il sonno ci ha fatto abituare completamente al nuovo fuso orario e, dopo la colazione nella bakery sotto casa, ci dirigiamo al mercato del pesce di Tsukiji, il più grande del mondo. Girovaghiamo tra le bancarelle, affascinati dalle dimensioni e dai colori di migliaia di tipologie di pesce e non solo. Pranziamo presto sul posto con del sashimi freschissimo e poi usciamo da questa città nella città, per dirigerci a piedi al vicino giardino Hama-rikyu, dove facciamo una passeggiata piacevole ed una pausa nella bellissima casa da tè posta al centro del laghetto. Sempre a piedi, mappa alla mano, arriviamo al palazzo imperiale, che purtroppo non è visitabile (la famiglia ci vive ancora dentro!) ma che riusciamo comunque a vedere e fotografare dall’esterno. Passando da Ginza, nota zona di shopping raffinato dove si susseguono negozi di grandi firme, vogliamo raggiungere Akihabara, famoso quartiere elettronico e manga. Ci fermiamo giusto a metà strada per una Kyoto style beef (cotoletta di manzo al sangue) per poi giungere in quel festival di luci, suoni e stranezze che è “Akiba”. Gironzoliamo tra sale giochi, negozi di elettronica, fumetterie, e tra le migliaia di proposte street-food decidiamo di assaggiare le takoyaki: polpette di polipo perfettamente sferiche. Iniziamo ad essere stanchi e, con la metropolitana, ci dirigiamo verso casa, non prima però di una capatina a Shibuya, dove ammiriamo la statua del cane Hachiko ed il famosissimo incrocio, dove migliaia di persone attraversano la strada contemporaneamente cercando di schivarsi (partecipiamo anche noi all’esperienza e la filmiamo perfino dall’alto, grazie ad un altro Starbucks sopraelevato).

29 dicembre 2016: NIKKO E TOKYO

Per oggi è programmata la gita a Nikko, quindi sveglia presto e prima esperienza in treno (da oggi sarà valido il nostro JR pass). A causa di un inghippo ci mettiamo tre ore a raggiungere la cittadina, una in più del dovuto, ma è comprensibile, è ancora difficile per noi destreggiarci nelle stazioni giapponesi. Dato il poco tempo a disposizione, decidiamo di visitare solo il Tosho-gu: famoso santuario e patrimonio UNESCO, dove i monaci ci illustrano la “magia” del drago, che ruggisce solo quando due bacchette vengono battute sotto di lui… Dopo pranzo saltiamo nuovamente sul treno e, questa volta senza problemi, torniamo a Tokyo. Decidiamo di scendere dal treno alla stazione di Ueno, per vedere cosa ci riserva questa zona della città: ci troviamo catapultati in mezzo ad una folla di gente, tra bancarelle, negozi e ristoranti. È presto per mangiare, quindi decidiamo di tornare a casa per una doccia e di uscire poi per cena ad Ebisu, dove una gentilissima ragazza del posto, vista la nostra difficoltà ad individuare un buon ristorante, ci accompagna in un locale tipico e ordina per noi dall’incomprensibile menù in giapponese. Quella che facciamo ad Ebisu grazie a Yuko sarà una delle migliori cene di questo viaggio. Dopo un antipasto di sashimi strepitoso ci viene infatti servito il piatto forte, il sukiyaki: carne di manzo giapponese (wagyu) sottilissima, cotta su una piastra rovente con una salsa dolciastra, insieme a cipolla, cipollotti, tofu e funghi shiitake ed infine intinta nell’uovo crudo sbattuto (può sembrare impegnativo, ma è eccezionale).

30 dicembre 2016: KYOTO

Pur sapendo di aver tralasciato qualcosa a Tokyo (musei e templi), decidiamo di partire subito dopo colazione per Kyoto, perché la sensazione è quella che in questa città avremo ancora più cose da vedere, ed il tempo è poco. Muniti di bento box per il pranzo, saliamo sul treno veloce che in meno di tre ore ci porta a Kyoto. Una volta arrivati in stazione, prendiamo il pullman indicatoci da Shin, il nostro nuovo host, per arrivare alla sua guest house. Il tempo di abbandonare le valigie e siamo già fuori casa, per la precisione dietro casa, dove c’è la famosa passeggiata della filosofia, che ci porta al tempio Ginkakuji, immerso in un meraviglioso giardino di sabbia decorata e piante verdeggianti. Percorrendo il cammino della filosofia a ritroso, ci fermiamo in un localino per un delizioso matcha latte e poi torniamo alla guest house per una doccia rinvigorente. Come nuovi, usciamo per cena raggiungendo in autobus Gion, il famoso quartiere delle geishe, dove ci dedichiamo allo shopping nei numerosi negozietti di artigianato locale, ed alla cena naturalmente.

