Giappone express

Tokyo, Nikko, Kyoto, Nara, Hiroshima e Himeji in una sola settimana, un assaggio di Giappone in treno ad alta velocità

  • di holaroby
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Lunedì 26 dicembre alle 15.30 decolliamo con Alitalia alla volta di Tokyo, abbiamo un leggero ritardo che però viene recuperato durante il volo, che ci porta a destinazione intorno alle 11.00, ora locale (a Tokyo è già il 27). Dopo aver sbrigato le procedure di ingresso ed atteso le valigie, seguiamo le indicazioni che ci ha dato Rui, il nostro host, e destreggiandoci tra i treni, arriviamo alla stazione di Yoyogi circa due ore più tardi. Rui viene a prenderci in bicicletta e ci fa strada fino al suo appartamento. Siamo stanchissimi, in aereo non abbiamo quasi dormito e secondo il fuso orario italiano è notte inoltrata. Dopo una doccia rinvigorente decidiamo di concederci un’oretta di sonno prima di uscire alla scoperta della città.

27 dicembre 2016: TOKYO

Al nostro risveglio sono circa le 16.00, resistiamo all’istinto di rimanere a dormire (vogliamo abituarci il più presto possibile al nuovo fuso) ed usciamo. Proviamo a ripetere a ritroso la strada fatta qualche ora prima con Rui, ma orientarsi tra le mille vie della zona residenziale in cui ci troviamo è davvero troppo difficile: i pochi cartelli sono scritti in caratteri giapponesi, e comunque non abbiamo ancora una mappa! Vagando casualmente ci troviamo (che fortuna!) a Shinjuku, famoso quartiere della vita notturna, dove in un punto informazioni turistiche recuperiamo una cartina della città (e le indicazioni per poi tornare a casa) e iniziamo a gironzolare tra le viuzze piene di insegne luminose e ristorantini. L’impatto è affascinante, la zona è colorata e piena di gente, iniziamo a scattare le prime foto. Ci fermiamo in un localino che fa ramen con ravioli di carne, delizioso, e poi in uno Starbucks ai piani alti, per un caffè con vista. Grazie alla nostra buona stella, inspiegabilmente, arriviamo a casa sani e salvi e ci abbandoniamo ad un bel sonno ristoratore.

28 dicembre 2016: TOKYO

Ci alziamo di buon’ora, il sonno ci ha fatto abituare completamente al nuovo fuso orario e, dopo la colazione nella bakery sotto casa, ci dirigiamo al mercato del pesce di Tsukiji, il più grande del mondo. Girovaghiamo tra le bancarelle, affascinati dalle dimensioni e dai colori di migliaia di tipologie di pesce e non solo. Pranziamo presto sul posto con del sashimi freschissimo e poi usciamo da questa città nella città, per dirigerci a piedi al vicino giardino Hama-rikyu, dove facciamo una passeggiata piacevole ed una pausa nella bellissima casa da tè posta al centro del laghetto. Sempre a piedi, mappa alla mano, arriviamo al palazzo imperiale, che purtroppo non è visitabile (la famiglia ci vive ancora dentro!) ma che riusciamo comunque a vedere e fotografare dall’esterno. Passando da Ginza, nota zona di shopping raffinato dove si susseguono negozi di grandi firme, vogliamo raggiungere Akihabara, famoso quartiere elettronico e manga. Ci fermiamo giusto a metà strada per una Kyoto style beef (cotoletta di manzo al sangue) per poi giungere in quel festival di luci, suoni e stranezze che è “Akiba”. Gironzoliamo tra sale giochi, negozi di elettronica, fumetterie, e tra le migliaia di proposte street-food decidiamo di assaggiare le takoyaki: polpette di polipo perfettamente sferiche. Iniziamo ad essere stanchi e, con la metropolitana, ci dirigiamo verso casa, non prima però di una capatina a Shibuya, dove ammiriamo la statua del cane Hachiko ed il famosissimo incrocio, dove migliaia di persone attraversano la strada contemporaneamente cercando di schivarsi (partecipiamo anche noi all’esperienza e la filmiamo perfino dall’alto, grazie ad un altro Starbucks sopraelevato)

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