Giappone express

Tokyo, Nikko, Kyoto, Nara, Hiroshima e Himeji in una sola settimana, un assaggio di Giappone in treno ad alta velocità

  • di holaroby
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

29 dicembre 2016: NIKKO E TOKYO

Per oggi è programmata la gita a Nikko, quindi sveglia presto e prima esperienza in treno (da oggi sarà valido il nostro JR pass). A causa di un inghippo ci mettiamo tre ore a raggiungere la cittadina, una in più del dovuto, ma è comprensibile, è ancora difficile per noi destreggiarci nelle stazioni giapponesi. Dato il poco tempo a disposizione, decidiamo di visitare solo il Tosho-gu: famoso santuario e patrimonio UNESCO, dove i monaci ci illustrano la “magia” del drago, che ruggisce solo quando due bacchette vengono battute sotto di lui… Dopo pranzo saltiamo nuovamente sul treno e, questa volta senza problemi, torniamo a Tokyo. Decidiamo di scendere dal treno alla stazione di Ueno, per vedere cosa ci riserva questa zona della città: ci troviamo catapultati in mezzo ad una folla di gente, tra bancarelle, negozi e ristoranti. È presto per mangiare, quindi decidiamo di tornare a casa per una doccia e di uscire poi per cena ad Ebisu, dove una gentilissima ragazza del posto, vista la nostra difficoltà ad individuare un buon ristorante, ci accompagna in un locale tipico e ordina per noi dall’incomprensibile menù in giapponese. Quella che facciamo ad Ebisu grazie a Yuko sarà una delle migliori cene di questo viaggio. Dopo un antipasto di sashimi strepitoso ci viene infatti servito il piatto forte, il sukiyaki: carne di manzo giapponese (wagyu) sottilissima, cotta su una piastra rovente con una salsa dolciastra, insieme a cipolla, cipollotti, tofu e funghi shiitake ed infine intinta nell’uovo crudo sbattuto (può sembrare impegnativo, ma è eccezionale).

30 dicembre 2016: KYOTO

Pur sapendo di aver tralasciato qualcosa a Tokyo (musei e templi), decidiamo di partire subito dopo colazione per Kyoto, perché la sensazione è quella che in questa città avremo ancora più cose da vedere, ed il tempo è poco. Muniti di bento box per il pranzo, saliamo sul treno veloce che in meno di tre ore ci porta a Kyoto. Una volta arrivati in stazione, prendiamo il pullman indicatoci da Shin, il nostro nuovo host, per arrivare alla sua guest house. Il tempo di abbandonare le valigie e siamo già fuori casa, per la precisione dietro casa, dove c’è la famosa passeggiata della filosofia, che ci porta al tempio Ginkakuji, immerso in un meraviglioso giardino di sabbia decorata e piante verdeggianti. Percorrendo il cammino della filosofia a ritroso, ci fermiamo in un localino per un delizioso matcha latte e poi torniamo alla guest house per una doccia rinvigorente. Come nuovi, usciamo per cena raggiungendo in autobus Gion, il famoso quartiere delle geishe, dove ci dedichiamo allo shopping nei numerosi negozietti di artigianato locale, ed alla cena naturalmente.

31 dicembre 2016: KYOTO

La giornata parte dal santuario Fushimi Inari, uno dei più noti di Kyoto per i suoi innumerevoli torii rossi (le tipiche porte di ingresso ai santuari scintoisti), che si susseguono uno dietro l’altro a creare un percorso che porta fin sopra la collina, davvero molto suggestivo. Pranziamo in zona, poi col pullman torniamo verso nord, fermandoci dapprima nel Sanjusangen-do, il tempio dalle mille statue dorate, purtroppo non fotografabili, ma dall’impatto visivo spettacolare, e poi nel complesso di templi Kiyomizu-dera, abbarbicati su una collina. Stanchi ma felici, torniamo a casa per prepararci alla serata di Capodanno, che abbiamo deciso di passare alla maniera tradizionale giapponese: al tempio. Dopo la cena a Gion, l’intenzione era quella di spostarci verso un tempio più vicino a casa, per non avere poi problemi di spostamento a tarda notte, ma rimaniamo colpiti dalla festa che si sta svolgendo nel santuario Yasaka e decidiamo di fermarci. Beviamo del sake offerto dai monaci e vaghiamo tra le bancarelle, fino a qualche minuto prima della mezzanotte, quando ci fermiamo ad osservare incuriositi una folla di fedeli pazientemente in fila. Al termine del conto alla rovescia questa folla si avventa verso l’altare, lancia una monetina e prega. Rimaniamo un po’ delusi, non so cosa ci aspettassimo che sarebbe successo, ma siamo comunque contenti di aver assistito ad una tradizione così forte. Usciti dal santuario dal retro ci rendiamo conto di quello che sta succedendo fuori: le strade della zona sono chiuse e letteralmente invase da un’enorme massa di gente che aspetta di poter entrare nel santuario a fare quello che avevamo appena visto. Gli autobus sono ormai fuori servizio, ci serve un taxi, ma dobbiamo camminare fino al punto in cui il traffico non è più interrotto. Passiamo davanti ad un altro tempio: il Chion-in, meravigliosamente illuminato, e finalmente riusciamo a trovare un taxi che ci riporta esausti a casa

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