31 dicembre 2016: KYOTO

La giornata parte dal santuario Fushimi Inari, uno dei più noti di Kyoto per i suoi innumerevoli torii rossi (le tipiche porte di ingresso ai santuari scintoisti), che si susseguono uno dietro l’altro a creare un percorso che porta fin sopra la collina, davvero molto suggestivo. Pranziamo in zona, poi col pullman torniamo verso nord, fermandoci dapprima nel Sanjusangen-do, il tempio dalle mille statue dorate, purtroppo non fotografabili, ma dall’impatto visivo spettacolare, e poi nel complesso di templi Kiyomizu-dera, abbarbicati su una collina. Stanchi ma felici, torniamo a casa per prepararci alla serata di Capodanno, che abbiamo deciso di passare alla maniera tradizionale giapponese: al tempio. Dopo la cena a Gion, l’intenzione era quella di spostarci verso un tempio più vicino a casa, per non avere poi problemi di spostamento a tarda notte, ma rimaniamo colpiti dalla festa che si sta svolgendo nel santuario Yasaka e decidiamo di fermarci. Beviamo del sake offerto dai monaci e vaghiamo tra le bancarelle, fino a qualche minuto prima della mezzanotte, quando ci fermiamo ad osservare incuriositi una folla di fedeli pazientemente in fila. Al termine del conto alla rovescia questa folla si avventa verso l’altare, lancia una monetina e prega. Rimaniamo un po’ delusi, non so cosa ci aspettassimo che sarebbe successo, ma siamo comunque contenti di aver assistito ad una tradizione così forte. Usciti dal santuario dal retro ci rendiamo conto di quello che sta succedendo fuori: le strade della zona sono chiuse e letteralmente invase da un’enorme massa di gente che aspetta di poter entrare nel santuario a fare quello che avevamo appena visto. Gli autobus sono ormai fuori servizio, ci serve un taxi, ma dobbiamo camminare fino al punto in cui il traffico non è più interrotto. Passiamo davanti ad un altro tempio: il Chion-in, meravigliosamente illuminato, e finalmente riusciamo a trovare un taxi che ci riporta esausti a casa.

1 gennaio 2017: NARA E KYOTO

Nel primo giorno del nuovo anno abbiamo in programma la gita a Nara, che raggiungiamo con facilità in treno (ormai siamo diventati degli esperti negli spostamenti, o quasi). Attraverso un parco pieno di cerbiatti in libertà, raggiungiamo il Todai-ji, tempio che racchiude il grande Budda, una delle statue bronzee più grandi del mondo, davvero imponente. Terminata la visita torniamo a Kyoto e ci dirigiamo verso la zona di Arashiyama, dove pranziamo con una ciotola di udon/soba in versione street food prima di introdurci nella suggestiva foresta di bambù. Dopo la passeggiata, raggiungiamo il Kinkakuji, il padiglione d’oro, giusto in tempo per il tramonto, che ci permette di scattare delle foto stupende del tempio dorato riflesso nel laghetto. Dopo la meritata doccia, decidiamo di cenare nel quartiere (o meglio la via) di Ponto Cho, dove si susseguono ristorantini raffinati uno dopo l’altro.

2 gennaio 2017: HIROSHIMA E KYOTO

La gita ad Hiroshima è un fuori programma che ci siamo concessi dato che il nostro itinerario procede a tutta velocità. Usciamo la mattina di buon’ora: la giornata prevede anche il trasferimento dalla guest house al ryokan, che abbiamo prenotato per provare, almeno per una notte, l’esperienza della locanda tradizionale giapponese. Per fortuna la struttura è vicinissima alla stazione, quindi lasciamo i bagagli e partiamo immediatamente per Hiroshima, che raggiungiamo in circa tre ore col nostro amato Shinkansen (il treno proiettile). Visitiamo la zona del parco della pace, con la cupola della bomba atomica, unico edificio rimasto in piedi dopo l’esplosione, ed il museo, davvero toccante. Sappiamo che in zona c’è il famoso torii fluttuante del santuario Itsukushima-jinja, ma siamo davvero troppo stanchi, non vogliamo esagerare coi fuori programma, quindi a malincuore decidiamo di rinunciare, pranziamo in stazione con il tipico Okonomiyaki, versione di Hiroshima (frittata con verza, pancetta, udon o soba, e chi più ne ha, più ne metta!) e poi ripartiamo alla volta di Kyoto. Finalmente possiamo goderci il nostro ryokan, il laghetto delle carpe Koi ed indossare lo yukata in totale relax. Per cena scegliamo di rimanere in zona e berci poi un drink in cima alla Kyoto tower.

3 gennaio 2017: HIMEJI E TOKYO

Ultimo giorno, ultima gita: questa volta si va ad Himeji, per ammirare il fantastico castello dell’airone bianco: tanto meraviglioso all’esterno quanto semplice all’interno, ma certamente merita una visita! Pranziamo in zona, poi torniamo al ryokan, prendiamo le valigie e saltiamo su un altro treno che ci riporterà a Tokyo. Per l’ultima notte abbiamo prenotato un hotel moderno in zona Akasaka, per cena scegliamo un locale in zona, dove gustiamo un sushi favoloso, una menzione particolare merita il tonno, assaggiato in tre tagli diversi: la fine del mondo. Non ci resta poi che andare a dormire, la mattina seguente sarà dedicata solo alla partenza, purtroppo è davvero finita.

Oltre alle bellezze da ammirare, del Giappone ci ha colpito lo stile di vita: la gentilezza delle persone, l’ordine e la pulizia che caratterizzano tutti gli ambienti pubblici e privati, la dedizione al cibo (non solo per quanto riguarda i sapori, ma anche i colori e le forme), l’estetica, la tecnologia… Questo viaggio ci ha dato davvero molto più di quanto ci aspettassimo.

di holaroby - pubblicato il